Adaline – L’eterna giovinezza di Lee Toland Krieger

Recensione del film Adaline – L’eterna giovinezza di Lee Toland Krieger a cura di Stefania Ghelfi Tani

Cosa significa cambiare casa e vita ogni dieci anni, cambiare identità, imporre a se stessi di non creare legami troppo forti perché non possono avere un futuro?

Ogni volta ricominciare da capo col carico pratico e psicologico che questo comporta, con un’energia che non deve mai mancare.

Forse qualcuno di noi lo sa, forse è capitato che ci siano persone che hanno vissuto tutto questo una, al massimo due volte nella vita, ma riuscite ad immaginare cosa significhi fare questo ogni dieci anni? Bisogna avere forza, coraggio, determinazione, inventiva, capacità e spirito di adattamento.

È giusto fuggire? È una scelta obbligata mentire? Gli altri saprebbero comprendere, accettare ma, soprattutto, gestire la verità?

Adaline è la protagonista da un solo volto e dai tanti nomi, l’attrice Blake Lively ci regala un’interpretazione elegante, intensa, sempre perfetta nella sua presenza atemporale in epoche diverse. Difficile non entrare in empatia con lei.

Ottima anche l’interpretazione di Harrison Ford che nella sua breve apparizione dà una sferzata alla narrazione.

Anche la ricerca degli ambienti, dei costumi e la fotografia sono fuori dal tempo, non classificabili in un’unica epoca, inquadrature raffinate accompagnate da una regia di classe.

È una storia romantica, delicata, a tratti garbatamente drammatica. È una storia di sentimenti.

Il giovane regista americano Lee Toland Krieger ci presenta un film che parla dello scorrere del tempo, della famosa clessidra che un poco spaventa ognuno di noi, ma soprattutto ci racconta cosa potrebbe accadere se le lancette entrassero in stallo per sempre. È una riflessione sul senso della vita, sull’invecchiamento e sulla perdita delle persone care.

Il tema dell’eterna giovinezza ci mostra i pro e i contro e ci fa chiedere se davvero varrebbe la pena essere immortali come singoli individui in un mondo che procede. Il rischio è la solitudine, l’estraniamento, la diversità.

Il bello sarebbe essere capaci di cogliere ogni istante l’essenza e la bellezza della vita anche se breve. So che in moltissimi mi rispondereste che non è facile. Vero, ma vale sempre la pena provarci.

Una favola che fa bene al cuore, fuggendo per una manciata di minuti dalla nostra realtà.

Buona visione!

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