Il risveglio della notte – Francesco G. Lugli

Trama

In una Milano cupa, rassegnata e senza più lacrime, si sta consumando una cruenta faida tra clan malavitosi per il controllo del territorio. Franco, macellaio strozzato dalla crisi, ha ormai poco da perdere, forse solo la dignità, e quando cala la sera, si trova costantemente conteso tra pistola e bottiglia.Proprio quando la disperazione sta per prendere il sopravvento, il destino gli offre un’ultima possibilità. Niente di facile o indolore, anzi, si tratta di assecondare il suo lato più oscuro e sconosciuto. Cosa che gli riuscirà pericolosamente facile.

Recensione de  a cura di Stefania Ghelfi Tani

Un noir dalla trama coinvolgente e dalla scrittura semplice e scorrevole. La storia ambientata in una grigia, violenta e desolata Milano ci presenta scenari sociali davvero sconfortanti. Una città corrotta in tutti gli ambiti dove solo la legge dei criminali vige. Une metropoli tentacolare e distopica che infetta tutto e tutti.

Franco Giannoni sta affondando sotto i colpi della crisi economica, è ferito da una delusione sentimentale e, se non bastasse, è perseguitato dallo Stato. Quasi senza accorgersene si trasforma in un alter ego indossando un nuovo abito che lo calza a pennello. Una maschera Pirandelliana prende possesso della sua pelle e del suo animo per traghettarlo in un mondo dove la ricchezza risiede nella violenza gratuita. Da un passato sereno si ritrova catapultato in un presente terribile che non concede speranza nel futuro. La malavita entra nella sua esistenza e lui ci si accomoda trovando un nuovo lavoro appagante e redditizio.

Questo romanzo è narrato dal punto di vista del protagonista, non da quello delle Forze dell’Ordine come spesso accade. Un cittadino comune diviene pericoloso associato ad una cosca camorristica. È la  mattanza della carne ad essere sempre sua compagna di vita, sia che si chiami Franco sia che venga appellato Manzo. L’uomo e il killer in lotta tra loro raccontano come la crisi possa trasformare un insospettabile commerciante in un sicario senza scrupoli.

Giannoni compie un percorso, da normale uomo vessato dalla crisi ad assassino di una delle maggiori famiglie malavitose, per arrivare ad una volontà di cambiamento e redenzione grazie ai valori trasmessi dal padre ormai morto. Perdonabile? No! Franco e Manzo sono comunque i due lati di una stessa medaglia in bilico tra bene e male, sempre eroi di queste pagine abilmente scritte.

Figura positiva, ma quasi ai margini, è il commissario Giuffrida, uno dei pochi che rappresenta onestà e dedizione al lavoro malgrado questo sia la causa della perdita di un amore e nonostante gli ostacoli che i suoi superiori gli frappongono.

Lugli denuncia la corruzione esistente in Italia – da Nord a Sud – a livello politico, aziendale e sanitario, fino ad arrivare alle forse dell’ordine come la Polizia, un cancro che mangia la cellule sane e non si può sconfiggere. Il crimine diviene la routine, la normalità, atto solo a ottenere potere, dominio e soldi.

Parecchi i riferimenti cinematografici che Lugli ci presenta attraverso il protagonista, il quale scova somiglianze in tutti quelli che gli orbitano attorno, a partire dai Blues Brothers per arrivare ovviamente a Il Padrino.

Tutti noi indossiamo una maschera, ma arriva un momento in cui non possiamo più toglierla senza strapparci un po’ di pelle…

Buona lettura

Dettagli

 

  • Copertina flessibile: 356 pagine
  • Editore: Novecento Media (13 maggio 2016)
  • Collana: Calibro 9
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8899316457
  • ISBN-13: 978-8899316457

 

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