Stasera al cinema… La casa dei libri di Isabel Coixet

Trama

Anni ‘50, Florence Green, vedova di guerra dallo spirito libero e coraggioso, vuole iniziare una nuova vita dopo la dolorosa scomparsa dell’amato marito. Per farlo decide di aprire una libreria nella sonnolenta cittadina inglese di Hardborough, nel Suffolk, sfidando la mentalità piccola e bigotta degli abitanti del luogo. A sostenerla nella sua impresa il vecchio Signor Brundish e la sua giovane aiutante. Ma averla vinta sulla comunità locale e soprattutto sulla vendicativa Signora Gamart sarà meno facile del previsto…

 

Recensione a cura di Stefania Ghelfi Tani

«Quando leggiamo una storia, la abitiamo».

Tratto dal romanzo La libreria di Penelope Fitzgerald La casa dei libri è un film drammatico, caratterizzato da colori tenui, sferzato dal rumore del vento, lambito dal freddo Mare del Nord, scaldato dall’aroma del tè.

Diretto dalla regista spagnola Isabel Coixet e ambientato alla fine degli anni ’50, racconta di libri, della loro grande valenza, del loro potere rivoluzionario, educativo, formativo, culturale. Ci parla altresì di una cittadina di provincia, dalla mentalità chiusa, diffidente e ostile, dove si sopravvive all’ombra dei pettegolezzi che creano false voci e leggende.

La lotta di un individuo contro una comunità, l’anticonformismo contro la tradizione sono temi spesso ricorrenti ma qui non ci sono scandali, la protagonista vuole solo perseguire i propri ideali e il suo sogno: aprire una libreria. Per assurdo sembra quasi che la cultura possa mettere in pericolo il radicato ordine di sempre.

La casa dei libri, tra le righe, ci pone di fronte ad un altro tema, quello pericoloso della censura, quando pone i cittadini, i lettori e lo spettatore davanti a romanzi come Lolita di Vladimir Nabokov o Fahrenheit 451 di Ray Bradbury. La libertà di pensiero della protagonista contro lo stallo intellettuale della cittadinanza, una missione che avrà un epilogo tra le fiamme, sinonimo di caccia alle streghe o di ribellione generazionale? Ubi maior minor cessat ora o per sempre?

Nella prima parte si sorride, c’è un accenno di commedia che poi scivola nel dramma, forse manca lungo tutta l’opera un po’ di pathos; così come si lavora in sottrazione nelle tinte cromatiche, sembra che succeda lo stesso a livello emozionale, peccato.

Ottime le interpretazioni della protagonista Emily Mortimer ma anche della piccola Honor Kneafsey e dei conosciuti Bill Nighy e Patricia Clarkson. Tutti, nonostante i pochi dialoghi, sanno comunicare con sguardi e postura in modo forte ed efficace.

Buona la fotografia di Jean-Claude Larrieau che sottolinea la solitudine e l’abbandono, ma anche la selvaggia bellezza della costa inglese.

Ottime le musiche di Alfonso de Vilallonga, perfetta cornice ad un dramma delicato e ricco di poesia.

Poco accurato il montaggio

Chi ama i libri non può non apprezzare questa pellicola così come la splendida vecchia casa che accoglie la libreria, i volumi rilegati come erano negli anni ’50, esteticamente affascinanti, non solo da leggere ma anche da accarezzare.

Il grande protagonista è il fruscio e l’odore della carta stampata, la magia dell’inchiostro; un piacere che dovremmo riscoprire tutti, in un’epoca che preferisce schermi, video, monitor e dispositivi senz’anima.

Buona visione!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.