Leopardi si tinge di nero – Jonathan Arpetti e Cristina B. Assouad

Trama

In un venerdì come tanti, l’elegante e tranquillo borgo di Recanati si ritrova a fare da scenario a un delitto efferato. Nella prestigiosa Biblioteca del Centro Studi Leopardiani l’addetta alle pulizie rinviene il corpo senza vita del giovane bibliotecario, un ragazzo solare, amato da tutti, una morte violenta e inspiegabile. Il caso viene affidato al commissario Luca Bonaventura della questura di Macerata, affiancato dall’ispettore capo Francesca Gentilucci, una coppia consolidata sul lavoro, un po’ meno fuori dalle mura del commissariato. Le indagini sembrano gettare un’ombra scura sui luoghi rarefatti e fuori dal tempo legati a Giacomo Leopardi. La quiete ovattata di quel mondo, infatti, non convince del tutto i due investigatori. Forse è proprio lì, tra le stanze in cui si consumò la vita straordinaria del poeta, tra le pagine polverose di antichi e preziosi manoscritti, che si nasconde un assassino insospettabile. Perché, come spesso accade, le cose sono molto più complesse e torbide di quanto appaiano…

Recensione a cura di Rino Casazza

Un’indagine di provincia per una coppia anomala di investigatori, anomala per il doppio legame: professionale e sentimentale.

Infatti, il commissario Luca Bonaventura e l’ispettore capo Francesca Gentilucci, della Questura di Macerata, già comparsi in “Delitto dietro le quinte”, stessa collana, oltre a indagare insieme, “stanno insieme”, come si dice. Uso non a caso un termine colloquiale per definire la loro storia d’amore, o storia tout court. La relazione tra i due, oltre ad essere ai primi passi, non è ufficiale, né potrebbe esserlo poiché, se non vado errato, è contraria al regolamento: tra poliziotti è lecito innamorarsi, a condizione che uno dei due venga trasferito ad altra sede. Una precauzione ragionevole, anche se, nello specifico, non impedisce ai due di applicarsi con profitto nell’inchiesta riguardante la più classica delle situazioni alla “Agatha Christie”: c’è un cadavere in biblioteca.

A parte questo, siamo lontani dalle indimenticabili atmosfere della “regina del giallo”, non solo perché la storia si svolge in una delle più belle e autenticamente italiane (dal punto di vista sia paesaggistico che culturale) regioni del nostro Paese, le Marche, ma anche perché, rispetto allo schema del “giallo all’inglese”, il delitto viene commesso nella città natale, Recanati, del più grande poeta italiano di tutti i tempi (ebbene sì: mi sbilancio!) e addirittura nei locali della rinomata e prestigiosa istituzione dedicata al genialissimo e universalmente conosciuto “gobbetto” del Romanticismo letterario: il Centro Studi Leopardiani.

Fin dalle prime pagine, sfondo e sottofondo del libro diventa proprio la figura dell’immenso Giacomo, attraverso i luoghi dove si è svolta la sua triste adolescenza, a cominciare dal “topos” più emblematico: la siepe dell’infinito, che infatti si trova a breve distanza dalla scena criminis.

Com’è noto si dovrebbe rifuggire, nell’ambientazione dei gialli, dall’effetto “guida turistica”, ma non è certamente possibile trovarsi nel cuore della terra dell’autore dell’immortale “A Silvia” senza emozionarsi al richiamo delle scene e dei siti resi indimenticabili dalle riflessioni poetiche di Leopardi.

Per quanto riguarda l’indagine in sé, essa ha due motivi di interesse: uno, come già accennato, è il controcanto alla spinosità tipica di qualsiasi inchiesta criminale offerto dal flirtare dei due investigatori che, essendo nella fase calda dell’innamoramento, proprio non possono evitare, anche in servizio, di scambiarsi effusioni e intrecciare i dialoghi ingenuamente appassionati degli amanti. Per soprammercato il commissario Bonaventura deve fare i conti, in una gustosa sotto-trama, con le paturnie dei propri genitori in preda alla classica crisi coniugale post-pensionamento.

C’è poi, ed è uno dei maggiori pregi del libro, che l’indagine, nel portare in luce gli insospettabili retroscena di un mondo provinciale apparentemente piatto e pigro, finisce per seguire le trame, piuttosto scabrose, di amori omosessuali senza alcuna sbavatura di tono e di giudizio.

Finale a scatole cinesi, con sorpresa.

 

Dettagli

  • Genere: Thriller
  • Copertina flessibile: 304 pagine
  • Editore: Time Crime-Fanucci (11 luglio 2018)
  • Collana: Nero Italiano
  • Lingua: Italiano
  • SBN-10:8834736095
  • ISBN-13:978-8834736098

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