Intervista d’Autore #2 – Pierluigi Porazzi intervista Gianluca Morozzi

Proseguendo la serie di interviste ad autori di gialli e thriller per Giallo e Cucina, ho scelto di intervistare Gianluca Morozzi. Innanzi tutto perché è un amico, perché abbiamo iniziato a scrivere praticamente insieme (i nostri primi racconti sono stati pubblicati, nei primi anni ’90, sulla rivista Star Magazine) e infine perché sono anche un suo appassionato lettore.

Gianluca Morozzi, giovane scrittore di Bologna, ha pubblicato, dal suo esordio nel 2001 con “Despero”, più di venti romanzi e una quantità di racconti (tra raccolte e antologie) che un matematico definirebbe “tendente a infinito”. Gianluca, nella sua carriera, ha spaziato in quasi tutti i generi letterari (cosa rara tra gli scrittori). Tra i suoi romanzi “gialli” e thriller, ricordiamo “Blackout”, “Cicatrici”, “Radiomorte” e “Lo specchio nero”, tutti editi da Guanda.

Benvenuto, Gianluca, e grazie per aver accettato l’intervista.

Grazie a voi!

Dopo tanti anni di carriera letteraria e numerosissimi romanzi e racconti pubblicati, a quale (o quali) tra i tuoi romanzi e racconti sei più affezionato emotivamente?

Beh, Despero perché è stato il primo, Blackout perché è il mio bestseller e l’esordio con Guanda, ma posso dire di amare molto L’era del porco, Colui che gli dei vogliono distruggere, e certi racconti come Il ghiaccio sottile o Bambini nel grano.

Tra le tue tante attività legate al mondo della letteratura, tieni corsi di scrittura e dirigi, insieme ad Alessando Berselli, una collana di narrativa per Pendragon. Cosa ne pensi dei nuovi futuri scrittori? Quanti romanzi a tuo parere validi ti arrivano in lettura?

Arrivano cose anche molto belle, pur se magari lontane dai canoni della collana. C’è da dire che nel primo anno abbiamo lavorato molto “a invito”, avendo già in mente autori che ci sarebbe piaciuto avere in collana e che, sapevamo, stavano concludendo dei romanzi.

Hai scritto parecchi romanzi giallo-thriller, molto diversi tra loro, rielaborando e reinventando il genere. Quale è stato più piacevole scrivere?

Cicatrici. L’unico romanzo per il quale ho adottato una procedura di scrittura stile Jack Torrance di Shining, isolandomi tra le montagne nel bel mezzo di una torrida estate. E a me che soffro di vertigini, le montagne fanno molta paura. Per questo Cicatrici è venuto fuori bene.

Una domanda classica. Come lavori, dopo che ti è venuta l’idea di base per un romanzo?

Aspetto di trovare il finale. Finché non ho un finale soddisfacente, non inizio neanche a scrivere. Trovato quello, in due mesi e mezzo-tre il romanzo è finito.

Prendi ispirazione, per scrivere, anche da fatti realmente accaduti o dalla cronaca?

Ma certo. La realtà è straordinaria perché, a differenza delle trame scritte da un autore, ha i buchi. Parti non spiegate, zone d’ombra… pensa solo all’enigma di Kaspar Hauser! E il compito del narratore è riempire i buchi. Come ha fatto ad esempio Alan Moore con il caso di Jack lo Squartatore, nel magnifico From Hell.

Hai scritto anche una bellissima graphic novel, “Il vangelo del coyote”, che rientra nei canoni gialli/thriller, e c’è una serie, “FactorY”, ancora incompleta, se non sbaglio. Usciranno altri volumi di FactorY? Hai altri progetti per il fumetto?

FactorY continuerà sicuramente, in qualche forma e da qualche parte. Ormai, complice forse la lunga pausa, è una storia di culto e noi sappiamo benissimo come finirla, quindi andrà continuata e terminata.

La tua prolificità è leggendaria. Quindi hai sicuramente alcuni romanzi in uscita nei prossimi anni. Tra questi c’è anche un altro noir? Puoi anticiparci qualcosa di questo o del prossimo romanzo che pubblicherai?

C’è un noir che aspetta solo di uscire per Guanda, c’è il seguito dell’Uomo Liscio, ci sono un paio di romanzi nuovi che sto scrivendo…

Una citazione che ami particolarmente.

“Basta che funzioni” (Woody Allen).

Passando alla cucina… come te la cavi? Ti piace cucinare? Quali sono i tuoi piatti preferiti? Salutaci, come d’obbligo, per Giallo e Cucina, con una ricetta.

Ehm… mi piace sedermi a tavola e mangiare. L’unica ricetta che conosco è quella di Doctor Who, ma non mi sento di consigliarvi crema pasticcera e bastoncini di pesce insieme.

Gianluca firmerà la prossima intervista di questo ciclo di chiacchiere con gli autori.

Grazie ancora per essere stato con noi e buona scrittura!

Grazie a voi!

 

 

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