I riceracconti di Marilù

Ma secondo voi si può mangiare una cosa sexy?

Oggi la rubrica è dedicata tutta al femminile. Amanti dello scalogno…sciò!

Può essere sexy una pietanza , un alimento o solamente un piatto e come e da chi questo vi viene presentato?

Vivande…la vita è già dentro l’origine della parola.

Oppure no, non vita ma altro. Ancestrali sono i riferimenti quasi cannibali al cibarsi del sangue del proprio sangue.  Nella comunione cristiana e nell’inferno dantesco del conte Ugolino. Sublime la vicenda di Crono che divora i propri figli , se poi avete visto la tela di Goya che lo rappresenta, beh…, Tarantino fa film per bambini.

Però in queste immagini ci sono dei punti in comune: il rosso del sangue ed il caldo dell’inferno. Quindi …peperoncino?? Fragole?

Alcuni ingredienti li consideriamo afrodisiaci , erotizzanti discendenti di afrodite. Ad esempio le ostriche crude, ma per D’annunzio afro erano invece le visciole. Ed il vate se ne intendeva.

Dal piatto alla cucina, può esserlo una cultura culinaria? E se si cosa preferite? L’eleganza francese , l’internazionale britannica,  rigore giapponese, la tradizione italiana o la rustica spagnola.

Proviamo a sondare:

facilissimo il primo. Zen – sushi- Toshiro Mifune – zenzero- tutto molto bello ma scontato. La Katana di Kill Bill? Già meglio

Britannici, James Bond beve! Anche quando mangia soprattutto beve. Sappiamo tutto quello che beve e di masticabile ci ricordiamo dell’oliva del Martini. Beve, beve e beve, poi però pare performante. Ma gli inglesi alla fine cosa ci consegnano? Le fragole a Wimbledon, vi sembrano un sogno d’amore? Patate con il burro e birra calda al pub per vedere una partita a freccette? No.  007 Daniel Craig ,quello nuovo, o Connery, la tradizione?

I francesi , escargot e ostriche come detto, con una spruzzata di limone, successo assicurato. Mica pizza e fichi. Serve però lo Champagne, non ti azzardare con il prosecco. Ma da lì negli ultimi 200 anni non si sono più mossi.  Chi associamo ? Vincent Cassel o Belmondo? Trintignant direi di no, viene sciapo.

Tralasciando volutamente i Wurstel tedeschi che con i crauti ci darebbero quello strano effetto ascensore che quaglia poco con il dopo cena, verrei dritto a noi italiani. Che abbiamo? Dico oltre al peperoncino? Ma senza dubbio il tartufo! Anche solo pensando a quanto costa, ti fai 2+2 e capisci la portata economica del tuo ospite, e non è poco per alzare la libido.  Sono troppo cinica e disillusa se dico che un portafoglio a fisarmonica non disattende quasi mai le aspettative? Hai ragione, sbaglio, anch’io ho preferito quello che è diventato mio marito che viaggiava sulla Mini90 ( ricordate che brutta?) al figlio del dentista che invece aveva la Ferrari 348 rossa. MA  ERO GIOVANE!!! E un errore si può sempre fare, oggi non lo rifarei più. Dai che si scherza ( ?vero?).  Chi abbiniamo? Gassman padre o figlio? Giannini o Germano? Mastroianni o Bentivoglio? Chi?? GRK? Garko ???? esci subito dalla mia rubrica!

Ma chi vince questa gara generatasi  da sola dal confronto è la Spagna. Olè !  Pecoreccia come il torbido dei suoi registi famosi, come le trippe stufate con le altre interiora, come le palle del toro,  come le inchieste di Pedra Delicado e Pepe che brucia i libri e va in cucina a farsi da mangiare. Immagino tutte voi abbiate letto le “ricette immorali di Pepe Carvalho” e immagino non abbiate mai avuto il coraggio di replicarle. Non era per incapacità, amiche mie,  ma per pudore e turbamento, lo stesso che vi procura Banderas che parla con la gallina o massaggia il paninetto dando quei leggeri, piccoli pizzicotti… Ma l’apice lo raggiunge Bardem. D’altra parte uno che s’è preso Penelope Cruz… che dite ? non trovate ? …secondo me ci somiglio ( a Penelope,   che pensavi?)

E adesso come terminiamo? Spero abbiate qualcosa da suggerire, son qui. Nel frattempo proviamo un piatto sintonizzato al tenore odierno della rubrica che pur essendo tradizionalissimo  è in una ricetta non originale ma rivisitata dal cuoco più famoso di Spagna.

D’altra parte dovevamo terminare con la Spagna e con chi se non Ferran Adrià, anche il nome del suo locale storico depone in tal senso…El Bulli.

Io ovviamente non ci sono mai stata ma vi racconto un aneddoto. Qualche anno fa con la mia family sono stata a Pasqua a Barcellona , un w.e. inzuppati nella pioggia battente ed un venerdì sera passato nelle viuzze a cercare il bar delle tapas di Ferran e suo fratello. Quando lo abbiamo trovato…chiuso! Venerdì Santo! Non si mangia! Gli spagnoli…corrida e processione, sangue e arena…se poi lo vuoi sapere la serata è terminata al Camp Nou a vedere la partita del Barca…sempre colpa degli uomini…ovviamente sempre sotto la pioggia.

La ricetta è riportata da un libro di Adrià sui pranzi  domenicali.

Se avete suggerimenti sugli argomenti trattati attendo vostre….

GAZPACHO

Cosa serve per 6 persone:

  • 3 spicchi d’aglio, 2 cipolle, un cetriolo grande ( sic) un peperone rosso grande, un kilo di pomodori maturi
  • Pane casereccio tolta la crosta, almeno 30/40 di mollica ed altro pane di tuo gusto per fare i crostini
  • Acqua, ghiaccio, olio EVO, aceto ( di sherry), un cucchiaio di maionese ( davvero) , sale pepe

 

Preparazione:

  • Taglio lo spicchio d’aglio a metà per il lungo, del caso elimino l’anima verde, e lo metto in casseruola con acqua calda sino a portarlo ad ebollizione . preso lo scotto lo tolgo e metto nel ghiaccio. Poi, sorpresa, ripeto i passaggi: caldo e freddo.
  • Faccio a pezzetti grossolano la cipolla, allo stesso modo faccio a pezzetti il cetriolo ( dopo averlo pelato), il peperone ( tolti i semi ed i filamenti interni) ed i pomodori. Faccio a tocchetti anche il pane senza crosta.
  • Adesso tutto nel mixer : aglio, pane pomodoro , peperone, cetriolo, cipolla. Allungo con dell’acqua per trovare la consistenza semiliquida, da zuppa per intenderci.
  • Passi in un colino fine, aggiusta di sale e pepe, condisci con olio e aceto secondo il tuo equilibrio. Qui Adrià aggiunge un cucchiaio o due di maionese per conferire cremosità.
  • Passa la ciotola due ore in frigo
  • Prepara poco prima di consumarla dei crostini di pane da inzuppare nel piatto. Che siano cubetti o a fette , sottili o più grosse poco importa. La coreografia la scegli tu, l’importante è che il crostino sia croccante, io li salto su antiaderente con burro, fai come vuoi.

 

Cosa beviamo :

Torniamo , anche solo per adeguatezza, ad una bollicina che ci serve per “aiutare” la cipolla cruda , il peperone e pure l’aglio sebben trattato.

Va di moda il rosè , se la serata deve essere quella buona non puoi non avere la magnum. Allora ti consiglio l’ Aster Rosè , bollicina extra dry di Ciccio Zaccagnini da uve Montepulciano ( ecco che ritorna il Montepulciano e la dorsale medio adriatica, che sia la nuova frontiera?).

È sufficientemente diffuso, in enoteca in magnum anche a 20€, da zero,75 calcola 12/14€

 

Sempre Vostra,  Marilù.

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