La casa in fondo al viale – Hollie Overton

Trama

L’inferno in terra, quale altra definizione per una stanzetta senza finestre di quaranta metri quadri in cui Lily è stata tenuta prigioniera da uno psicopatico, da un collezionista di donne? Ma per la prima volta, dopo otto lunghi anni, Lily non sente il clic del chiavistello che, ogni maledetto giorno, è stato la sua condanna. Terrorizzata di essersi sbagliata, la ragazza prova a forzare la porta, che è aperta. Aperta. Davanti a lei un freddo cielo di stelle, un bosco innevato, una notte spettacolare e silenziosa che le toglie il fiato. Corri Lily, non badare al freddo, segui la Highway 12, quella che porta a casa tua, alla casa dei tuoi genitori, sono soltanto dieci chilometri. E quando sarai lì grida forte: “Mamma, sono io. Sono tornata”. Diabolicamente orchestrato, il thriller della Overton ci risucchia dalla prima pagina per scaraventarci in un mondo che soltanto Lily poteva pensare non fosse cambiato, una realtà fatta di bugie e di misteri non confessati. Sua sorella gemella adesso è cambiata, non indossa più il maglione per cui avevano furiosamente litigato, a sedici anni, il giorno prima del rapimento. Ora è una donna pericolosa e instabile che non ha avuto alcuno scrupolo a mettersi con l’ex di Lily, un rancore sordo la possiede e la spinge fatalmente verso il rapitore della sorella che è stato arrestato e ora, in prigione, ha un piano per vendicarsi di Lily.

Recensione a cura di Elio Freda

Romanzo d’esordio per la sceneggiatrice Hollie Overton (oltre a Cold Case, di cui ha firmato come autrice la settima e ultima stagione, è autrice delle serie TV Shadowhunters e The Client List).

Parto subito col segnalarvi il link che vi rimanda al bellissimo articolo sul romanzo, presente sul sito del traduttore dell’opera, Stefano Massaron (http://www.stefanomassaron.net/libri-tradotti-la-casa-in-fondo-al-viale/) in quanto (non per sua scelta) il titolo originale “Baby Doll” ovvero “Bambolina”, il nomignolo con cui Rick chiama la sua vittima ha un senso mentre l’italiano “La casa in fondo al viale” non ne ha e crea il primo depistaggio per il lettore (non si tratta di un romanzo in cui l’ambientazione è il perno centrale attorno a cui ruota lo svolgimento della storia).

Nell’articolo sopra citato leggerete anche una seconda perplessità circa la quarta di copertina; non mi ripeto ma sottoscrivo ogni parola di quanto leggerete in quanto la considerazione del traduttore Massaron è esattamente la prima che mi è venuta in mente chiudendo il libro: perché presentare la storia (intesa come il rapporto tra due sorelle gemelle) come l’esatto contrario di quello che è?

Terminate queste considerazioni (doverose a mio modo di vedere, poiché stravolgere quello che un Autore scrive solo per vendere più copie non mi sembra corretto) passiamo alla recensione vera e propria di questo romanzo.

La storia narra le vicende che seguono al rapimento e alla fuga di una delle due gemelle (Lily) e del suo ritorno nella vita che aveva lasciato, con problematiche relative al suo reinserimento in una famiglia le cui dinamiche sono molto diverse. La trama si svolge attraverso quattro punti di vista (Lily appunto, Abby la sorella gemella, Eve la madre e Rick il carnefice) che intrecciano le loro contrastanti emozioni sino al colpo di scena finale.

Non si tratta quindi di un thriller adrenalinico, non ci sono frequenti colpi di scena o suspense, quanto piuttosto di un viaggio nei meandri della psiche, dei sensi di colpa, del non aver saputo veramente credere al possibile ritorno di Lily dopo otto anni e del dover affrontare le conseguenze delle proprie scelte.

Lo stile narrativo è buono, anche se il romanzo è troppo “raccontato”; la protagonista, ad esempio, ripete spesso di essere stata una buona madre ma a chi legge il libro non è data mai la possibilità di vederla in azione (anzi, i pochi dialoghi con Sky, la figlia, risultano abbastanza stereotipati). Le motivazioni che spingono i protagonisti non sempre sono così forti da spiegare le loro azioni. Abby non vedeva l’ora di abbracciare la sorella che le mancava, ad esempio, ma in più parti del libro sembra comportarsi in maniera opposta (non scendo in dettagli per non rovinare la lettura). Il colpo di scena finale mi ha lasciato con qualche dubbio di troppo.

Il lavoro eseguito sui personaggi manca della profondità necessaria per un romanzo di questo genere; se di Lily e Abby resterà qualcosa, Rick ed Eve sono due personaggi che svaniscono ancor prima che il libro finisca. Avrei preferito conoscere meglio le loro storie per comprendere le motivazioni di certi comportamenti.

Un romanzo d’esordio promosso ma non a pieni voti, rivedibile in molti aspetti ma con uno stile convincente ed efficace. Con queste premesse, aspettiamo la prossima prova.

 

Dettagli

  • Copertina rigida: 285 pagine
  • Editore: Mondadori (24 gennaio 2017)
  • Collana: Omnibus
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8804673192
  • ISBN-13: 978-8804673194
  • Genere: Thriller

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