Oggi parliamo con… Romano De Marco

Abbiamo oggi il piacere di incontrare un ottimo scrittore e grande amico di GialloeCucina: Romano De Marco.

Grazie di cuore per averci concesso questa chiacchierata nonostante i tuoi molteplici impegni.

 

R- Prego, è un piacere!

 

Hai pubblicato molto, sette romanzi (di cui quattro venduti all’estero) oltre a una ventina di antologie con tuoi racconti . Quando iniziasti a scrivere? Il movente?

 

R- Ho iniziato tardi, dopo i quarant’anni, circa una decina di anni fa. Fu una cosa casuale, ero vice amministratore di un forum di lettori nel quale, insieme agli altri utenti, recensivo le mie letture e parlavo di libri. Un giorno, su proposta di Raul Montanari, decidemmo di scrivere dei racconti e scambiarceli tra noi per commentarli. Il mio piacque molto, così mi convinsi a scrivere un romanzo (Ferro e Fuoco). Lo inviai alla Mondadori senza alcuna velleità, e invece…

 

Raccontati ai lettori, qualcosa che non sanno e che vorresti dire di te.

 

R-Mmmm… Tifo per la Roma, amo lo street food e la cucina romana, sono collezionista di giocattoli, fumetti, dischi in vinile e figurine americane… Seguo le serie TV americane, inglesi, francesi  (e qualcuna italiana) sono ateo, politicamente tendente all’area del Partito Radicale, amo Totti, Jack Bauer, Marco Pannella, Giuseppe Pontiggia e tutte le donne, in generale. Leggo circa cinquanta libri l’anno.… Ah, un altro paio di informazioni fondamentali: ascolto musica anni ottanta e novanta e il James Bond migliore, per me, è stato Pierce Brosnan.

Sei in tutte le librerie con il tuo ultimo lavoro “L’uomo di casa”. Come è nato questo libro?

 

R- E’ nato dalla volontà di avvicinarmi a un pubblico di lettori più trasversale (soprattutto di lettrici) modificando un po’ i contenuti rispetto alle mie cose precedenti. Meno violenza, meno denuncia sociale, meno personaggi disillusi e sconfitti. L’uomo di casa è un classico Thriller di stampo anglosassone che ha, come protagonista, una donna di 39 anni madre e moglie felice, realizzata sul lavoro. Fino a quando non accade qualcosa che sconvolge tutta la sua vita…

 

– Ho apprezzato molto la voce in sottofondo (quel secondo binario parallelo) e il ritmo incalzante. Ci si trova ben presto coinvolti in un vortice che invoglia a proseguire la lettura.

 

R-Sono le armi dello scrittore di genere che deve sempre tenere alta la tensione narrativa. Altrimenti il lettore (giustamente…) chiude il libro e si dedica ad altro…

 

– Perché hai scelto di ambientare le vicende negli Stati Uniti?

 

R-Primo perché, per me, i riferimenti nell’ambito del thriller, sono tutti americani. Parlo di autori come John Sandford, Jeffrey Deaver, Thomas Harris, Patricia Cornwell ecc… Secondo, perché ho una sorella che vive negli stati uniti da dieci anni, proprio nelle zone dove è ambientato il romanzo. Vado a trovarla tutti gli anni e ho assorbito, da quei luoghi, suggestioni e sensazioni che vanno ben oltre quelle di un semplice turista… per questo ci tenevo a raccontarle in una storia.

 

– Cosa stai leggendo ora?

 

R- “La giostra dei criceti” di Antonio Manzini. Presenterò l’autore il 6 maggio nella prima edizione di un festival che si terrà a Pescara, città poco distante da casa mia.

 

– Progetti futuri?

 

R-Avevo scritto oltre la metà del nuovo “capitolo” della mia serie noir milanese, con i personaggi seriali Marco Tanzi e Luca Betti, ma l’ho interrotto per dedicarmi a un nuovo thriller, stavolta ambientato a Roma. Conto di finirlo entro settembre per poi riprendere il romanzo milanese. In più racconti su racconti che in tanti mi chiedono di scrivere per le loro antologie. Solo nei prossimi mesi ne ho ben quattro in uscita…

 

Grazie per il tempo che hai voluto dedicarci, tra una presentazione e l’altra. Ora, come vuole la tradizione di GialloeCucina, ci lasci con citazione e ricetta preferite?

 

R-Citazione: “Scrivere era la decisa rivendicazione del suo sacrosanto diritto di esistere” (Giuseppe Pontiggia)

Ricetta: straccetti di pollo ai funghi alla Luca Betti (porzione per due):

Prendere due etti di fettine di petto di pollo e, dopo averle battute con un batticarne per intenerirle e renderle più sottili, tagliarle a striscioline. Passarle nella farina e cuocerle in una padella antiaderente con un filo d’olio. Nel frattempo far trifolare dei funghi champignon con olio e prezzemolo e, a parte, sciogliere mezzo dado in un bicchiere abbondante di acqua dentro a un pentolino a fuoco basso.

Quando il pollo è ben rosolato aggiungere nella padella antiaderente il brodo ristretto e i funghi trifolati e far cuocere il tutto a fuoco basso coprendo la padella.

Quando il brodo si sarà ritirato, lasciando solo una sorta di cremina formatasi grazie alla farina, adagiare sul tutto delle fettine sottili di caciocavallo. Appena il formaggio si fonde il piatto è pronto!

E non fate quelle facce! E’ buonissimo! E poi Luca Betti, da padre divorziato, ha dovuto ingegnarsi con ricette così… Ne so qualcosa anch’io…

 

Ti saluto e invito a leggere “L’uomo di casa” e a mandarci una recensione!

 

R- Ciao a tutti gli amici di GialloeCucina e grazie per avermi ospitato!

 

Adriana Rezzonico per GialloeCucina

 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...