Oggi parliamo con… Antonio Fusco

Oggi con immenso piacere sono con Antonio Fusco (a cura di Adriana Rezzonico)

Grazie mille e benvenuto in questo salotto particolare dove la buona cucina e la buona lettura  sono spesso insieme. Tu nasci a Napoli, sei funzionario di polizia e criminologo.Mi racconti il tuo lavoro?

 

Insieme ad altre decine di migliaia di operatori delle forze dell’ordine, svolgiamo quotidianamente un servizio a favore della collettività. La nostra missione è garantire la sicurezza dei cittadini, il rispetto delle leggi, la tutela della pubblica incolumità e la tenuta dell’ordine pubblico. Tutto ciò affinché la nostra comunità possa vivere serena ed in modo pacifico.

 

Hai iniziato con nel 2014 con OGNI GIORNO HA IL SUO MALE, che ha vinto il Premio “Garfagnana in Giallo”, il Premio Apoxiomeno e il Premio Scrittore Toscano – Noir, ci  racconti   il tuo percorso come scrittore?

 

Ho iniziato a scrivere motivato dalla voglia di raccontare un poliziotto vero. Diverso da molti di quelli proposti dalle fiction o da una certa letteratura di genere. La Giunti ha creduto in questo progetto e così è nata e cresciuto il personaggio del commissario Casabona che oggi conta decine di migliaia di lettori.

Con LA PIETA’ DELL’ACQUA ha vinto il Premio Mariano Romiti, il Best Itunes 2015 come miglior giallo e sei arrivato terzo al NEBBIA GIALLA dopo PASINI E CALICETI. Quali sono state le prime impressioni?

 

Sono molto felice quando raccolgo l’approvazione dei lettori per i miei libri, come testimoniano i premi vinti. Mi ripagano dell’impegno e della fatica necessari per portare a termine un romanzo.

 

Non ti annoi scrivere ancora indagini dopo una giornata lavorativa?

 

Dipende dalla giornata. Per fortuna il nostro lavoro non è come viene fatto vedere nei film americani. Non siamo sempre impegnati in sparatorie o combattimenti all’ultimo sangue e non ci sono omicidi truculenti tutti i giorni.

 

Quanto c’è di CASABONA in te?

 

Come dicevo, Casabona è commissario credibile e verosimile come ce ne sono tanti nella realtà. Mi ci rispecchio io come, penso, molti miei colleghi.

 

Perché scrive Antonio?

 

Per passione. Mi è sempre piaciuto le letteratura ed ho coltivato negli anni il sogno di poter scrivere qualcosa di mio. Sogno che si è realizzato alla soglia dei cinquant’anni.

 

FALANGHINA O BIRRA?

 

Falanghina campana, senza dubbio.

 

Cosa consigli a chi vuole iniziare a scrivere?

 

Di leggere molto, prima. In Italia ci sono quasi più scrittori che lettori.

 

Cosa hai imparato dalla fama?

 

Dalla fama nulla, perchè non credo di essere una persona famosa. Dalla fame che bisogna controllarla se si tiene alla salute, soprattutto ad una certa età.

 

 

Ci sveli qualcosa del tuo ultimo lavoro?

 

Il mio ultimo romanzo s’intitola “Il metodo della fenice”. E’ una storia costruita sulla difficoltà di distinguere la verità dalle apparenze, affronta tematiche difficili come l’abuso sui minori e racconta anche dell’amore contrastato tra Casabona e la moglie Francesca.

 

E ora per tradizione mi divi dire una tua citazione preferita e una ricetta

 

La citazione è di Platone: “Chi non ha il suo padrone dentro di se lo ha fuori di se.”  Il mio piatto preferito sono le melanzane alla parmigiana.

 

Io ringrazio Antonio e invito i lettori a seguirlo e a leggere i suoi libri… non ve ne pentirete!

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