Oggi parliamo con…Valentina Cebeni

Intervista a cura di Miriam Salladini

Ciao Valentina, siamo davvero felici di questa intervista che ci permetterà di conoscere qualcosa in più su di te viste le tue tante passioni. Allora passo subito alle domande…

Com’è nata la tua passione per la scrittura?

La passione per la scrittura credo sia nata con me. È stato amore a prima vista sin dall’infanzia, quando divoravo libri di storie e ne scrivevo altrettante, traducendo così un bisogno di vivere in altri mondi diverso da quello in cui stavo crescendo. Perciò credo sia nata dal bisogno di colorare con colori più accesi la realtà, inventare realtà parallele alla mia, giocare col tempo come razionalmente non mi sarebbe mai stato permesso.

Quanti anni avevi quando hai cominciato a scrivere seriamente?

Avevo da poco terminato il liceo, quando ho cominciato a prendere in considerazione la possibilità di riempire un foglio bianco come sognavo da bambina, e alcune coincidenze sfortunate per alcuni aspetti, e fortunatissime per altri, hanno fatto in modo che in un particolare momento della mia vita io trovassi il coraggio di riempire di parole il bianco accecante della carta.

Hai altre passioni oltre la scrittura? 

Adoro cucinare, trovo sia il metodo migliore per trasmettere emozioni, e ancora leggere, andare al cinema a vedere dal film di animazione a quello impegnato, fantasy o di guerra che sia, purché sia una storia interessante, e poi mi piace il teatro, ascoltare musica, sfogliare riviste d’arredamento prevalentemente shabby e country chic (possibilmente sorseggiando una tazza di tè in poltrona)…sono una ragazza normalissima, credo, forse addirittura noiosa!

 

Ci parli di Elettra? 

Elettra è una giovane donna in cerca di sé stessa, che vive ancorata a un passato di cui tuttavia conosce pochissimo, che pure pregiudica pesantemente la sua vita. È una donna al bivio, che la vita obbliga a guardarsi dentro per ricucire il rapporto burrascoso con la madre e soprattutto per imparare a perdonare se stessa per essere una persona “normale”, una parola che inizialmente la spaventa moltissimo, di cui scoprirà significati inaspettati.

 

La protagonista del tuo libro, Elettra, è un personaggio di pura fantasia o ti sei ispirata a qualcuno in particolare? 

Elettra è in parte la donna che vorrei essere e che ancora non sono. È una donna che stimo profondamente perché vera, sempre, pur con tutti i suoi difetti, e in questo assomiglia molto ad alcune donne della mia famiglia. In fondo, credo che Elettra sia ognuna di noi, almeno in parte.

 

Quale libri consiglieresti ad un lettore?

Tutti quelli che hanno voglia di leggere! Troppo spesso sento che la lettura è un piacere che viene imposto, ma ritengo sia sbagliato, per quanto sia fatto in buona fede: leggere deve rimanere il nostro porto franco, l’isola che non c’è in cui rifugiarci per qualche ora fugace. È evasione, informazione, granelli di una clessidra che devono appartenerci totalmente, in cui nessuno è invitato a entrare. A meno che non siamo noi ad aprirgli la porta.

 

Qual è il tuo genere preferito come scrittrice e perché?

Tutti e nessuno. Mi piace leggere generi anche diversi e distanti dal mio proprio per arricchire il mio bagaglio personale, per ampliare orizzonti che leggendo sempre e solo un genere rischiano di rimanere intrappolati fra pareti sempre più strette e danneggiare anche la qualità della scrittura. Prediligo la narrativa straniera, anche se ultimamente sto riscoprendo molto quella italiana, e apprezzo molto gialli, thriller, i grandi classici della letteratura mondiale. Mi piace quasi tutto, lo confesso!

 

Quando scrivi un libro usi sempre lo stesso metodo o segui l’istinto?

Ci sono delle regole che non tradisco mai, nella composizione di un romanzo: parto con l’idea inziale, appena un abbozzo, che perfeziono minuziosamente al pc, prima di tuffarmi nella storia, tra pagine e pagine da scrivere.

 

Qual è la tua citazione preferita?

“Tutte le famiglie felici sono simili le une alle altre; ogni famiglia infelice è infelice a modo suo” tratta da Anna Karenina di L.N. Tolsoj

 

La tua ricetta preferita invece? 

Devo ancora scoprirla!

 

Grazie per aver accolto Elettra e la sua storia, e grazie infinite per la bella intervista…un saluto a tutti i lettori!

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