Fore morra – Diego Di Dio

Trama

Alisa e Buba sono due sicari. Entrambi sono professionali, spietati, ben noti nell’ambiente. Lavorano insieme, ma non potrebbero essere più diversi. Buba è un uomo possente, maniacale, una perfetta macchina di morte dal passato ambiguo e oscuro. Alisa è una sopravvissuta. Si porta dietro il fardello di un’infanzia trascorsa tra violenze e angherie, tra abusi e povertà: è cresciuta ai margini di una società feroce e impietosa. Quando viene commissionato loro l’omicidio di un piccolo camorrista, scoprono che si tratta di una trappola architettata da un uomo potente e determinato, chiamato “il boss”, e di cui si sa una cosa sola: il suo obiettivo è catturare Alisa, catturarla viva. Andando a ritroso nella memoria, esplorando i tormenti e le violenze subite nella sua vita, Alisa dovrà capire chi si nasconde dietro la grande macchinazione congegnata ai suoi danni. Lei e Buba dovranno addentrarsi tra i quartieri di Napoli e negli antri bui della mente umana, per scoprire quanto profondo e devastante possa essere l’odio di un uomo tradito. Fore morra: fuori dalla camorra. Come proiettili impazziti, con tutti e con nessuno.

Recensione a cura di Massimo Ghigi

A volte capita di imbattersi in libri come “Fore Morra” di Diego Di Dio, libri che appena li inizi ti fanno fare il salto sulla sedia e quando concludi la lettura ti struggi perché non vorresti finissero mai!

Questo romanzo è bellissimo! C’è poco da girarci intorno!

Una storia di sofferenze, di vite segnate dalla violenza e che non hanno alcuna speranza di vedere giorni migliori; un intreccio strepitoso dove l’attualità della vita dei protagonisti Alisa e Buba, si alterna alla narrazione del loro passato (in particolare di quello di Alisa), il tutto con il piede praticamente sempre pigiato sull’acceleratore e dove, i momenti di quiete, non sono altro che il preludio a una nuova tempesta di eventi e di emozioni.

Non manca niente a questo romanzo, emozioni, sangue, sudore, agguati, tradimenti, amore, morte, vendetta, colpi di scena, pallottole, in una girandola interminabile che ti porta ad arrivare alla conclusione del libro fisicamente provato quasi quanto i protagonisti di cui si stanno leggendo le gesta.

Ebbene sì, questo è un libro violento, molto, ma di una violenza funzionale alla storia e mai compiaciuta o fine a se stessa, a tratti quasi insostenibile perché la vita per alcuni è fatta di questo, di indicibile violenza.

Personaggi strepitosi come i killer Alisa e Buba sono di quelli che non si può non amare, con tutte le contraddizioni e le ombre dovute al loro vissuto; non sono eroi, compiono azioni condannabili e senz’altro ingiustificabili, pur nel rispetto di una certa “etica”, ma la sofferenza che si portano dentro li rende umani e vorresti abbracciarli e consolarli, non vorresti mai lasciarli a costo di marchiarti a fuoco i loro nomi sulla pelle.

Storie come questa di Alisa e Buba creano dentro di me un conflitto perché, se da un lato vorrei leggerne a carrettate, dall’altro penso che tanta cristallina bellezza forse non dovrebbe essere violata dalla commerciale mania di “serialità”.

Se penso poi che l’autore, quando ha scritto questo libro, era all’esordio, allora molto serenamente mi sento di dire a Diego Di Dio: “Va bene tutto, fai quello che vuoi perché comunque vada, sarà un successo!”

Alla prossima!

 

Dettagli

  • Genere: Noir
  • Copertina flessibile: 315 pagine
  • Editore: Time Crime (2 Febbraio 2017)
  • Collana: Narrativa
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8866883158
  • ISBN-13: 978-8866883159

 

 

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