ALLA RICERCA DEL LIBRO PERDUTO… a cura di Miriam Salladini. La cura Schopenhauer – Irvin Yalom

Trama

Julius Hertzfeld si è guardato allo specchio stamattina. Attorno alla bocca poche rughe. Occhi forti e sinceri che possono reggere lo sguardo di chiunque. Labbra piene e cordiali. La testa coperta di riccioli neri e ribelli che si stanno appena ingrigendo sulle basette. Il corpo senza un’oncia di grasso. Insomma, lo specchio gli ha detto che è ancora lui: Julius Hertzfeld, brillante professore di psichiatria presso l’università della California, terapeuta dal caldo sorriso e dalla solida reputazione, uomo prestante che non ha affatto l’aria del sessantacinquenne cui è stato appena comunicato, con fredda e brutale sincerità, che ha poco più di un anno di vita. Che fare quando la vita spensierata termina di colpo e il nemico, fino a quel momento invisibile, si materializza in tutta la sua terrificante realtà? Julius Hertzfeld non ha dubbi: sa esattamente come trascorrerà il suo anno finale. Continuerà a occuparsi dei suoi pazienti e a cercare di ridestare, nella terapia di gruppo, il sentimento della vita dentro di loro. Sa, anche, che non si sottrarrà all’ultima sfida rappresentata dal suo paziente più ostico: quel Philip Slate che ha dedicato tutta la propria energia vitale alla fornicazione e che ora sostiene di aver scoperto una terapia Schopenhauer, una cura che proviene dal pensiero stesso del filosofo tedesco.

 

Recensione

Uno dei libri più interessanti che ho letto negli ultimi mesi. Un romanzo che intreccia filosofia e psicologia, scorrevole e coinvolgente fino all’ultima pagina, quando il lettore viene catapultato verso l’imprevedibile. Con questo libro Yalom ci parla di Schopenhauer e lo fa dandoci la descrizione di un bambino dall’infanzia tormentata, incompreso dai genitori, con un padre interessato soltanto agli affari e una madre narcisista e poco incline agli affetti: la prima donna tedesca a guadagnarsi da vivere come scrittrice e che strinse amicizia con Goethe durante il suo soggiorno a Weimar.

Proprio a causa di queste vicissitudini lo Schopenhauer adulto svilupperà un nichilismo disperato in cui la religione sarà vista come menzogna, la felicità un’illusione e qualsiasi forma di soddisfazione un inganno.

I capitoli sono intervallati da pagine che forniscono notizie sulla biografia di Schopenhauer e da altre che riguardano la terapia di gruppo.

Personalmente ho apprezzato il libro perché mi ha dato la possibilità di approfondire le conoscenze su un grande filosofo di cui avevo pochissimi ricordi legati al periodo scolastico. Le notizie sulla terapia di gruppo sono descritte così minuziosamente da aver avuto quasi l’impressione di essere lì con i protagonisti, seduta in cerchio insieme a loro, vivendo in prima persona i loro racconti e le loro storie. In particolare la figura di Pam mi ha permesso di conoscere la vipassana, una delle più antiche tecniche di meditazione indiane. Lo stesso Schopenhauer era favorevole alle pratiche di meditazione orientali ed era convinto che con esse si potessero alleviare le sofferenze, insegnando l’arte del distacco dai nostri affetti. La stessa corrente di pensiero è seguita da Philip, uno dei protagonisti del romanzo, che del filosofo incarna l’alter ego, sostenendo di essere stato curato dalla sua dipendenza sessuale seguendo la cura Schopenhauer, che prevede un distacco dagli affetti.

Il romanzo offre ottimi spunti di riflessione: la vita, la morte, la terapia di gruppo, le fobie e le ansie, e lo fa attraverso un linguaggio semplice e scorrevole.

Molto interessanti i rimandi al pensiero di Zarathustra e a Nietzsche per ciò che concerne la vita: se all’uomo venisse data la possibilità di scegliere di vivere di nuovo la propria esistenza egli dovrebbe rispondere di sì, sempre e alla stessa maniera.

 

Dettagli

  • Genere: Narrativa contemporanea
  • Copertina flessibile: 479 pagine
  • Editore: Neri Pozza (25 giugno 2009)
  • Collana: Biblioteca
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8854503231
  • ISBN-13: 978-8854503236

 

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