Il cacciatore del buio – Donato Carrisi

Trama

“Se non sarà fermato, non si fermerà.” Non esistono indizi, ma segni. Non esistono crimini, solo anomalie. E ogni morte è l’inizio di un racconto. Questo è il romanzo di un uomo che non ha più niente – non ha identità, non ha memoria, non ha amore né odio – se non la propria rabbia… E un talento segreto. Perché Marcus è l’ultimo dei penitenzieri: è un prete che ha la capacità di scovare le anomalie e di intravedere i fili che intessono la trama di ogni omicidio. Ma questa trama rischia di essere impossibile da ricostruire, anche per lui. Questo è il romanzo di una donna che sta cercando di ricostruire se stessa. Anche Sandra lavora sulle scene del crimine, ma diversamente da Marcus non si deve nascondere, se non dietro l’obiettivo della sua macchina fotografica. Perché Sandra è una fotorilevatrice della polizia: il suo talento è fotografare il nulla, per renderlo visibile. Ma stavolta il nulla rischia di inghiottirla. Questo è il romanzo di una follia omicida che risponde a un disegno, terribile eppure seducente. E ogni volta che Marcus e Sandra pensano di aver afferrato un lembo della verità, scoprono uno scenario ancora più inquietante e minaccioso. Questo è il romanzo che leggerete combattendo la stessa lotta di Marcus, scontrandovi con gli stessi enigmi che attanagliano Sandra, vivendo delle stesse speranze e delle stesse paure fino all’ultima riga

Recensione  a cura di Stefania Ghelfi Tani

Donato Carrisi ci regala un altro eccellente libro: una storia articolata, ricercata, affascinante, terribile. Questo autore è all’altezza dei suoi concorrenti americani e scandinavi, anzi, a mio avviso, li supera.

Un uomo, Marcus e una donna, Sandra che devono scovare, trovare, fotografare, svelare, scoprire le anomalie e il non visibile per un obiettivo comune: quello della lotta contro il male.

Marcus, Sandra e Victor il killer sono i protagonisti di questo thriller mirabilmente narrato e descritto, ambientato in una Roma sempre incantatrice. Il mondo a se stante del Vaticano, nel quale non si entra e non si esce, rapisce e seduce il lettore

La psicologia è protagonista anch’essa dei romanzi di Carrisi che indaga l’animo umano in maniera magistrale. Gli eroi, le vittime, i killers sono sempre resi credibili, umanizzati, sondati, caratterizzati, indagati nel profondo, per raccontare e spiegare chi sono, chi erano e come potrebbero diventare.

Questo libro è una matrioska di verità svelate, di scenari che mutano, di anime che si rivelano o si celano. Continui colpi di scena riempiono la trama senza sosta. Ma è anche una lezione di storia antica e sconosciuta ai più, una riflessione su assassini divenuti tali per la vita che hanno dovuto “subire”e uno sguardo al proselitismo estremo.

Uno dei temi toccati dall’autore è l’esistenza del bene e del male, quasi complementari e indispensabili l’uno all’altro. L’attrazione che il male esercita su ogni uomo, il vissuto come burattinaio padrone del nostro presente, i cattivi che scontano il destino che li ha segnati da bambini e come contraltare la ricerca continua e la necessità del bene.

L’intervista dell’autore alla fine del libro è un dono perché ci dice quanto di reale c’è in questa storia, rendendola ancora più attendibile, coinvolgente e inquietante.

Cito: “Il male è la regola, il bene l’eccezione.”

Buona lettura!!!

Dettagli

 

  • Copertina rigida: 406 pagine
  • Editore: TEA (4 febbraio 2016)
  • Collana: I grandi della TEA
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8850241801
  • ISBN-13: 978-8850241804

 

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