La Grande Nespola – Andrea Ferrari

Trama

Anno 201Z: Andrea Brandelli detective privato della Martesana è il primo investigatore della storia della letteratura di genere a essere non morto e tecnicamente non risorto. Lo avevamo lasciato agonizzante fra le braccia della sua compagna norvegese colpito da un tiratore anonimo e lo ritroviamo prepotentemente vivo nelle grinfie di uno psicoterapeuta. La non morte e non resurrezione hanno rinfocolato la bestia che lo rode dal di dentro e che non vede l’ora di farne un sol boccone. Sarà il lavoro, unico antidoto conosciuto da Brandelli, a metterlo nei guai. Dove si è nascosto Esteban Santillo? Chi ha rubato le blatte giganti del Fiume Giallo della grande chef Cristiana Guerriero? Per rispondere a queste domande, Brandelli scoperchierà tutti i tombini della Grande Nespola sulle tracce di una gang latinoamericana, e affronterà il nuovo padrone della Milano del dopo Expo 2015: il food. Due storie apparentemente inconciliabili che, in realtà, si incontreranno in virtù dei veri denominatori comuni della metropoli: i soldi e la vendetta.

 

Recensione a cura di Gianfranco Machella

L’autore Andrea Ferrari torna a cimentarsi con un’altra avventura dell’investigatore privato Andrea Brandelli, immerso nella sua amata/odiata Milano.

Il “nostro” investigatore, dopo la sua “non morte” e “non resurrezione” (per le quali è in frequente terapia telefonica con un tipico “strizzacervelli”, un certo dottor Bernascone), si ritrova per le mani due casi da risolvere, apparentemente slegati tra loro che, mano a mano che le indagini avanzano, coinvolgono sempre più persone, che spesso risultano collegate con ambedue i casi. Brandelli si avvale della collaborazione del socio di minoranza, Pippo Marchioro, e di altri conoscenti (l’amico Lele operatore sociale e Carla Villa agente speciale di polizia).

Tanti sono i personaggi che conosceremo e che si intrecciano in questo “noir” metropolitano, e ognuno di essi viene raccontato dall’autore, nell’avanzare del romanzo, con la dovuta accuratezza, evidenziandone gli aspetti caratteriali e i lati per così dire oscuri, meno appariscenti ma prepotentemente facenti parte della personalità di ognuno. Lo stesso Brandelli dice di appartenere a Milano, che tutto fagocita, e di sentirsi però un apolide, senza più provare il significato di appartenenza ad un territorio.

Così si susseguono, alternativamente e con ritmo incessante, le vicende di tutti i personaggi del romanzo, raccontate con novizia di particolari, spesso anche crudi, dall’autore. Si descrivono spaccati di vita tipica dei bassifondi metropolitani, ma anche di livelli sociali più elevati. Ma sia in un caso che nell’altro, il fine ultimo da conseguire è sempre lo stesso: il denaro.

Interessante è anche la descrizione accurata delle vie, delle zone, dei quartieri e degli ambienti di Milano: perché alla fine, tutto sommato, la vera protagonista è lei, Milano. Una Milano continua fiera dell’effimero, dove l’importante è apparire, non essere. Milano che accetta tutto, che avvolge e nasconde tutto, che è tutto e il contrario di tutto, Milano e la teoria del “troppo”: il troppo che si è impossessato del vivere quotidiano, infilandosi nel tessuto sociale dei milanesi.

Questa è Milano, detta la Grande Nespola solo perché la Grande Mela era occupata…

In conclusione La Grande Nespola è un romanzo che parte piano, privilegiando la parte descrittiva della città e dei protagonisti (ricca tra l’altro di similitudini e metafore, nonché di citazioni di artisti come Francesco De Gregori ed altri che lascio ai futuri lettori scoprire) per poi accelerare entrando nel vivo della narrazione e coinvolgendo il lettore trascinandolo fino al rocambolesco finale.

 

Dettagli

  • Genere: Giallo
  • Copertina flessibile: 330 pagine
  • Editore: Eclissi (1 Giugno 2018)
  • Collana: I Dingo
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8899505373
  • ISBN-13: 978-8899505370

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