Morte ad Asti – Fabrizio Borgio

Trama

È un Giorgio Martinengo sconvolto quello che, in una nebbiosa domenica di febbraio, rinviene il cadavere di Vittoria Squassino, manager della succursale milanese di una banca tedesca. Bella, competente e rigorosa Vittoria era stato il suo grande amore di gioventù. Poco tempo prima il nostro investigatore privato era stato ingaggiato dai vertici della banca proprio per indagare su di lei a causa di sospetti sul suo operato; sospetti che si erano palesati quando le era stata attribuita una relazione con Valerio Cortese affascinante imprenditore nel campo delle SPA a tema enologico. Martinengo conosce anche lui, amico e compagno di scuola del liceo. L’indagine di Martinengo su Vittoria assume così i contorni di un viaggio indietro nel tempo di vent’anni, dove sullo sfondo di una Asti benestante e gaudente, come lo erano gli anni ’90, si delineano i difetti di una nazione, il disincanto della gioventù e le basi per una tragedia che metterà a dura prova le capacità dell’investigatore delle Langhe. L’amore perduto, la crisi, sesso, droga e il mondo delle banche disoneste comporranno una scacchiera sulla quale Martinengo giocherà una partita difficile e dolorosa.

Recensione a cura di Adriana Rezzonico

“Una sera, feci sedere la bellezza sulle mie ginocchia” (cita l’autore) e Fabrizio Borgio fa accomodare il lettore, offrendogli un romanzo pacato, morbido come il vino, nettare pregiato prodotto dalla sua terra natia.

L’autore dipinge un quadro armonico e perfetto: Asti con le sue vie, il centro storico e i portici con il vociare della gente. Usa colori pastello, tenui come la nebbia, anzi la foschia diffusa, che avvolge le colline circostanti. Le sue radici lo portano a centellinare le descrizioni, a farle decantare. La sua penna fa nascere l’ispettore Giorgio Martinengo, figlio dell’azienda famigliare Martinengo vini e sempre in netto contrasto con il padre. L’autore sceglie di usare veri spazi temporali per descrivere le sue giornate, gli amici e le varie declinazioni del benessere che pervade il territorio. Accarezza piacevolmente il ricordo di Vittoria quando i suoi splendidi occhi verdi lo avevano ammaliato.  La “Midagest” lo riporta alla realtà bruscamente e interrompe questo spaccato di vita che ancora oggi regala sensazioni piacevoli come il tonno di coniglio con nocciole e melograno. Una ricetta antica ma ancora attuale per chi vuole assaporare il territorio. Un noir elegante, che non urla, felpato come un velluto e adatto a chi non ama scene truculente e ritmi da hard boiled.

 

Dettagli prodotto

  • Genere: thriller
  • Copertina flessibile:252 pagine
  • Editore:Frilli (22 settembre 2017)
  • Collana: Noir
  • Lingua:Italiano
  • ISBN-10:8869432157
  • ISBN-13:978-8869432156

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