Il segreto del Voltone – Diego Collaveri

Trama

Livorno. A seguito del ritrovamento del corpo di un crocierista americano nel canale del Voltone, sotto Piazza della Repubblica, il commissario Botteghi e la sua squadra vengono in possesso di un vecchio diario appartenuto a un artificiere dell’esercito di liberazione, di stanza a Livorno per le operazioni di sminamento nel 1945. Poche righe sbiadite alludono al coinvolgimento del militare, con il gruppo di partigiani che per primo era entrato nella città abbandonata, nell’occultare un qualcosa di segreto proprio sotto la piazza dove galleggiava il cadavere. Inizia così un’indagine dove i fantasmi del passato e del presente s’intrecceranno con la storia di quegli uomini, all’ombra di un oscuro patto segreto. Ostacolato dall’Ambasciata Americana, da vecchi spettri fascisti e dagli eredi dei partigiani scomparsi, riuscirà Botteghi a smascherare l’assassino senza svelare un segreto più grande di lui?

Recensione a cura di Francesco Mencacci

Il segreto del Voltone, di Diego Collaveri è un romanzo singolare che merita di essere letto per almeno due buoni motivi: prima di tutto è una storia atipica e coraggiosa, il cui intreccio si dipana su due convincenti piani temporali (la Livorno dell’immediato dopoguerra e la Livorno di oggi, che poi è anche il tempo dell’indagine), e che sta in quella terra di mezzo tra il giallo classico, con finale consolatorio o quasi, e il noir metropolitano di gente come Carlotto, Carofiglio o Machiavelli, visto che il paesaggio labronico, la cornice di una livornesità schietta e verace, diventa essa stessa protagonista della vicenda.

C’è poi una prosa tutta particolare, in cui ogni piccolo gesto dell’Io narrante (il commissario Botteghi) o qualsiasi parola da lui pronunciata sotto forma di un flusso di pensiero che ti culla, assume una solennità quasi liturgica, stemperata qua e là dai dialoghi dei protagonisti, che Collaveri sceglie giustamente di inquinare con lemmi vernacolari.

Il protagonista dell’indagine è di nuovo il commissario Botteghi (che già avevamo apprezzato nel precedente libro, L’odore salmastro dei fossi, sempre Fratelli Frilli Editori) ed è un personaggio a cui l’autore cuce addosso un passato familiare difficile da dimenticare, funestato dalla morte misteriosa della moglie Nadia, un carattere ombroso ma risoluto, e un po’ di sane cattive abitudini (bere tanto, fumare tanto, rifiutare l’amore), tutte cose che lo rendono irresistibile. Uno di quei personaggi che sarebbero piaciuti a Simenon, con quella piega teppista di due occhi neri nascosti dal fumo della sigaretta.

Non era facile trasformare Livorno in un luogo di loschi traffici e ritrovamenti misteriosi di cadaveri, ma Collaveri pare conoscere tutti i coni d’ombra della sua città, i personaggi in chiaro-scuro, gli angoli bui e le bettole malfamate, riuscendo a confezionare un romanzo godibilissimo e avvincente, da talentuoso mestierante del genere che sa essere rispettoso della realtà che lo circonda, eppure così ostinatamente creativo nell’immaginazione.

Dettagli

  • Copertina flessibile: 250 pagine
  • Editore: Frilli (21 giugno 2016)
  • Collana: Tascabili. Noir
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8869431290
  • ISBN-13: 978-8869431296

Diego Collaveri, nato a Livorno il 27/02/1976, dal 1992 al 2000 ha lavorato in campo musicale, collaborando con EMI Music. Nel 2000 si confronta con la scrittura nel circuito dei concorsi di poesia e narrativa, da cui ottiene riconoscimenti e le prime pubblicazioni. Nel 2001 si dedica alla sceneggiatura per la commedia teatrale e l’anno successivo per il cinema breve, per poi arrivare alla prima regia con cui vince il concorso Minimusical indetto da “La Repubblica” e Fandango, con cui successivamente collaborerà. Ha seguito un percorso didattico/formativo con vari registi italiani (Paolo Virzì, Davide Ferrario, Ruggero Deodato, Francesco Falaschi, Umberto Lenzi), studiando anche storia della cinematografia, mentre lavorava con alcune compagnie di musical. Nel 2003 fonda la Jolly Roger productions, etichetta indipendente per produzioni video. Nel 2006 viene invitato dall’Universtià di Pisa, dipartimento Cinema Musica Teatro, nell’ambito del seminario “il cinema classico Hollywoodiano”. Nel 2009 viene inserito nell’Enciclopedia degli Scrittori

Contemporanei. Nel 2013 alcuni suoi racconti noir sono apparsi sul settimanale “Cronaca Vera”. Dal 2014 collabora con LaTelaNera.com come critico cinematografico. Da gennaio 2015 è tra i docenti della Scuola di Scrittura Carver di Livorno con il corso di sceneggiatura e storia del cinema “Scrivere per il cinema”. Nel genere noir è autore di L’Odore Salmastro dei Fossi e della serie Anime Assassine.

Per maggiori info www.diegocollaveri.it , www.facebook.com/DiegoCollaveriautore.

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