Oggi parliamo con… Antonio Mesisca

CI INVITA A PRANZO ANTONIO MESISCA, IN LIBRERIA COL ROMANZO “NERO DOSTOEVSKIJ” (SCRITTURA E SCRITTURE). INTERVISTA A CURA DI A.NOSEDA

 

CINQUE COSE DI TE. A PARTIRE DA PERCHE’ LEGGI E SCRIVI

-Leggo perché adoro le storie e provo grandissima stima e devozione verso chi è capace di raccontarle. E fartele amare. Ancora di più ammiro chi riesce nella narrazione a lasciare il giusto spazio all’immaginazione, chi è onesto con lettore e lo rispetta. Chi è genuino

-Scrivo essenzialmente per lo stesso motivo. Il primo racconto l’ho buttato giù di getto al ritorno da un viaggio a Dublino. Era una storia che avrei voluto vivere ma mi sono accontentato di raccontare. Inizialmente pensavo che scrivere fosse prima di tutto quello, narrare ciò che avresti voluto essere per goderne allo stesso modo. Un’ingenuità.

-Leggo grazie al mio migliore amico che in quarta superiore mi ha prestato “Pulp” di Bukowski. Che ha letteralmente abbattuto a calci una barriera e aperto la strada

-Scrivo perché vorrei restituire al lettore la stessa sensazione che provo io a tre quarti di un libro che mi appassiona.

-Come lavoro vero vendo bulloni (e spero di continuare a venderli a lungo) e mi sembra bello aver trovato un hobby che con il mio mestiere non ha decisamente nulla a che vedere. Il picco della felicità lo raggiungo solitamente quando un collega mi chiede “scrivila tu questa mail che sei poeta….”

QUATTRO AUTORI CHE SONO PER TE UN PUNTO DI RIFERIMENTO

-Per uno scrittore italiano di noir credo che Massimo Carlotto sia imprescindibile, uno dei migliori in Italia.

-Adoro i pochi libri scritti da Guillero Arriaga e pubblicati per Fazi, i più lo conoscono come sceneggiatore di “Babel”, “21 grammi” “Amores y Perros”. Un’opera che consiglio vivamente è “Un dolce odore di morte”

-Per quanto riguarda il saper scegliere le storie da narrare credo che Pino Cacucci sia imbattibile.

-Infine adoro la comicità macabra, la commedia nera. Josh Bazell è uno di quegli autori che più mi ispira

 

TRE BUONI MOTIVI PER COMPRARE E LEGGERE “NERO DOSTOEVSKIJ”

-Perché lo pubblica una casa editrice veramente meritevole e molto determinata.

-Perché è un libro che vuole divertire senza prendersi troppo sul serio, che gioca con gli stereotipi e li tratta con cinica ironia

-Perché è dissacrante e il buon Fedor, se fosse ancora tra noi, lo consiglierebbe di sicuro. Purtroppo non è più dei nostri, mi piace pensare si nasconda in qualche paradiso tropicale insieme a Marilyn Monroe e Jim Morrison.

 

DUE COSE CHE I TUOI LETTORI NON SANNO E NON DOVRANNO MAI SAPERE

Una culinaria e una letteraria

-Una volta da ragazzino goloso quale ero ho provato a fare la crema pasticcera ma anziché 100 grammi di farina ne ho messi 1000. Un chilo. Ne son venute fuori delle polpette durissime che ho dato al cane della vicina

-Quando sono ispirato scrivo anche mentre faccio la cacca con il portatile sulle gambe.

 

UN BUON CONSIGLIO A CHI HA IL PROPRIO RACCONTO NEL CASSETTO?

Non gettatelo al vento spedendolo a chiunque e maledicendo le case editrici che privilegiano soltanto i grandi autori a dispetto dei piccoli ma meritevoli esordienti. No. Partecipate ai concorsi, leggete bene i cataloghi delle case editrici a cui vi rivolgete. Siate mirati. Meglio ancora trovatevi un’agenzia onesta, se credete in quello che avete fatto.

 

GRAZIE PER LA CHIACCHIERATA E PER L’OTTIMA CUCINA. COME CONSUETUDINE DI GIALLO E CUCINA TI CHIEDIAMO UNA RICETTA E UNA CITAZIONE CHE AMI!

La ricetta è facilissima: crepe con mele e cipolla.

Per l’impasto delle crepe 100 grammi di farina, 2 dl di latte, sale e un uomo. Amalgamate piano e lasciate riposare per mezz’ora.

Per il ripieno: tagliate finemente le cipolle e fatele rosolare nel burro, pepe e sale e un po’ di vino rosso. Fate cuocere per mezz’ora. Nel frattempo potete leggere uno a caso dei racconti di Etgar Keret contenuti in “Abram Kadabram”. Quando diventa cremosa aggiungete la mela grattata. Riempite le crepe e mettete in forno con besciamella e tanto parmigiano.

Per la citazione non posso che scomodare Dostoevskij

“La verità autentica è sempre inverosimile. Per renderla più credibile bisogna mescolarvi un po’ di menzogna”

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