I milanesi ammazzano al sabato – Giorgio Scerbanenco

Trama

Donatella è scomparsa. È bellissima, sembra una svedese, con quei lunghi capelli biondi e quel profilo antico. Ma è debole di mente: per la strada guarda gli uomini, sorride a tutti e, qualunque cosa le dicano, risponde di sì. Perciò suo padre, il vecchio Amanzio Berzaghi, un ex camionista, la tiene nascosta in casa, tra bambole e dischi di canzonette. Ma una mattina l’ex camionista non la trova più… Il caso viene affidato a Duca Lamberti, il medico-investigatore. Alla disperata ricerca della ragazza, Lamberti si spinge nei bassifondi di Milano, tra feroci magnaccia e case d’appuntamento.

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Il mestiere dello scrittore- Haruki Murakami

Trama

Come si impara a scrivere? Esistono dei veri e propri esercizi per l’aspirante romanziere? Cosa determina l’originalità di un libro? È giusto assegnare ai premi letterari tanta importanza? Uno scrittore dove «trova» i personaggi da mettere in scena? La scuola prepara davvero alla vita o serve solo a rendere i ragazzi conformisti? Qual è l’importanza della forma fisica per un romanziere? E soprattutto: per chi si scrive? Con “Il mestiere dello scrittore “Murakami Haruki compie un gesto straordinario e inaspettato: fa entrare i suoi lettori nell’intimità del suo laboratorio creativo, li fa accomodare al tavolo di lavoro e dispiega davanti a loro i segreti della sua scrittura. Sono «chiacchiere di bottega», confidenze, suggerimenti, che presto però si aprono a qualcosa di piú: una riflessione sull’immaginazione, sul tempo e l’identità, sul conflitto creativo tra forma e libertà. In questo senso “Il mestiere dello scrittore” è anche un’autentica autobiografia letteraria di uno degli autori più schivi del pianeta. È un libro pieno di curiosità e rivelazioni sul mondo di Murakami: dal fatto che la sua prima e più importante editor è la moglie, che legge tutto quello che scrive e di cui lui ascolta tutti i consigli; a quando riscrisse “Dance Dance Dance” due volte: la prima a Roma, in una stanza d’albergo confinante con una coppia un po’ troppo focosa, la seconda a Londra quando si accorse che il dischetto su cui aveva salvato il file del romanzo si era cancellato – mesi dopo però, per le bizze a cui i computer ci hanno abituato, la prima versione rispunta fuori e Murakami deve ammettere che la seconda, che senza l’inghippo informatico non avrebbe mai scritto, è molto migliore della prima. Murakami regala ai suoi lettori un libro pieno di confidenze, dettagli biografici, ammissioni di passi falsi, insomma: di umanità.

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L’angolo di Dolcepentolina

Paccheri al Piave DOP MEZZANO  e peperoni

16 paccheri, 100 gr di ricotta, 150 gr di formaggio Piave Mezzano, 100 gr di panna fresca,   2 peperoni gialli, 1 scalogno, 1 patata, 8 fette di speck , brodo vegetale, sale, pepe, olio.

Per il ripieno:

Frullare il formaggio nella panna bollente e lasciarlo raffreddare. Tagliare a dadini  i peperoni e saltarli in padella con l’olio e lo scalogno , quindi unire la ricotta.  Rendere il tutto cremoso unendo la panna e il frullato di formaggio.

 

Cuocere la pasta  al dente. Scolarla e farcirla con il ripieno.  Fasciare 2 paccheri alla volta con lo speck.  Adagiare la pasta in una pirofila da forno, aggiungere poco brodo vegetale e 1 cucchiaino d’olio, coprire con la carta stagnola e infornare a 200 gradi per 10 min

Lessare la patata, schiacciarla con lo schiacciapatate e unire in una padella poco latte. Rendere il tutto cremoso .

Adagiare su ogni piatto la salsa di patata,  insaporire con il pepe e unire la coppia di paccheri.

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Uomini e topi – John Steinbeck

Trama

Pensato per un pubblico – i braccianti della California – che non sapeva né leggere né scrivere, “Uomini e topi” (1937) è un breve romanzo, ricco di dialoghi, che, nelle intenzioni di Steinbeck, avrebbe dovuto essere in seguito adattato, come difatti avvenne, per il teatro e per il cinema. Protagonisti, due lavoratori stagionali, George Milton, e l’inseparabile Lennie Little, un gigante con il cuore e la mente di un bambino, che il destino e la malizia degli uomini sospingono verso una fine straziante. Il ritratto di un’America stretta dalla sua peggiore crisi economica nella drammatica rappresentazione di un maestro.

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Oggi parliamo con… Barbara Bellomo

A cura di Miriam Salladini

Ciao Barbara, sei pronta per la nostra intervista? Cominciamo subito con le domande.

– Quando hai iniziato a scrivere? Da bambina avevi la stessa passione che hai oggi per la scrittura?

Da bambina avevo la passione dei libri. Prima di essere una scrittrice sono  da sempre una grande lettrice. La prima idea di scrivere un romanzo l’ho avuta negli anni dell’Università, ma mi mancava sempre la spinta per arrivare alla fine del libro.

 

– Quanto tempo hai impiegato per scrivere “La ladra dei ricordi”?

Un anno circa. Dall’idea originaria alla stesura completa, alla riscrittura.

 

– Quando termini un libro fai leggere a qualcuno quello che hai scritto?

Sì. Ho due amici che mi leggono sempre per primi. Tengo molto al loro parere. Credo sia importante riuscire ad ascoltare i primi lettori, soprattutto se sono grandi lettori e sanno consigliarti, incoraggiarti, ma anche evidenziare i punti meno forti che inevitabilmente ogni romanzo ha. Per migliorare.

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Ti consiglio un film… (tra un libro e l’altro) : “Tarde para la ira” di Raul Arévalo

A cura di Alessandro Noseda

Cosa può accadere nella testa di un uomo tranquillo quando gli toccano gli affetti più cari?

Una sceneggiatura ben scritta ci offre un thriller davvero pulp in cui dominano un’eccellente regia e un’ottima fotografia. La colonna sonora è praticamente assente quasi sostituita dagli effetti sonori che si rendono protagonisti in molte inquadrature.

Eccellenti gli attori: Antonio de la Torre, Luis Callejo, Ruth Diaz, Raul Jimènez, Manolo Solo gareggiano in bravura, offrendo una prova magistrale nei frequenti primi piani.

La storia è introdotta da un’anteprima, quindi descritta attraverso i protagonisti per poi svilupparsi in un intricato puzzle che lo spettatore dovrà costruire e svelare.

Bella la narrazione che, partendo dall’antefatto, descrive i singoli protagonisti, quindi costruisce il puzzle portando lo spettatore lungo una tesa crime-story assolutamente realistica.
Per gli amanti del genere da non perdere!

Aurora nel buio – Barbara Baraldi

Trama

Aurora Scalviati, era la migliore profiler della polizia italiana fino al giorno in cui  perde la vita Flavio il suo compagno di lavoro e di vita e lei rimane gravemente ferita. Da allora soffre di un disturbo bipolare che cerca di dominare con i farmaci e con sedute clandestine di  elettroshok.

Il suo trasferimento da Torino a Sparvara dovrebbe aiutarla a dimenticare il passato, in realtà sulla cittadina aleggia ancora il ricordo delle terribili gesta del Ranuzzi soprannominato da tutti “il lupo cattivo’”  e accusato di aver sterminato una famiglia della zona. Quando un’altra famiglia viene trucidata – ed Aprile una bambina di nove anni figlia della coppia uccisa scompare- a Sparvara ritorna il terrore. Toccherà ad Aurora scoprire la verità, ritrovare Aprile e scoprire  l’ identità del  ‘lupo cattivo’.

Ma di chi potrà fidarsi?

Aurora si trova infatti presto a fare i conti con l’ostruzionismo dei superiori che cercano di insabbiare  trovando in Menzenà un carpentiere alcolizzato un comodo capro espiatorio. Sempre più sofferente per le sue condizioni mentali, la protagonista compirà  una vera e propria lotta per la verità, affiancata dal collega Bruno, una ricerca che la porterà a confrontarsi con gli aspetti più dolorosi del proprio passato.

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Non voglio bene a nessuno- Marco Rinaldi

Trama

Un figlio e suo padre, raccontati nel loro stridente rapporto d’amore e di educazione alla vita, in cui c’è chi detta le regole e i tempi, e chi li deve seguire. Per il protagonista “diventare grande” significa bruciare ogni tappa nel gioco, nello sport, nel sesso e persino nella morte. Bisogna fare tutto bene e soprattutto presto. Così vuole il padre, proprietario di ogni suo pensiero, in una rincorsa verso la crescita che travolge debolezze, paure, sentimenti. Fino a quando il suo mito va in frantumi, e con lui si sbriciolano miseramente tutte le certezze: niente più traguardi, niente più amore.

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Sylvia – Leonard Michaels

Trama

Un contagio visionario» percorre il Greenwich Village dei primissimi anni Sessanta – la terra di nessuno fra la Beat Generation e i figli dei fiori. E proprio nel cuore del Village, mentre «un bizzarro delirio aleggia nell’aria», una coppia di studenti, imprigionati in una livida ossessione d’amore, sprofonda giorno dopo giorno in un allucinato inferno coniugale. Sotto le loro finestre MacDougal Street è «un carnevale demente», scandito da Elvis Presley e Allen Ginsberg; e intanto la loro folie à deux, «impigliata nel suono delle proprie urla», precipita fatalmente verso un esito devastante. Ispirato alla storia vera del suicidio della prima moglie di Leonard Michaels, “Sylvia” è uno di quei romanzi che, terrifici nella loro profonda verità, si insinuano quasi inavvertitamente nella mente del lettore – e vi rimangono per sempre.

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Oggi parliamo con… Luana Troncanetti

A cura di Miriam Salladini

Buongiorno Luana e benvenuta nel nostro blog. Siamo felici di ospitarti e conoscerti un po’ meglio. Per iniziare l’intervista parlaci di te e delle tue passioni.

– Quando hai iniziato a scrivere? Da bambina avevi la stessa passione che hai oggi per la scrittura?

Grazie a voi, felice di essere qui! Scrivo da poco tempo, ho pubblicato il mio primo libro nel 2007, un divertente esorcismo al mestiere di genitore che mi ha regalato enormi soddisfazioni. Potrei rispondere alla seconda domanda mostrandoti il mio ultimo diario scolastico: è pieno zeppo di disegni. Da bambina sognavo di colorare il mondo con i pennelli, oggi provo a fare la stessa cosa con le parole.

– Quanto tempo hai impiegato per scrivere “Silenzio”?

È difficile da quantificare, l’ho concepito nei ritagli di tempo e la stesura ha subìto diversi stop. Più o meno sei mesi, al netto della documentazione necessaria per non scrivere eresie: ho scomodato la Scientifica di Roma per scoprire se fosse possibile estrapolare DNA da una pozza di vomito, chiesto consulenze a un’amica avvocata e a un tassista, ottenuto di visitare un commissariato – proprio quello descritto nel romanzo.

– Scrivere è un modo per parlare di te o suggerire qualcosa agli altri?

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