Oggi parliamo con… Lorenza Bernardi

Intervista a cura di Stefania Ghelfi Tani

 

Lorenza è una vecchia conoscenza, siamo concittadine e qualche vita fa abbiamo trascorso insieme una bella vacanza in Corsica. Poi lei ha inseguito i suoi sogni e l’amore….mentre io sono rimasta nella piccola cittadina nebbiosa.

 

Buongiorno Lori, grazie per averci concesso un po’ del tuo tempo! Hai voglia di raccontare ai nostri lettori chi sei? Come “incastri” la tua vita? Quando è nato il tuo amore per la scrittura?

 Ciao Stefi! Allora, da cosa inizio? Sono una donna un po’ tormentata che ha fatto della sfida (in ogni campo) la sua ragione di vita. Per questo ho fatto sempre scelte azzardate e scomode, che mi hanno portato ogni volta a mettermi alla prova. Ma il mio amore per la scrittura, quello, l’ho avuto da sempre, è stata una costante della mia vita. Da quando ho imparato a scrivere i primi pensierini alle elementari ho iniziato a fare libriccini scritti, disegnati e confezionati (con ago e filo) da me.

 

 So che oltre alla scrittura hai un’altra grande passione, lo sport! Karate e Triathlon quanto sono fondamentali per te? Preferisci nuoto, corsa o bici?

 Da qualche anno si è aggiunto anche il trail running, ovvero le corse in montagna: mi hanno folgorato! Lo sport ha sempre fatto parte della mia vita semplicemente per il fatto che io sono composta da queste due componenti che sembrano così opposte in realtà complementari: una più riflessiva e introspettiva e una più pratica. L’una alimenta l’altra.

 

Altri interessi, hobbies?

Be’, principalmente leggere. Leggo davvero di tutto. Adoro il cinema: sono una di quelle persone che rimangono in sala fino al termine dei titoli di coda per vedere il nome dell’aiuto macchinista alla regia.


Come è stato lavorare alla sceneggiatura per la TV? Geronimo Stilton è stato un personaggio che ti ha fatto compagnia per molti anni? Ti manca?

 Scrivere sceneggiature è molto diverso che scrivere per i libri, perché lavori con un team di persone (story editor, altri sceneggiatori, disegnatori, regista…), mentre quando mi metto il cappello di autrice sono da sola. Geronimo fa ancora parte saltuariamente della mia vita, quindi no, non mi manca.

 

Una famiglia, due figli, il gatto, lo sport, la scrittura…come riesci a conciliare tutto quanto?

A volte me lo chiedo anch’io… Credo che la forza della passione mi aiuti a sentire meno la fatica. Forse, se avessi più tempo libero, troverei comunque il modo di incasinarmi lo stesso la vita.

 

Da Ferrara a Milano…come è cambiata la tua vita? Il rapporto col territorio?

Il mio approdo a Milano è stato abbastanza traumatico, soprattutto per la guida su strade così caotiche. Poi, pian piano, mi sono abituata, anche se comunque il fastidio per l’inquinamento acustico è sempre rimasto, tant’è che ormai sono quindici anni che mi sono trasferita un po’ fuori. Il mio animo provinciale rimane e ne sono orgogliosa. Le mie giornate sono sempre suddivise in due parti: al mattino scrivo, al pomeriggio alleno una trentina di triathleti dai 6 ai 17 anni. Più la squadra di adulti…

 

Dove scrivi? Hai o avresti un posto preferito dove trovare ispirazione?

Con la vita che faccio mi sono abituata a scrivere un po’ dappertutto, ma è una qualità che ho imparato fin da quando ero ragazzina dove, per poter studiare e allenarmi, riuscivo a concentrarmi in qualsiasi posto e preparare le interrogazioni. Però se dovessi eleggere ‘Il Posto’ per antonomasia direi che una località in montagna sarebbe il massimo per me.

 

Come nascono le tue storie, quanto rubi alla fantasia e quanto c’è di autobiografico?

Le mie storie possono nascere da fatti di vita vissuta (almeno l’input) oppure da qualcosa che vedo, o che sento, o da una notizia che leggo. Poi, inevitabilmente, la mente prende il volo e la storia prende una forma sua. A me non rimane altro che… raccontarla.

 

Come nasce la scelta di libri per ragazzi, bambini e adolescenti?

 È stata una scelta che è venuta da sé. Adoro scrivere per ragazzi, mi è sempre piaciuto il connubio testo/immagine. Forse è anche per questo che amo anche il lavoro di sceneggiatore. Ma soprattutto mi piace ciò che viene dopo la pubblicazione di un libro, ovvero gli incontri con i ragazzi nelle scuole: avere la possibilità di parlare con loro, trasmettere un po’ della mia passione e aiutarli a trovare le proprie.

 

Pensi scriverai mai un romanzo per adulti?

Non lo so. Dipende tutto dalle storie che arrivano a bussare alla mia porta. In generale però sono abbastanza refrattaria alle nette divisioni romanzi per adulti/per ragazzi, perché spesso sconfinano l’uno sull’altro. Harry Potter, per esempio, nasce come letteratura per ragazzi: in realtà è stato letto da tantissimi adulti. E so per certo che tanti miei romanzi sono stati presi da lettori che erano ben più che adolescenti.


Vorrei che fossi tu”, Non interrompere”, “Come il vento tra i capelli”, “In punta di dita”, “Un sogno che si avvera”, Che pasticcio, Clementina!”, Cattive”, ho dimenticato qualcosa? Dacci tre buoni motivi per leggerli

 Oh mamma, sono tutti talmente diversi… In generale credo che una caratteristica che li accomuni tutti sia l’ironia. Poi il ritmo. Infine l’onestà.

 

Stili solitamente una scaletta o ti fai condurre dalla narrazione?

 All’inizio redigo sempre una scaletta, ma spesso poi la infrango. Diciamo che mi serve per ‘attaccare’ a scrivere, per darmi una direzione. Poi, però, ben venga l’improvvisazione.


Ami avere  musica di sottofondo mentre scrivi? E se sì quale genere ami?

 Dipende che cosa sto scrivendo. Quando ero concentrata su ‘Come il vento tra i capelli’, ad esempio, ambientato negli anni ’40, non facevo altro che ascoltare la musica di Glenn Miller.


Del rapporto con il tuo Editore cosa puoi dirci?

 Ho più Editori, in realtà. Sono rapporti sempre molto belli, di grande rispetto. Forse anche perché per molti anni io stessa sono stata dall’altra parte della scrivania, quando ero direttore editoriale. Di solito mi fido sempre molto dell’opinione dell’editor che legge una mia storia. Parto con l’idea che ha sempre ragione, perché ha uno sguardo molto più obiettivo del mio.

 

Come lettrice quali libri acquisti, cosa ami leggere? E se devi regalare un libro come lo scegli?

 Acquisto ogni tipo di libro, a volte perché ne ho letto le recensioni, altre volte perché sono scelte di pancia, magari perché mi piace la copertina. Altre volte semplicemente perché è il nuovo titolo di un autore che già amo quindi mi piglia questa spinta compulsiva a leggere tutto ciò che scrive. Di solito regalo sempre i libri che già ho letto e amato. Il bello di regalare libri che ami è che speri che chi li riceve trovi e apprezzi le stesse cose che hai adorato tu.

 

Uno o più autori che ami particolarmente e perché?

 Peter Cameron per la scrittura asciutta e struggente al tempo stesso; Anne Fine, per la penna arguta e geniale; Jonathan Coe per le storie dall’intreccio pazzesco e per i personaggi che ti rimangono appiccicati addosso. E poi ancora Hemingway, Marquez, Moehringer, Dorothy Parker, Anne Tyler…

 

Prossimi progetti letterari in divenire?

 Sto finendo di correggere le bozze del mio nuovo romanzo che dovrebbe uscire in autunno. Stay tuned! J

 

Ti senti una persona realizzata?

 Wow, che domanda… Beh, sì e no. Sì, perché credo di aver già raggiunto parecchi traguardi che mi ero prefissata; no perché ogni volta che raggiungo qualcosa, già penso alla sfida successiva. Te l’ho detto all’inizio: sono una persona tormentata.

 

Qualche sogno nel cassetto?

 Mi piacerebbe far capire alle nuove generazioni l’importanza di avere passioni, coltivarle con pazienza e dedizione. E mi piacerebbe anche trasmettere loro l’amore per la natura e per il mondo in cui abitiamo: a mio avviso stiamo perdendo il contatto con tutto ciò che ci circonda. Ed è un male.

 

Un consiglio a chi ha il suo romanzo ancora chiuso nel cassetto?

 Leggere, leggere tanto. E poi scrivere tutti i giorni, allenarsi. Perseverare. Rileggere e riscrivere. Poi buttare via, e riscrivere di nuovo. Migliorarsi sempre.

 

Se ti dico le parole: OSARE e LIMITI…cosa ti viene in mente?

 Mi viene in mente me.

 

Grazie per la bella chiacchierata Lori. Ora, come tradizione di Giallo e Cucina ti chiediamo di salutarci con una citazione ed una ricetta di cucina che ami!

 

La citazione è una frase che ho notato in una puntata di una serie tv che amo, e che recita ‘I mari calmi non fanno bravi marinai’:  racchiude una profonda verità.

Infine la mia ricetta preferita, nonché cavallo di battaglia, sono gli gnocchi alla romana.

 

E da parte mia un bacio grande a una vecchia amica che chiamavo – e qui te lo svelo – SECTOR NO LIMITS!!!

 Noooo! Mi fai piombare a pie’ pari nel passato!

Grazie Stefi, ti abbraccio fortissimo. Anzi, Stopeflania: ricordi? Io ti chiamavo così…

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