Prima che gridino le pietre: Manifesto contro il nuovo razzismo – Alessandro Zanotelli

Trama

Questo libro racconta il razzismo di ieri e soprattutto di oggi, potente macchina del consenso. Missionario e attivista – da sempre convinto che “Dio è schierato, è il Dio degli oppressi, degli schiavi, dei poveri” -, Alex Zanotelli compone uno scritto politico che non è solo denuncia del presente ma contributo essenziale di conoscenza. È il precipitato di oltre cinquant’anni vissuti fianco a fianco con gli ultimi della terra, prima in Sudan poi in Kenya, in una delle infinite baraccopoli di Nairobi. È sorprendente leggere il racconto della quotidiana distorsione dei fatti, di cui ormai siamo vittime, spesso inconsapevoli. È decisivo restituire una storia ai popoli in fuga, per capire quello che sta succedendo, perché di quella storia siamo responsabili. Ricordando la “santa collera” del pastore luterano Kaj Munk; il Sanctuary Movement che, a partire dagli Stati Uniti, ha trasformato le chiese in rifugi protetti; il primo sciopero dei braccianti africani, guidato dallo studente di ingegneria e lavoratore nei campi Yvan Sagnet, fino all’esperienza di Riace, Zanotelli tira le fila di un’Italia impegnata e rilancia con forza il valore politico della disobbedienza civile.

 

Recensione a cura di Roberto Gassi

(Doverosa) Premessa: Secondo l’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (Unhcr), i rifugiati nel mondo sono sessantacinque milioni, l’86 per cento dei quali è ospitato nei paesi più poveri. Appena il 14 per cento si trova nell’Occidente ricco e sviluppato. Eppure l’Europa si sente sotto assedio, si sente invasa, reagisce con paura e ostilità, erge muri, srotola filo spinato, chiude i porti, respinge i migranti. Quella stessa Europa che pretende di essere l’esempio della civiltà tollera episodi di discriminazione e xenofobia. Gli italiani, emigrati negli anni in tutto il mondo, hanno dimenticato la loro storia, o fanno finta di non ricordarla.

In questo confronto tra razzismo e xenofobia, e la nostra coscienza, Zanotelli ci propone una visione del mondo di oggi, una prospettiva differente da quella che ci viene servita a colazione, pranzo e cena, dai Media, i social, la politica e l’opinione pubblica. Un invito quello dell’autore, ad aprire la mente, a farci prendere dalla voglia di sapere come stanno realmente le cose, la voglia di conoscere la storia, i motivi per cui le persone scappano dal proprio paese (dittature, guerre, cambiamenti climatici, crisi umanitarie). Una conversazione a tu per tu, puntualmente supportata da fatti di cronaca e dai dati del Unhcr (The Office of the United Nations High Commissioner for Refugees), il programma delle Nazioni Unite con il mandato di proteggere i rifugiati, le comunità di sfollati forzati e gli apolidi da assistere nel loro rimpatrio volontario, integrazione locale o re-insediamento in un paese terzo. Un monito per chi giudica senza conoscere, commentando sui social con un: “prendeteli a casa voi” o un “aiutiamoli, ma a casa loro”, come professato anche dalla nostra politica. L’Onu si aspetta entro il 2050 circa cinquanta milioni di profughi climatici solo dall’Africa e la politica continua a gridare: «Aiutiamoli a casa loro».

È difficile se non capiamo cos’è oggi «casa loro».

Una condanna allo sdoganamento verbale del razzismo, della xenofobia, dell’aggressività e l’utilizzo della rabbia popolare come combustibile.

L’intento dell’autore è professato già dal titolo della prima parte del testo: “rompere il silenzio”.

Zanotelli dà l’esempio rompendo il suo di silenzio, non curandosi dell’accusa di fare politica alla quale risponde che tutti noi facciamo politica, perché la vita di ogni giorno è politica, ogni nostra scelta è politica.

Parole semplici, dosate, che offrono interrogativi e riflessioni che difficilmente si possono ignorare così come quando evidenzia quanto forse gli europei (noi) si sentono superiori culturalmente ed economicamente a coloro che li invadono, ma invita a non dimenticare che è proprio nella culla della filosofia, della letteratura, nella patria di Wagner, Hegel, Goethe, che è nato il nazismo, così come nella (nostra) patria di Dante, di Galileo, di Leonardo, è nato il fascismo.

Il libro comincia con un invito alla memoria, a ricordarci chi siamo e quando i migranti eravamo noi.

Un episodio, quello nella regione della Linguadoca-Rossiglione Aigues-Mortes, nel 1893, dove molti migranti italiani lavoravano per la Compagnie des Salins du Midi. Il 16 agosto 1893 viene diffusa una notizia che poi si rivela falsa (una di quelle che oggi definiamo fake news) che infama gli italiani. Inferociti, circa cinquecento cittadini francesi armati di pietre, forconi e bastoni attaccano i migranti al grido di «Mort aux Italiens!», morte agli italiani. Ne segue una caccia all’immigrato, principalmente colpevole di portare via il lavoro nelle saline di Peccais, perché accetta condizioni peggiori e salari più bassi. Il massacro dura due giorni.

Ci siamo dimenticati chi siamo e la nostra storia?

Possiamo ancora vantarci dell’appellativo «italiani brava gente» o il nostro attuale modo di pensare e di giudicare lo ha invalidato?

Le adozioni a distanza, soprattutto di bambini africani, ci alleviava la coscienza proprio perché era un bene profuso a distanza, mentre il nero a chilometro zero non lo tolleriamo, non funziona?

Come si possono conciliare le istanze del Vangelo con il razzismo e la xenofobia della Lega?

Perché arrivano?

Cosa vogliono da noi?

Ci stanno invadendo?

Ci sottraggono qualcosa? Lavoro, famiglia, casa, tutto sembra in pericolo.

Ma perché non stanno a casa loro?

Zanotelli non fa sconti a nessuno, dalla Lega accusandola di avere sdoganato il razzismo e contribuito all’imbarbarimento del linguaggio, a un disprezzo per la vita umana espresso con parole violente che l’anonimato fornito dai social non ha fatto altro che moltiplicare. L’Europa, che pecca di disinteresse nei confronti del tema dei migranti e che ha lasciato da soli paesi come l’Italia e la Grecia a fronteggiare questa situazione. Un’Europa che può vantare un’unità economica e monetaria e finanziaria, ma non politica e che sembra assomigliare più alla CECA del 1951 che a un’unione evoluta di nazioni che si occupa anche dei problemi sociali dei suoi cittadini quale dovrebbe essere oggi. L’Europa e il suo fallimento politico. L’Europa e i suoi patti vergognosi (così come li definisce l’autore), come quello da sei miliardi di euro per i rifugiati che prevede che la Ue dia ad Ankara, dove Erdoğan ha represso l’opposizione, il dissenso e la libera stampa.

La Chiesa, rimarcando che nel Vangelo c’è scritto di accogliere, ma da anni esiste la Lega, e l’autore si domanda come è possibile che nessuna conferenza episcopale, un vescovo lombardo, veneto, abbia mai analizzato la Lega e il suo razzismo.

Un viaggio storico e puntuale sulle vicende dell’Africa ricchissima di materie prime ma depauperata della sua ricchezza (una fotografia storica su: Eritrea, Congo, Niger, Somalia, Sudan). Chi l’ha depauperata?

Un altro invito a ricordare, a pensare, a soppesare le nostre parole.

Il conflitto fa parte della vita umana ci ricorda Zanotelli, ma non bisogna temerlo, non bisogna rispondere con la violenza, ma con sana disobbedienza.

Questo viaggio di 150 pagine si conclude lì dov’era partito, con un ritorno a Aigues-Mortes, all’estate del 1893, perché come in quella triste e tragica occasione, l’autore ci ricorda che c’è sempre qualcuno che si ribella (che pratica la disubbidienza), che non sta in silenzio, e sono queste le persone che fanno la differenza. Come cita il titolo: un Manifesto contro il nuovo razzismo.

“Se gli altri tacciono, se noi anziani e responsabili – tante volte corrotti – stiamo zitti, se il mondo tace, vi domando: voi griderete? Per favore decidetevi prima che gridino le pietre.”

(Papa Francesco, Piazza S. Pietro, 26 marzo 2018, Giornata Mondiale dei giovani)

 

Dettagli

  • Genere: Società, politica e comunicazione.
  • Copertina flessibile: 150 pagine
  • Editore: Chiarelettere (22 novembre 2018)
  • Collana: Reverse
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8832961237
  • ISBN-13: 978-8832961232

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