Oggi parliamo con… Ida Ferrari

Oggi GIALLOECUCINA  mi fa incontrare IDA FERRARI vincitrice del concorso Image le Bistrot,  e presente al GIALLO GARDA  tra l’altro. Benvenuta e grazie per la tua cortesia IDA

 

Grazie a voi, felice di essere in questo luogo appagante, fatto di profumi, di cibo e misteri

 

Parliamo di questa bella rassegna e del tuo lavoro.

 

Prontissima, vai con la prima

 

ROBERTA era una che camminava. Sempre. Che ci fosse il sole o che piovesse, d’estate e d’inverno. Cosa ti ricorda?

 

Mi ricorda un concorso letterario entusiasmante al quale ho partecipato (qualche anno fa, ormai) e che alla fine per bontà dei lettori, ho vinto: Image le Bistrot,  inventato e promosso da Officinewort. Si doveva partire da una fotografia a scelta tra una decina proposte dalla redazione (nel mio caso un paio di scarpe con la suola rossa) e costruirci poi un racconto. La particolarità  è che la selezione dei finalisti è avvenuta, oltre che tramite giuria di esperti e popolo in internet, anche per mezzo dei ristoranti imolesi. In pratica oltre ai piatti scelti, gli avventori avevano la possibilità di leggere a rotazione un paio di racconti e decidere quale fosse loro piaciuto di più. Stessa modalità alla cerimonia di premiazione, avvenuta in un ristorante dove i commensali, tra piatti gustosi, hanno dato la loro preferenza finale. Vedi, dunque, che c’è sempre una buona alchimia quando si tratta di scrittura e cucina.

 

Ora perdonami ma devo chiedertelo per forza. Un’ altra bancaria che scrive, quali sono i primi sintomi ?????

Incubi notturni di numeri che subiscono mutazioni in personaggi horror. Potrebbe succedere, sai? E sarebbe lo spunto per storie da pathos.  Ecco, nel mio caso devo dire che la banca mi ispira parecchio. Sia l’ambiente lavorativo che i clienti sono fonte di situazioni dalle quali attingere.  Il mio  Noir  Blackmail pubblicato con lo pseudonimo americano di Carol J Keaton (per volere dell’editore) è un thriller nell’ambito bancario.

 

TORTE GEMELLE, invece, cosa sono?

 

Torte gemelle è il titolo del mio libro di racconti uscito a fine settembre. Torniamo in cucina, penserai. Be’ in un certo senso.  Il titolo è un po’ ingannevole, perché i racconti non contengono ricette. Alcuni sono di genere Noir.  La copertina riprende un racconto inserito nella raccolta dove, in effetti, due torte al cioccolato esistono e sono la chiave del finale. Se posso permettermi due parole su questo libro, ecco, La forma dell’apparenza è il sottotitolo, a indicare che non sempre ciò che appare è la realtà. La fase finale di molti eventi della vita, come tutti sappiamo, può essere ben diversa da come ci si aspettava. Lo sviluppo di questi racconti rispecchia la sorpresa delle situazioni.   A questa raccolta tengo molto perché si tratta di un lavoro costruito negli anni. Ogni racconto ha dietro esso stesso una propria storia, di costruzione e di persone che ne hanno fatto parte. Amo molto e short stories, spero comincino a prendere piede anche in Italia come avviene in America, da tempo.

 

e ad un certo punto della tua vita CARLO LUCARELLI  muore dopo aver mangiato 4 salti in padella. .A parte che mi dispiace ma era anche prevedibile una simile tragedia……invece cosa succede?

 

Il cibo precotto può fare male, dici? Eh, povero Lucarelli, che fine ingloriosa gli abbiamo fatto fare! In realtà è stato un gioco letterario divertente, un romanzo scritto a più mani al quale lo stesso Lucarelli, molto sportivamente si è prestato, scrivendo lui stesso un capitolo. Gli altri invece sono stati scelti tramite concorso. Il libro cartaceo è poi stato pubblicato da Bacchilega editore.

 

Quante scarpe hai Ida siamo tra donne possiamo dircelo. Magari una LOUBOUTIN tacco 12???

 

Una scarpa a caso, vero? Be’ una tacco dodici sta nella scarpiera di ogni donna, si sa mai la si possa sfoggiare e anch’io ne ho un paio.  Appena posso però indosso scarpe da ginnastica e vado a farmi una corsetta. Cammino un po’ come la protagonista del racconto che hai citato.

 

E ora come tu saprai mi devi dire una tua citazione preferita e una ricetta.

 

La citazione rispecchia un po’ il bisogno di chi cerca una via di fuga dalla routine quotidiana:

 

Scrivere è una forma di terapia. Talvolta mi domando come facciano coloro che non scrivono, non compongono e non dipingono a sfuggire alla follia, alla tristezza e alla paura insiti nella condizione umana. (Graham Greene)

 

La ricetta? Premesso che adoro il cioccolato, in linea con la copertina del libro non posso che proporre una torta al cioccolato. Quale torta per eccellenza se non la Sacher? Eccola!

 

Ingredienti

per la torta:

  • 6 uova
  • 160gr di zucchero
  • 160gr di farina
  • 160gr di burro
  • 200gr di cioccolato fondente
  • 200gr di marmellata di albicocche
  • un pizzico di sale
  • 1 bustina di lievito per torte

per la glassa:

  • 200gr di cioccolato fondente
  • 2 cucchiaini di zucchero a velo
  • latte
  • acqua

Procedimento

Sciogliete a bagnomaria metà dello zucchero col burro e il cioccolato fondente fatto a pezzi fino ad ottenere una crema omogenea.

Separate i tuorli dagli albumi. Montate a neve ferma questi ultimi con lo zucchero rimanente unendo anche un pizzico di sale.

Fate raffreddare senza però che si solidifichi la crema di cioccolato e unite i tuorli precedentemente sbattuti. Amalgamate per bene il tutto.

Prendete gli albumi montati a neve e uniteli al composto. Amalgamate lentamente e bene, mescolando dal basso verso l’alto. Setacciate la farina e il lievito insieme quindi incorporateli a poco a poco nell’impasto.

L’impasto dovrà risultare liscio e privo di grumi, non appena avrete raggiunto questa consistenza, imburrate e infarinate bene una tortiera e versatevi dentro l’impasto. Partite dall’esterno e riempitela tutta fino al centro.

Infornate a 150° per 1 ora e un quarto circa. Verificate la cottura con l’aiuto di uno stecchino, infilandolo nel centro della torta. Se lo stecchino rimane asciutto e pulito la torta è cotta e potete sfornarla.

Lasciate raffreddare e riposare per almeno tre ore.

Riprendete la torta e tagliatela in due metà. Spalmate la superficie del disco inferiore con la marmellata di albicocche.

Una volta ricomposta la torta, spalmate anche tutta la superficie e i lati con la marmellata di albicocche, ultimando, come in precedenza, con una spolverata di cacao amaro.

Preparate la glassa, sciogliendo il cioccolato a bagnomaria, aiutandovi in questo processo unendo un po’ di latte e dell’acqua. Quando la cioccolata si è sciolta per bene, unite due cucchiaini di zucchero a velo setacciati.

Rivestite la torta con la glassa. Questa operazione è abbastanza delicata, perché tende a solidificarsi velocemente e per far venire una glassatura perfetta dovete essere veloci nello spalmarla uniformemente per tutta la superficie e anche sul bordo.

Prima di servire conservate in frigorifero per almeno 45 minuti.

 

 

Grazie mille per la tua simpatia.

 

Molte grazie a voi. Aggiungo solo due parole sul Festival Giallo Garda, rassegna alla sua seconda edizione. Ecco, io credo molto nei concorsi letterari seri, sono il giusto riconoscimento del lavoro di chi scrive e vuole cercare un modo onesto per far conoscere la propria scrittura. Di concorsi è piena la rete, io mi sento di consigliarne alcuni serissimi ai quali ho partecipato: Turno di Notte, Verbania for Women e, come dicevo Festival Giallo Garda che ospita giallisti nel corso di sei mesi l’anno fino alla cerimonia finale nella quale si premiano libri inediti, editi e racconti. Quest’anno la premiazione sarà il 16 ottobre.  

 

Ci vediamo allora al GIALLO GARDA  e invito i lettori a seguire la rassegna ma anche IDA con i suoi lavori,Io ho cercato di darvi ottimi spunti.

 

Buona lettura

 

ADRIANA REZZONICO PER GIALLOECUCINA

 

 

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