L’enigma del secondo cerchio – Sebastiano Ambra

Trama

Un’auto, sotto un violento temporale, si lancia sulle barche ormeggiate nel porticciolo della Cala. Un suicidio, forse. O un omicidio. Oppure nessuno dei due. L’indagine sarà una corsa contro il tempo alla ricerca della soluzione di un enigma vecchio seicento anni.

Voce di Dario Brunetti


Recensione a cura di Dario Brunetti

L’enigma del secondo cerchio è il romanzo che segna l’esordio del catanese Sebastiano Ambra che vive ad Acireale, luogo in cui è ambientata la storia, almeno quella che fa parte del passato e che vede numerosi tedeschi insediarsi in un posto realmente tranquillo.

Infatti nella piccola frazione acese di Piano D’Api nel 14 novembre del 1941 c’è stato un bombardamento durato ben sette ore e che ha visto morire ben ventuno persone.

Ma l’azione perpetrata dagli inglesi nei confronti dei tedeschi, che occupavano solamente il territorio, è tuttora avvolta nel mistero, così come non si spiega cosa ci facesse una rappresentanza di tedeschi ad Acireale; di ipotesi se ne saranno fatte ma le certezze sembrano latitare.

Venendo ai giorni nostri ci troviamo con un ritrovamento di un’auto e di un corpo carbonizzato. Chi è la vittima? Si tratta di un omicidio o di un suicidio? Chi si incarica delle indagini è il commissario Claudio Portanova coadiuvato dal giornalista di cronaca Tommaso Iudice.

Da una prima ricostruzione si presume che la vittima sia Pietro Baldassarre anche se non se ne ha la certezza. Iudice si reca dal suo datore di lavoro, cavaliere del lavoro Giacomo Santostefano, che vive con un enigmatico maggiordomo tibetano in uno dei più incantevoli e lussuosi palazzi di Palermo.

Con Santostefano vengono affrontati tanti temi del passato, soprattutto dell’esperienza che ha vissuto in prima persona e racconta che da bambino è stato testimone dell’uccisione di alcuni soldati tedeschi.

Ma questo forse è solo l’inizio di una storia che inizia tanti anni fa ma si sviluppa nel presente così  Tommaso, la bibliotecaria Irene e il maggiordomo Oyun saranno i veri protagonisti di questo romanzo che ha i contorni del thriller senza esserlo realmente perché forse rispecchia più il genere legato al mistero e quindi si avvicina ad un vero e proprio giallo.

Non dimentichiamo che va dato un nome a quel cadavere estratto dalle lamiere dell’auto in fondo alla Cala, si tratta davvero di Pietro Baldassarre? Ne siamo proprio certi?

E come mai è stato rinvenuto il cadavere di un povero clochard ? Il suo assassino ha qualcosa a che fare con tutta questa storia?

L’autore si avvale della sua esperienza di cronista per costruire un personaggio come Tommaso Iudice, un ragazzo brillante e scaltro alla ricerca della verità al costo di mettersi in guai seri insieme al maggiordomo Oyun che poi si scopre essere un monaco Shaolin esperto di arti marziali; una vera coppia del tutto insolita e fuori dagli schemi alla ricerca di un mistero che forse risale a tanti anni fa, bisognerà scavare nel passato.

Un romanzo dallo stile puro e semplice, trama scorrevole e lineare. Se dovessi trovare un difetto sarebbe quello di essere leggermente appesantita nella parte centrale, c’è un groviglio di misteri e di situazioni che a un certo punto finisce col rendere la storia soporifera, menomale che ci si rianima subito grazie all’azione che nelle battute finali è garantita.

Ho apprezzato molto l’impatto che generano i protagonisti, sono personaggi che non sembrano prendersi molto sul serio e qui Ambra è bravo a far emergere quei dialoghi ironici che rendono gustosa la storia uscendo dal solito cliché del giallo, anche se è il genere che più appartiene agli eventi narrati.

Non mi sento di dare un voto al romanzo ma posso dire che la prova di esordio è superata con merito!!!

 

Dettagli

  • Genere: Giallo
  • Copertina flessibile: 318 pagine
  • Editore: Flaccovio Dario (22 novembre 2018)
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8857908550
  • ISBN-13: 978-8857908557

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