Una mattina di ottobre – Virginia Baily

Trama

L’alba color acciaio è fredda come la pioggia sottile che si deposita silenziosa tra i suoi capelli e le scivola lungo il collo. Chiara Ravello però ha smesso di farci caso nell’istante in cui si è inoltrata nel quartiere ebraico. Ha come la sensazione che quei vicoli siano stati svuotati di vita e non rimanga che l’eco di una sofferenza muta. Quando sbuca in una piazza, Chiara vede un camion sul quale sono ammassate diverse persone. Tra di esse, nota una madre seduta accanto al figlio. Le due donne si fissano per alcuni secondi. Non si scambiano nemmeno una parola, basta quello sguardo. Chiara capisce e, all’improvviso, incurante del pericolo, inizia a gridare che quel bambino è suo nipote. Con sua grande sorpresa, i soldati fanno scendere il piccolo e mettono in moto il camion, lasciandoli soli, mano nella mano. Sono passati trent’anni dal rastrellamento del ghetto di Roma e, all’apparenza, Chiara conduce un’esistenza felice. Abita in un bell’appartamento in centro, ha un lavoro che ama, è circondata da amici sinceri. Tuttavia su di lei grava il peso del rimpianto per quanto accaduto con Daniele, il bambino che ha cresciuto come se fosse suo e che poi, una volta adulto, è svanito nel nulla, spezzandole il cuore. E, quando si presenta alla sua porta una ragazza che sostiene di essere la figlia di Daniele, per Chiara arriva il momento di fare i conti con gli errori commessi, con le scelte sbagliate, con i segreti taciuti troppo a lungo.

Recensione  a cura di Stefania Ghelfi Tani.

Il destino? Una scelta? L‘istinto? Basta un attimo per cambiarci la vita. Ogni mutamento porta a delle conseguenze, a delle trasformazioni, a dover percorrere nuovi cammini, magari completamente sconosciuti.

È uno sguardo tra due donne che farà la differenza e che sancisce l’inizio di questo romanzo.

Nessuno di noi può immaginare cosa sia stata la Shoa, possiamo leggere libri, guardare documentari ma la persecuzione fisica e psicologica non potrà mai essere compresa fino in fondo, perché non ha toccato la nostra pelle, la nostra anima. Un momento sei una persona, un istante dopo non sei più nulla e il tuo unico scopo (non sempre) è sopravvivere.

La protagonista, Chiara, rischia la sua stessa vita per salvarne un’altra che diventerà la sua croce ed il suo amore incondizionato, rivelandole che i legami forti non devono per forza essere esclusivamente quelli famigliari.

Purtroppo per Daniele – la vita salvata – in certi casi, ci sono strappi non ricucibili che segnano l’esistenza propria e di chi ci sta accanto; l‘abbandono che non viene accettato e metabolizzato diventa motore di fuga da se stessi e dagli altri.

Molto ben descritti i luoghi: gli ambienti chiusi così come le vie di Roma, altresì accurato il ritratto della protagonista Chiara. Mentre Daniele che vorrebbe essere il coprotagonista della storia è una figura raccontata, quasi sbiadita, lasciato ai margini, pur essendo il fulcro di tutta la vicenda. Anche Cecilia, la sorella di Chiara, personaggio di rilievo nei primi capitoli, si dissolve andando avanti nella lettura.

A volte il ritmo risulta lento e faticoso quasi a voler chiedere al lettore di soffermarsi sui sentimenti, i pensieri, le riflessioni dei personaggi. Questa narrazione fa però perdere forza ad un romanzo che potrebbe essere molto più bello e coinvolgente.

Il finale risulta invece essere frettoloso, poco articolato, quasi che l’autrice avesse urgenza di concludere la sua storia.

Pur non avendomi pienamente convinta devo riconoscere alla Baily il pregio di saper indurre il lettore a riflettere sui legami, sul senso di identità e di appartenenza.

Dettagli

 

  • Copertina rigida: 407 pagine
  • Editore: Nord (14 gennaio 2016)
  • Collana: Narrativa Nord
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8842926841
  • ISBN-13: 978-8842926849

 

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