L’uomo dei tulipani – Elia Banelli

Trama

In una piccola città dell’Umbria una ricca signora muore in un incidente tanto sfortunato quanto improbabile: un vaso di fiori, caduto dal balcone di casa sua, la colpisce in testa, uccidendola sul colpo. L’appuntato Franco Laganà, inviato sul posto per archiviare il caso, scopre un dettaglio insolito accanto al corpo della vittima: un petalo di tulipano finto nascosto tra i fiori veri. Nonostante il parere contrario del maresciallo Urbani, Laganà non crede alla natura accidentale dell’evento, e finirà per imbarcarsi in un’indagine personale e clandestina, trovando sostegno solo in Rosanna, una poliziotta con cui, in passato, ha avuto una relazione tormentata. Mentre le indagini proseguono, un nuovo caso di cronaca squassa la tranquillità della cittadina: viene assassinato un celebre avvocato, avvelenato durante un ballo in maschera. Chi si nasconde dietro queste morti? Si tratta di due episodi casuali, in apparenza non connessi, oppure fa tutto parte di un piano? In una corsa rocambolesca contro il tempo e le apparenze, Laganà scoprirà l’esistenza di un disegno mostruoso e chirurgico, orchestrato da una mente tanto scaltra quanto brillante.

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Le streghe di Lenzavacche – Simona Lo Iacono

 

Trama

Le streghe di Lenzavacche vennero chiamate nel 1600 in Sicilia un gruppo di mogli abbandonate, spose gravide, figlie reiette o semplicemente sfuggite a situazioni di emarginazione, che si riunirono in una casa ai margini dell’ abitato e iniziarono a condividere una vera esperienza comunitaria e anche letteraria. Furono però fraintese, bollate come folli, viste come corruttrici e istigatrici del demonio. Secoli dopo, durante il fascismo, una strana famiglia composta dal piccolo Felice, sua madre Rosalba e la nonna Tilde rivendica una misteriosa discendenza da quelle streghe perseguitate. Assieme al giovane maestro Mancuso si batteranno contro l’oscurantismo fascista per far valere i diritti di Felice, bambino sfortunato e vivacissimo.

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Nora, una donna – Daniele Cambiaso e Rino Casazza

Trama

Genova, febbraio 1945. L’efferato omicidio di un orefice scuote la città stremata da bombardamenti e rastrellamenti. Nora, la vedova, nasconde molti lati oscuri e diventa la principale sospettata. Al Commissario Paolo Picasso, che tutti chiamano “l’Artista”, viene assegnato il caso. Si tratta di un’indagine molto pericolosa per lui, che tempo addietro è stato l’amante di Nora e ora deve affrontare insieme alle insidie dell’inchiesta, anche la difficoltà di mantenere il segreto e di controllare i propri sentimenti. Perché lei finge di non conoscerlo? Come si spiegano le incongruenze sulla scena del delitto? E perché la Gestapo si interessa del caso? I giorni della Liberazione sembrano confondere le carte e solo nel dopoguerra si arriverà a una condanna. Ma è stata fatta davvero giustizia? Molti anni dopo, la caparbia volontà di capire porterà Picasso a conoscere la verità sull’omicidio e sul mistero che Nora ha protetto. E saranno scoperte sconcertanti.

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Il compimento è la pioggia – Giorgia Lepore

Trama

«Le nuvole sono una promessa. L’adempimento è la pioggia». (Proverbio arabo)

Nella notte di San Nicola, a Bari, c’è stato un omicidio efferato. In una piccola casa bassa del centro storico è stata trovata morta una ragazza di poco più di vent’anni. Il cadavere è squarciato da varie ferite, intorno al corpo martoriato tracce della presenza di bambini: giocattoli, biberon, vestiti. I bambini però sembrano scomparsi nel nulla. Sul luogo del delitto arriva l’ispettore Gerri Esposito, seguito dal suo capo, Marinetti, e dall’ispettrice Sara Coen, con la quale Gerri ha un rapporto che si fa sempre più complicato. L’indagine si snoda nell’arco di pochi giorni. Giorni freddissimi, in cui la Puglia e il suo capoluogo vengono investiti da un’insolita nevicata, che alla fine lascerà il posto alla pioggia. Ancora una volta, una storia di infanzia violata. Quell’infanzia che Gerri deve ricostruire e recuperare da qualche parte nei suoi ricordi perduti.

«E se fosse Giorgia Lepore la vera, grande voce nuova del romanzo nero italiano?». Maurizio de Giovanni «Giorgia Lepore scava dentro di voi con le parole. [Angelo che sei il mio custode] è un magnifico – e terrificante – battito del cuore…». Donato Carrisi

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Il caso dell’assassino distratto e altre storie – Giuliano Fontanella

Trama

Questa antologia è “l’origine di tutti i mali” per Diego Spada. Senza questi racconti, la trilogia composta da “La ragazza nel fiume”, “L’affare Moreau” e “Figli dell’angelo nero” non sarebbe mai venuta alla luce. Nelle nuove avventure, Spada si ritrova a indagare lungo strade invase da tossici e spacciatori (“Spada”), presso un’equivoca discoteca distrutta da incendio doloso (“Il giorno in cui conobbi Nora”), a frequentare l’obitorio, la villa di un avvocato assassinato, e la casa del divo cinematografico del momento (“Incidente premeditato”), a visitare ambigui locali notturni gestiti da criminali e studi fotografici per virtuali pubblicazioni pornografiche (“Posizioni compromettenti”), viene invitato nella residenza di un uomo facoltoso e di quella che, prima di trasformarsi in una rispettata signora da salotti mondani, era stata la sua amante, chiamato presso la sede dell’Associazione Promozione Cultura e Tradizioni Brasiliane in Italia (“L’indizio scarlatto”), e infine partecipa ad una macabra serata al Teatro del Giallo (“Compagnia del delitto”). Anche il focolare domestico, illusoriamente protetto dalla rassicurante scansione temporale delle campane di S. Maria Liberatrice, viene profanato dalla violenza e dalla morte (“Il delitto della porta accanto”). Soltanto ne “Il caso dell’assassino distratto”, Spada si concede un’incursione in un luogo diverso da Roma. A Cortina d’Ampezzo, immerso in un’atmosfera rilassata e indolente, è in vacanza con Nora. L’ambiente del racconto è però quello claustrofobico di un hotel, le montagne innevate e silenti rimangono confinate al di fuori delle vetrate. E, manco a dirlo, anche questo luogo “estraneo” viene macchiato dal rosso scarlatto dell’omicidio.

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Stella o Croce – Gian Mauro Costa

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A Palermo, in una grande strada del centro, una signora gestisce una bottega di parruccaia. È una donna gentile, bravissima nella sua arte che le ha donato una notorietà cittadina, saldamente affermata in una clientela formata da artisti, donne sotto terapie invasive, travestiti. Ha spesso verso le sue clienti una tenerezza particolare che l’ha fatta considerare da alcune di loro quasi un angelo; copre alopecie con parrucche d’artista, ma le sue cure sono talvolta un balsamo psicologico. Un giorno, questa signora senza un nemico al mondo, viene trovata uccisa, in un modo sanguinosissimo, nella sua bottega sulla via trafficata. Mistero totale. La polizia avvia le indagini: i tanti clienti, possibili stranezze delle loro vite, il mondo del teatro, angoli oscuri nel lavoro. Ma la scarsezza dei risultati spegne l’ingegno investigativo. Per un caso, per una amicizia comune, se ne incuriosisce Angela Mazzola. È una ragazza di periferia. Fa la poliziotta. Semplice agente della Mobile, ma “già ne aveva fatta di strada dal suo quartiere di origine Borgo Nuova”. Da lì, figlia di un panettiere della zona, poteva uscire in molte maniere, ma improbabilmente come “sbirra”. Bella, contenta di sé, solerte negli incarichi che le affidano (mediocri in effetti), non è una inflessibile paladina della giustizia e nemmeno una palestrata supereroina: è solo assetata di tutto quello che la vita può avere in serbo per lei. È questo desiderio, questo istintivo entusiasmo, il motivo che la butta nel caso del “delitto della parruccaia”. La sua è un’indagine privata, “approssimativa e clandestina”, condotta nel tempo libero. Ma la colpisce una polvere di indizi sfuggiti a inquirenti distratti. E sono segnali che la portano alla fine in un mondo dove gli interessi non dovrebbero entrare, e invece entrano e distruggono spietatamente.

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Apettando domani – Guillaume Musso

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Emma ha trent’anni e vive a New York. Ogni giorno con passo svelto e leggero si destreggia tra i tavoli di uno dei più prestigiosi ristoranti della città, dove lavora come sommelier consigliando e servendo vini a selezionatissimi clienti. In amore ha dato tanto, forse troppo, a persone che non lo meritavano ma non per questo ha smesso di cercare l’uomo della sua vita. Matthew invece abita a Boston e insegna filosofia all’Università di Harvard. Ha perduto sua moglie in un terribile incidente e da allora ha cresciuto da solo la figlia di quattro anni. Nella sua vita ha imparato a non dare niente per scontato, soprattutto la felicità. I due si conoscono, per caso, grazie a internet, e iniziano a scriversi via mail, finché un giorno decidono di incontrarsi. Si danno appuntamento in un piccolo ristorante italiano a Manhattan. Lo stesso giorno alla stessa ora, ognuno dei due varca la porta di quel ristorante. Avvolti dall’atmosfera intima e accogliente del locale, vengono accompagnati allo stesso tavolo ma… non si incroceranno mai. Com’è possibile? Uno scherzo del destino? Vittime di un intrigo ai confini della realtà, Matthew e Emma ben presto si renderanno conto che non si tratta soltanto di un semplice appuntamento mancato…

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Notturno metropolitano – Alessandro Bastasi

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C’è voglia di violenza nell’aria, in questa Milano notturna, fotografata nel buio di un gelido gennaio. La caserma Notari dell’Arma dei carabinieri, già nell’occhio del ciclone anni prima per la morte di un tossicodipendente avvenuta in circostanze poco chiare, oggi torna a essere al centro dell’attenzione per l’omicidio del brigadiere Giulio Tarantino e di sua moglie Barbara, genitori di un figlio morto da poco per overdose. Nel conflitto di competenza tra carabinieri e polizia per la delega all’indagine, la vince quest’ultima, e il commissario Daniele Ferrazza – pressato sia dal questore sia dalla Procura per la delicatezza della vicenda – si trova ad affrontare un caso molto complicato proprio in un momento di crisi personale, a causa della relazione non semplice con Laura Barbieri, l’anchor-woman di Telelibera. Ciò non gli impedisce di impegnarsi a tutto campo, destreggiandosi tra organi dello Stato reticenti e locali malfamati, corrieri della droga e ambigui personaggi, come l’ex carabiniere e ora investigatore privato Romano Montanari, o la vicina di casa dei Tarantino, moderna dark lady, Flavia Perantoni. In un susseguirsi di colpi di scena, superando di volta in volta inganni tecnologici e un gioco continuo di specchi e di rimandi, il commissario, coadiuvato dal fido ispettore Ceolin detto ‘Ndemo tosi e grazie anche all’aiuto di Laura, arriva a scoprire la più squallida delle verità. Che forse, però, è una verità “provvisoria”, perché, come dice uno dei personaggi, “la verità non esiste, esistono solo i punti di vista”. Romanzo nero, Notturno metropolitano è un ulteriore capitolo dell’impietoso racconto che Bastasi sta componendo con i suoi romanzi sullo stato di salute di una società, la nostra, nella quale, alternativamente, tutti noi recitiamo sia la parte delle vittime sia quella dei carnefici. E dove, come in questo caso, nulla è ciò che sembra. Letteralmente.

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Le assaggiatrici – Rosella Postorino

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La prima volta che entra nella stanza in cui consumerà i prossimi pasti, Rosa Sauer è affamata. “Da anni avevamo fame e paura”, dice. Con lei ci sono altre nove donne di Gross-Partsch, un villaggio vicino alla Tana del Lupo, il quartier generale di Hitler nascosto nella foresta. È l’autunno del ’43, Rosa è appena arrivata da Berlino per sfuggire ai bombardamenti ed è ospite dei suoceri mentre Gregor, suo marito, combatte sul fronte russo. Quando le SS ordinano: “Mangiate”, davanti al piatto traboccante è la fame ad avere la meglio; subito dopo, però, prevale la paura: le assaggiatrici devono restare un’ora sotto osservazione, affinché le guardie si accertino che il cibo da servire al Führer non sia avvelenato. Nell’ambiente chiuso della mensa forzata, fra le giovani donne s’intrecciano alleanze, amicizie e rivalità sotterranee. Per le altre Rosa è la straniera: le è difficile ottenere benevolenza, eppure si sorprende a cercarla. Specialmente con Elfriede, la ragazza che si mostra più ostile, la più carismatica. Poi, nella primavera del ’44, in caserma arriva il tenente Ziegler e instaura un clima di terrore. Mentre su tutti – come una sorta di divinità che non compare mai – incombe il Führer, fra Ziegler e Rosa si crea un legame inaudito.

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Inchiostro Rosso – Giuseppe Petrarca

Trama

Piero Delli Carri, ricercatore di fama internazionale, è ritrovato cadavere nelle campagne milanesi. Pochi giorni dopo anche la sua segretaria precipita dalla finestra del proprio appartamento. Tutti pensano a un movente passionale, ma non il commissario Cosimo Lombardo, orientato a indagare le connessioni illecite tra case farmaceutiche e medici corrotti. In un volume infatti la vittima ha annotato la scoperta di un ormone in grado di rendere inutili le costose cure con le quali prosperano le lobby farmaceutiche.

 

Recensione a cura di Anna De Riggi

Inchiostro Rosso di Giuseppe Petrarca è un medical thriller che avvicina il lettore a realtà spesso celate.

Un genere che vanta un numero di appassionati che ogni giorno cresce sempre di più, perché figlio della modernità, della medicina odierna e delle paure ataviche ad essa collegate.

Giuseppe Petrarca è uno scrittore napoletano da poco entrato a far parte della grande famiglia della letteratura con la sua opera prima “Inchiostro Rosso”, edito nel 2013 da Graus Editore e ripubblicato nel 2018 da Homo Scrivens. Nel 2016 scrive “Corpi senza storia” che vince il premio Megaris, nel 2018 con “L’avvoltoio” chiude questa trilogia che ha come protagonista il commissario Cosimo Lombardo, uomo virtuoso e coraggioso.

Paura e verità sono ampiamente trattate nei libri di Giuseppe Petrarca che analizza tematiche delicate e ne rispolvera di scottanti conducendo i suoi lettori fra indagini e colpi di scena. Petrarca è uno scrittore esordiente eppure già esperto, grazie alla sua avidità di lettore scrive un medical thriller che richiama a una sceneggiatura cinematografica, che funziona bene per l’ agilità della scrittura, sintetica incisiva e metaforica ma anche per il tema trattato: incentrato sugli intrighi delle multinazionali farmaceutiche che manipolano cure, farmaci e terapie a scopo di loschi affari, quelle lobby farmaceutiche che fanno miliardi sulla pelle dei cittadini, che inventano malattie prima di sfornare la pillola miracolosa di turno, lobby che si comprano medici di mezzo mondo, senza scrupoli.

La storia è ambientata tra Milano e Zurigo dove il commissario Cosimo Lombardo indaga sull’omicidio di un giovane medico biologo, Piero Delli Carri, ricercatore di fama internazionale ritrovato cadavere nelle campagne milanesi. Cosimo sarà aiutato nella sua indagine dal giovane Davide, costretto su una sedia a rotelle da una perfida patologia, molto amico e paziente della vittima.

Inchiostro rosso è anche la storia di questo ragazzo con gravi problemi di disabilità e del suo grande desiderio di diventare scrittore. Davide è il personaggio simbolo, non protagonista, ma figura importante, perché l’autore oltre a narrare della sua disabilità ne descrive quel ruolo sociale scomodo, quel senso di inadeguatezza che trasmettiamo quando siamo vicini a persone in difficoltà, quel nostro fuggire lo sguardo per non toccare quell’oscurità. Oscurità che invece in Inchiostro Rosso è ribaltata, si può uscire dall’isolamento della prigionia di un male attraverso i sogni e i desideri. Davide è un grande lettore e il suo desiderio più grande è quello di scrivere.

L’autore lancia una sfida: ”La lettura e la scrittura come i farmaci migliori,” un antidoto al dolore.

Sull’altro versante letterario, verso il noir per così dire, si susseguono omicidi efferati e indagini investigative, ma non è il solito thriller, se ne scosta proprio, perché non vi è un protagonista ma tanti, un romanzo corale dove tutti personaggi, sapientemente descritti nella loro quotidianità, nelle loro emozioni e sensazioni, rappresentano tutti noi: i nostri amori, le nostre passioni ma soprattutto le nostre paure. Paure che sembrano celate ma che hanno bisogno di verità. Quella verità scritta con “inchiostro rosso” dove l’inchiostro sono le parole, la scrittura e il rosso è il sangue versato, le pene pagate di chi non si stanca di cercare un mondo più giusto. É la verità a cui tutti noi dobbiamo aspirare, quella verità di corruzione e di menzogna che si può metabolizzare solo raccontandola, e si può comprendere e modificare solo leggendola.

La lettura come occasione di risveglio interiore e la scrittura come comprensione di se stessi e del mondo, ed è proprio questo che intende fare l’autore nel libro Inchiostro Rosso: si intravedono le luci e gli spiragli di un mondo migliore dove la scrittura e la lettura sono le protagoniste indiscusse.

”Un libro oltre la vita è un libro che agisce sulla sensibilità, che galvanizza, che rianima e libera anche il corpo più incatenato”.

 

Dettagli

  • Genere: Thriller
  • Copertina flessibile: 129 pagine
  • Editore: Homo Scrivens (26 Aprile 2018)
  • Collana: Direzioni immaginarie
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8832780518
  • ISBN-13: 978-832780512