Il primo inganno – Riccardo Landini

Trama

Cosa succede se, mentre sei intento a spiare una coppia clandestina, ti capita di vedere nella finestra del palazzo di fronte due balordi che violentano una ragazzina? E se nessuno ti crede quando lo racconti? E se ti intestardisci a voler scoprire a cosa hai realmente assistito? Brenno Sandrelli, perito assicurativo e detective a tempo perso incappa in una banda di stupratori assassini, ma la sua voglia di ficcare il naso dove non dovrebbe gli porterà un sacco di guai. Senza contare che, nell’ombra, qualcuno trama per ammazzarlo, inscenando un finto suicidio. La sua vita sarà sconvolta per sempre. E non ci sarà ritorno…

Voce di Roberto Roganti

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Lo straordinario – Eva Clesis

Trama

Alla tenera età di 37 anni, Lea sta cercando se stessa, ma le basterebbe trovare un nuovo inizio: ha rotto con il fidanzato, ha perso il lavoro presso una rivista di moda e sogna una carriera da giornalista d’assalto. Come se non bastasse, ha una sorella gemella di successo e una madre lontana e ipercritica. Nonostante pensi di avere più sfiga che talento, le cose iniziano a girare per il verso giusto non appena Lea mette piede nella sua nuova casa, in un condominio della periferia milanese. I suoi abitanti lo chiamano “Lo Straordinario”. I padroni di casa sono una coppia di anziani gentilissimi, la mansarda in cui va a vivere è deliziosa, il prezzo dell’affitto incredibilmente basso, gli inquilini zelanti e prodighi di attenzioni. Tutti sono pronti ad accogliere Lea come in una grande famiglia. Ma ogni famiglia è infelice a modo suo. E giorno dopo giorno Lea sospetta di essere diventata la pedina di un gioco sconosciuto, prigioniera della sua stessa casa e dei suoi vicini. Come potrà mai riuscire a evadere da ciò che si è trasformato in un Eden asfissiante?

Voce di Dario Brunetti

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Oggi parliamo con… Gigi Paoli

Intervista a cura di Rino Casazza

Il tuo ultimo romanzo, La fragilità degli angeli, in realtà è la terza avventura “noir”di un personaggio che a me è piaciuto molto, anche perché non è frequente che la voce narrante di un giallo sia uno che fa il suo mestiere. Vuoi parlarcene visto che farlo, sospetto, equivarrà ad una tua presentazione?

Carlo Alberto Marchi è un giornalista di cronaca giudiziaria e lavora per “Il Nuovo”, il più antico quotidiano di Firenze. Il suo lavoro consiste nel trovare le notizie nelle aule di giustizia, negli uffici giudiziari, il tribunale o la procura, dove ogni mattina va per parlare con avvocati e magistrati alla ricerca di argomenti da sviluppare sul giornale. Fa un lavoro totalizzante e questo gli crea enormi sensi di colpa nei confronti della figlia adolescente Donata che cresce da solo e vive con lui perché la mamma non c’è. E non solo: fra il giornale e la figlia, gli resta ben poco tempo per la sua vita personale e infatti faticosamente cerca di portare avanti una relazione con Olga, un’avvocatessa conosciuta proprio per lavoro. Una vita molto, molto incasinata, ma che Marchi cerca sempre di affrontare con il sorriso e il piacere di fare quel mestiere difficile che però ha sempre sognato di fare.

Se non vado errato, adesso ti sei trasferito a Empoli, mentre per lungo tempo hai lavorato a Firenze, che fa da sfondo alle tue storie. Che rapporto hai con questa città bellissima, di cui non esiti a ritrarre scorci che non sono propriamente bellezze architettoniche, come “Gotham”, la sede degli uffici giudiziari?

Sono nato a Firenze, ci ho vissuto e ci ho lavorato per vent’anni. Ora abito a Prato, la città “accanto”, ma a Firenze sono legato da sempre. È una città tanto facile da amare quanto difficile da conquistare e capire, una città di provincia dove si conosce tutto di tutti ma che si dà arie di grande metropoli. I fiorentini sono gente complicata, gelosissimi della propria città che ritengono, forse anche a ragione, la più bella del mondo. I turisti, che invadono letteralmente Firenze, portano sì guadagni, ma vengono visti come un fastidio di cui si potrebbe fare serenamente a meno. È una città che ricorda molto, come stato d’animo collettivo, l’Inghilterra: crede di essere ancora un Impero e si comporta come tale anche se il suo potere non è più quello di allora. La mentalità di Firenze e dei fiorentini è uguale: pensano di essere ai tempi dei Medici e del Magnifico e ci vorrebbero tornare di corsa. Comprensibile. Insomma, si rendono bene conto della fortuna che hanno. Anche se talvolta se ne dimenticano. O la danno per scontata.

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Neve nera – Paul Linch

Trama

L’inizio è subito fuoco e cenere. Ci troviamo nel Donegal, la più vasta regione dell’Ulster, nel nord del paese. Il contesto è quello tipicamente rurale e depresso di quella parte del mondo. Barnabas e Eskra Kane sono al lavoro nella loro fattoria quando uno spaventoso incendio divampa distruggendo la stalla, uccidendo tutto il loro bestiame e un uomo di nome Matthew Peoples. L’incendio viene descritto al primo paragrafo. Comincia tutto come una beffa. Era appena calata l’oscurità quando Matthew Peoples lo vide per la prima volta. La sua figura massiccia si ergeva in mezzo al campo, il braccio girato all’indietro per grattarsi la spalla. Indossava una canottiera grigia e sporca e, in silenzio, si stava interrogando perplesso su quanto aveva appena visto. Sembrava la coda di un gatto arrotolata verso il cielo, sottile e grigia, come fumo confuso dal peltro delle nuvole. La cenere che si posa infine sulla terra e sulle carcasse delle povere bestie, la neve nera del titolo. L’incendio è solo la prima delle sciagure che piano piano cominceranno a vorticare intorno alla figura sisifica di Barnabas e di sua moglie. La coppia è infatti alla periferia della Storia – di tanto in tanto Barnabas si ritrova ad ascoltare per radio le notizie su quell’Hitler che sta per capitolare a Berlino – ma cosa ancora peggiore, è alla periferia della periferia.

Voce di Roberto Roganti

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Oggi parliamo con… Franco Forte e Guido Anselmi.

Intervista a cura di Oriana Ramunno

 

Abbiamo il piacere d’incontrare per Giallo e Cucina Franco Forte e Guido Anselmi, in libreria con il loro romanzo Romolo – Il primo re edito dalla Mondadori.

Benvenuti Franco e Guido! Vorrei partire da una premessa: i libri sull’antica Roma sono molti, ma finora nessuno si era approcciato a un personaggio tanto amato e tanto noto come Romolo. Il mito della fondazione lo conosciamo tutti, forse è una delle prime cose che impariamo da bambini, eppure una figura così importante e familiare non era mai approdata tra le pagine della grande editoria. Dico bene?

In realtà esistono altri romanzi che si sono occupati di Romolo e Remo e della fondazione di Roma. Uno fra tutti il primo capitolo della serie “Il romanzo di Roma” di Mondadori, ovvero “Il ribelle” di Emma Pomilio. Nessuno, però, aveva approfondito in modo così minuzioso e dettagliato la vicenda, attraverso un lavoro imponente di scrematura delle fonti storiche, per discernere le differenze tra realtà (possibile) e leggenda (spesso molto affascinante). Questo è quello che abbiamo fatto: facendo ruotare il libro attorno a Romolo, che si erge a protagonista assoluto, abbiamo provato a ricostruire l’incredibile storia della fondazione della Città Eterna, che nasce soprattutto dal conflitto tra due fratelli, e che senza dubbio si abbevera del sangue di tanti uomini coraggiosi che sono sopravvissuti a un periodo primitivo fatto di violenza e sopraffazione.

Trasportato tra le pagine di un romanzo, ogni personaggio del mito assume vita propria e caratteristiche diverse dalla tradizione. Che tipo è il vostro Romolo?

Un uomo moderno, rispetto ai suoi tempi. Con una visione, con un codice comportamentale preciso, che lo aiuterà a tracciare non solo il suo destino e quello di un intero popolo, ma anche il solco nel Palatino che darà vita al perimetro entro cui sorgerà Roma. Solo un uomo dal carattere forte eppure ragionevole avrebbe potuto emergere con tanta forza da un ambiente difficile come quello del Lazio arcaico e primitivo in cui si svolge la vicenda. Romolo è un uomo che ha sofferto tanto, che ha subito tragedie e ingiustizie, ma che non si è arreso a seguire passivamente quel cammino lastricato di sangue e violenza che la sorte sembrava avergli riservato.

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Romolo. Il primo re – Franco Forte e Guido Anselmi

Trama

In una terra selvaggia e primordiale, ammantata di storia e superstizione, un vomere traccia il solco di una città: nessuno immagina che è appena nata Roma, la Città Eterna. La storia dietro quell’attimo fatale è però molto diversa dalla leggenda che tutti conosciamo, perché avviene in un tempo di fame, freddo e carestie, dove la sopravvivenza è spesso sinonimo di sopraffazione. E la lupa non è affatto quella che i miti ci hanno tramandato. Perché la fondazione di Roma è un’avventura cruda e disperata, un’epopea di resilienza, un solco di sangue tracciato nel nostro passato che racconta la sfida primordiale fra due gemelli consacrati dagli dèi, e il suo doloroso esito, che ne ha proclamato il vincitore: Romolo, il bambino sopravvissuto alla morte, il ragazzo che ha combattuto nel fango e nel dolore, l’uomo che per realizzare il suo sogno ha piegato un mondo ostile, brutale e dominato dalla violenza, dando così inizio alla più gloriosa potenza antica che la storia ricordi. Romolo, il primo re.

Voce di Oriana Ramunno

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L’impostore – George Harrar

Trama

La vita di Evan Birch, docente universitario di filosofia, scorre tranquilla tra la sua adorata famiglia e le lezioni ai suoi studenti cui cerca di inculcare l’amore per la verità. Tutto cambia il giorno in cui la polizia si presenta alla sua porta, ritenendolo responsabile del rapimento di una ragazza. Sembra un’accusa assurda, ma quando nella sua auto viene ritrovato il rossetto della giovane scomparsa, tutti i sospetti sembrano convergere su di lui. Anche la moglie e i figli di Evan cominciano a nutrire dubbi sulla sua innocenza. E mentre la polizia lo sottopone a una serie di interrogatori decisamente non convenzionali, il professor Birch tocca con mano quanto la verità possa essere inafferrabile, tanto da ipotizzare una soluzione estrema: inventare una propria versione e sostenerla strenuamente fino alla fine…

Voce di Roberto Roganti

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