Chiare fresche dolci acque – Eugenio Giudici

Trama

Luglio 1932. Bognanco, rinomato centro per la cura delle acque e oasi serena per villeggiare, è il luogo perfetto per passare le vacanze. Chi penserebbe mai ad un delitto in un posto così tranquillo?

Nella piscina del Grand Hotel vengono ritrovati i corpi di Umberto Pozzan, docente di Storia dell’Arte all’università di Genova nonché stimato critico d’arte, esperto del Mantegna e di Antonello da Messina, e di Erika Muller, quarantunenne decoratrice olandese che dai primi rilievi sembra non avere alcun legame col professore.

La polizia brancola nel buio tanto da chiamare in causa da Genova il validissimo commissario Di Matteo, anche perché una delle vittime proviene proprio dalle sue parti.

Le circostanze della morte del professore e della decoratrice olandese sono poco chiare e la dinamica sembra difficile da ricostruire e solo l’intuito di una mente sopraffina come quella del commissario genovese può riannodare quei fili di un’indagine piena di apparenti insidie.

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