I riceracconti di Marilù

Come David Bowie caduto dalle stelle o da un altro pianeta , persa nella campagna padovana, sono a caccia di un contadino che venda asparagi , dentro un’auto con due stazioni radio che prendono e se son due una è di sicuro RadioMaria.
Almeno l’altra è buona , prima Bowie poi una vecchia dei Ramones, infine il grande Strummer;  caspita ma son tutti defunti i miei preferiti! Cosa può significare?
Meglio continuare a cercar asparagi.
Non so perché mi sia intestardita in questa ricerca, la campagna di questi tempi dovrebbe esser piena di cartelli sui cancelli “asparagi di giornata”…al supermercato costano 10€ al kilo e un minimo di freschezza converrete che l’hanno persa, poi rischi sempre che vengano dalla Spagna. Non che siano per forza peggiori, ma già che siam qui, tra quelli di Bassano e quelli di Pernumia , con quello che se la tirano , preferiamo acquistarli dal contadino, che peraltro continuiamo a non trovare.
Resto comunque  qui , alla guida del catorcio che la mia azienda mi ha fornito in queste strade della bassa costeggiando un fossato pieno d’acqua ben tenuto, a destra e sinistra il grano ancora verde e sull’asfalto di tanto in tanto una nutria spiaccicata.

Strana la sorte di questi animali , importati chissà da dove per farne pellicce e poi liberati perché non + utili allo scopo. Hanno invaso le campagne, perforato argini e eliminato altre razze autoctone per poi finire così miseramente , senza un minimo di poesia.
Non fatevi strane idee, in quest’epoca di nuovi Savonarola, non sto usando l’auto per diletto, sto lavorando , semplicemente se trovassi questo benedetto contadino lungo il percorso…macchè , niente da fare. 
Ma continuo. Imperterrita.  Quasi stoica come la Filippa che presenta gli ospiti nella trasmissione di Fazio nel w.e.
Cosa presenti non si è capito, a quale funzione o scopo sottenda ( senza doppi sensi) nemmeno. Povera Filippa, che in verità di povero non dimostra nulla, ogni serata si ostina a tentare il lancio di un ospite ma Fazio la blocca, riprende, suggerisce diverse presentazioni e poi alla fine gli brucia tutto. Già che sta seduta in mezzo al pubblico, poi non riesce ad inanellare più di due parole in fila…ma che ci sta a fare? Forse ho capito. Scende sul palco solo alla fine , per dimostrare quanto è bassa la Litizzetto. A quello serve . Al paragone.
Senza il paragone non sapremmo che quello di Bassano è il principe degli asparagi ma non del radicchio dove si fa preferire quello , tardivo, trevigiano.
A proposito di radicchio mi ricordo di quando lavoravo in fondo in fondo nel Delta del Po, proprio in fondo  e s’andava a pranzo nella trattoria più vicina. Li trovavamo un improvvisato chef ed in sala suo figlio che non si capacitava come potessimo perseverare nel tornare quotidianamente  a pranzo da loro invece della più moderna pizzeria di fronte. Mai una volta che si complimentasse con i propri piatti : “ scusa Giuseppe, il risotto com’è? Scadente! Si vabbè ma intendevo con cosa è fatto? Radicchio! Di Treviso? Treviso? questo non ha mai visto manco Ciòza ( Chioggia)!” Ecco un esempio di marketing controcorrente. Mica come Fazio, principe della piaggeria nazional-musical-political-poppolare. Mai uno sbotto, mai un “non sono , timidamente, d’accordo”. Sempre una meraviglia , un libro da Nobel od una canzone da sirene d’Ulisse.
“scusi maestro, cos’ha diretto di recente? Lo spot pubblicitario di Kambusa One L’amaricante? Le hanno già dato l’Oscar? Solo uno? Ne meritava almeno due!”
Stai attento Oscar, finiamo nel fosso. Oscar è il mio driver e collega,  oggi guida lui. Oscar, te lo ricordi il Kambusa amaricante? Mi sa che lo fanno ancora, si quello dei mari del sud con tanto di Nostromo ed àncora. Un digestivo? Mah!
Cerco con lo sguardo ed ancora non trovo cartelli con asparagi ed il mio driver  si è immesso nel frattempo sulla statale , allora è un salame! Non lo troveremo mai in statale.
A proposito , siamo anche in zona di salami che tra maggio e giugno raggiungono l’apice del profumo e della stagionatura e allora altro challenge : salame veneto con o senza aglio ? qui la gara è durissima , come chiederti se preferisci la  ventricina o l’ nduja?
Ma con gli asparagi possiamo andare solo di uova e non di salame. Formaggi? Uova asparagi e asiago? E basta? Mio padre ci metteva una fetta di salame diametro 15cm, spessa 1mm, rigorosamente casalingo. A casa mia usava l’aglio , nel conciare la carne, un odore d’aglio, pepe nero in grani  ed il vino bianco . Vorrei proprio dire che era un Pinot del nostro vigneto che Esterino ( detto Baby) ci vinificava in bianco senza troppo successo. Potrei sbagliare, mi sa che nel Ferrarese con l’aglio costumi usarsi il vino Nero. Dovrei sentire Andrea che fa il commercialista ma sulle teoria salumiera millanta crediti importanti.
Quindi c’è un salame con l’aglio Veneto ed uno Ferrarese, stesse dimensioni e ingredienti ma profondamente diversi nella macinatura più o meno grossa, nella percentuale di lardo ed anche nella scelta e legatura del budello.
Ma dove vogliamo andare noi italiani? Vogliamo girare il mondo e ci chiediamo fra Ferrara e Rovigo sulle due rive dello stesso fiume quale sia, non tanto il salame, bensì il semplice aglio migliore.
Tra il Brenta, il Piave ed il Po e forse anche + in giù sino al Reno ogni kilometro cambia il gusto ed il modo. Un solo limite: maiali, verdure, vitelli, frutta, tante mucche , molto latte ma solo stracchini  casatelle crescenze e squacqueroni?
Possibile? Possibile che tra il basso trevigiano, Venezia , Padova,  Rovigo e Ferrara, sino alla collina bolognese, praticamente tutto il terminale della nostra pianura maggiore non esprima null’altro che formaggio molle fresco e grana padano? Ci saranno sicuro molte eccellenze.
Torniamo in viaggio, la ricerca dell’asparago perduto ormai è andata. Ho trovato persino un outlet di cesti natalizie uova di pasqua ma asparagi zero.
Da domani allora cercheremo formaggi. Se vuoi segnalarmene uno…
 
Insalata di Asparagi Bianchi e Verdi
 
Guardiamo a quella parte di  primavera che vira verso l’estate con un’insalata semplice, fredda e completa dai bei colori vivaci.
 
Cosa serve:

 

  • Asparagi bianchi e verdi, mezzo kilo; pomodorini datterini rossi e gialli ( anche solo rossi) 500g;  gamberi di almeno 4cm  solo di coda, mezzo kilo ( minimo minimo  4 per piatto ed un po’ di scorta); un avocado ogni 3 persone; un porro, basilico, prezzemolo , limone e lime.
  • Un treccia di mozzarella freschissima
  • Ghiaccio, olio extra pepe sale aglio e peperoncino

 

Preparazione:

 

  • Scottare gli asparagi ,già tagliati a pezzetti,   nell’acqua salata per pochi minuti. Scolarli e passarli nell’acqua gelata per fissarne il colore. Prima di buttare l’acqua dai un bollore al porro e poi passalo anch’esso nel ghiaccio. Che resti consistente per farne delle rondelle.
  • Mettere a bollire dell’acqua aromatizzata con gambi ( solo gambi) di prezzemolo ,fette di limone e uno spicchio d’aglio , metti ora nella pentola  le code dei gamberi sgusciate per un minuto.  Scolare e fai  raffreddare.
  • sbuccia l’ avocado, fanne dadini regolari e condiscilo in una terrina con succo di un limone con sale e pepe emulsionati.
  • Sfilaccia a mano la treccia ricavandone delle sfoglie secondo la sua filatura.
  • Taglia i datterini a farne una dadolata fine. Fai ora alcuni , pochi, anelli con il solo bianco del porro ormai freddatosi, passali nel mixer con  le foglie sottratte ai gambi di prezzemolo con olio un pizzico di sale e peperoncino da ottenere un olio aromatizzato più che una salsa verde, mi raccomando.

 

  Ora terminiamo:
se vogliamo impiattare già allora riuniamo creando un tortino, con l’aiuto di un coppapasta :  una base di avocado, uno strato sopra di pomodori, quindi le foglie morbide e non premute della mozzarella , poi sopra gli asparagi ed infine  le code dei gamberi. Per terminare , sopra il tutto, una colatura dell’olio-prezzemolo-porro e peperoncino.
Diversamente crea una tua composizione in una terrina di servizio.
 
Vino bianco ghiacciato, scegliamo per solidarietà un Lugana delle colline veronesi minacciate dal progresso, dal treno ad alta velocità che minaccia di transitare sopra questi vigneti.
Lugana I frati di Cà dei Frati, 10 euro al massimo.
 
        Sempre Vostra,
 
        Marilù

 

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