Oggi parliamo con… Francesca Corsetti

Intervista a cura di Miriam Salladini

1)Com’era Francesca Corsetti da bambina?

Sono sempre stata un maschiaccio, cresciuta con un fratello più grande ed i suoi amici. Non credo di aver mai giocato con le bambole, sempre alle prese con pistole e soldatini, bici da cross e motorini sui quali mi divertivo anche a fare modifiche. Da grande poi ho trovato me stessa nel mondo del motociclismo sul quale ho appunto scritto questo romanzo. Il tutto sempre però sottoscritto dai miei momenti di solitudine voluta, dove il mio tempo maggiore lo trascorrevo a leggere. Ero una fan di Wilbur Smith, ho letto tutti i suoi libri, così come poi in seguito ho fatto con Stephen King. Oggi però la mia massima espressione l’ho trovata nei testi di Pessoa, Cortazar e Borges e David Foster Wallace, miei miti assoluti della scrittura.

 

2)Quando è nata la tua passione per la scrittura?

Da piccola scrissi un libro dedicato a mio padre, mai pubblicato, credo sia andato perso fra le carte accanto ad una vecchia macchina da scrivere. Ci ho riprovato l’anno scorso, dopo aver vissuto una grande storia d’amore che ancora oggi fortunatamente mi colora l’esistenza. Ho unito le mie emozioni alla fantasia e ho partorito questa storia.

 

3) Ci parli del tuo ultimo libro “L’eco di una melodia”?

E’ un’opera fantasiosa e un po’ autobiografica che narra le vicende di due amiche innamorate di due personaggi manipolatori e senza scrupoli, dal comportamento ambiguo e poco onorevole. Due donne dal carattere forte, che si spalleggiano davanti alle ripercussioni delle catastrofiche vicende che dovranno sopportare.

4)Hai incontrato difficoltà nella stesura?

Sinceramente le parole mi fluivano dalle dita come un calamaio con una perdita. L’ho scritto con l’anima aperta, senza paura di parlare anche di sesso, descritto senza remore.

 

5)Cos’hai provato quando hanno pubblicato il tuo libro?

E’ stato gratificante, poi la gioia è cresciuta maggiormente, quando ho riscontrato le vendite inaspettate.

 

6)Leggi molto? Quale genere letterario preferisci?

Leggo moltissimo, soffro di bulimia letteraria. Mi piacciono gli autori cileni e la storia del sud America. Adoro anche l’astronomia la fisica,  i libri di Piergiorgio Odifreddi e Margherita Hack.

 

7)Hai un modello da seguire nella scrittura?

So solo che ho tutto da imparare ancora.

 

8)Hai una pagina Facebook in cui è possibile restare aggiornati sui tuoi libri? Questa è la pagina di “L’eco di una melodia”: https://www.facebook.com/LEcodiUnaMelodia/?ref=bookmarks

sto per pubblicare un nuovo libro, il sequel di questa storia e aggiornerò una nuova pagina.

 

9)Come hai scelto i personaggi del tuo libro? Sono frutto della tua fantasia o c’è anche del vero?

C’è molto di vero, ma non voglio rivelare altro…

 

10)Cosa provi quando i lettori ti fanno i complimenti? Ti è capitato di ricevere qualche critica?

Tanti complimenti, le critiche poche,se non di banali pregiudizi obsoleti. Solo una scrittrice emergente, e avere delle critiche sarebbe il sogno di esser riuscita a concludere paradossalmente qualcosa di concreto.

11)Per concludere l’intervista noi del blog chiediamo la citazione e la ricetta preferita dello scrittore. Puoi dircele?

Certo! Per quanto riguarda la ricetta vi propongo il risotto con carciofi.

  • 2 carciofi
  • 300 g di riso
  • aglio
  • sale qb
  • 1 dado
  • carota
  • vino bianco

Pulire i carciofi privandoli delle parti più dure, togliendo anche la parte spinosa al centro e le punte. Metterli in acqua con del limone per non farli annerire.
preparare il brodo facendo sciogliere il dado in un litro di acqua sul fuoco.

Iniziare a preparare il soffritto con un po’ di carotine tagliate a dadini, dell’aglio ed i gambi dei carciofi.
Aggiungere i carciofi tagliati a fettine e lasciar rosolare con un po’ di vino bianco fino a quando saranno cotti.
Aggiungere il riso crudo e lasciar cuocere a fuoco lento, aggiungendo il brodo di dado preparato in precedenza, molto lentamente. A fine cottura aggiungere del parmigiano a piacimento e servire.

“La scienza è umiliata dalla politica, che a sua volta è succube del Vaticano”

M. Hack

 

 

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