I riceracconti di Marilù

Care amiche, cari amici,

il nostro piccolo mondo è scosso.

Per milioni d’anni sono stati gli eventi naturali a procurare timore e tensioni, poi, grazie alla nostra supremazia maturata sulla natura ed alla nostra naturale litigiosità , ci siamo via via evoluti sostituendoci egregiamente alla natura con violenza e cinismo.

E siccome la storia non ci basta né ci insegna, continuiamo ogni volta a meravigliarci e sorprenderci, ma mai positivamente.

Negli ultimi periodi abbiamo riscoperto la contrapposizione fra mondi, culture e sensibilità religiose. Tra il mondo ricco e progressista (l’occidente per intenderci) e quello retrogrado e povero, tra le religioni ormai secolarizzate e quelle legate ai principi originari che definiamo integraliste con cenno di disprezzo, tra chi mette i reticolati e chi attraversa il mare nella speranza di sopravvivere.

La chiamiamo differenza di mondi o culture, ammettendo implicitamente che nella differenza esista un meglio ed un peggio.

Poi magari in Europa qualcuno dimentica che la peggiore di tutte le religioni e la più sanguinaria è nata nel suo seno meno di un secolo fa, si rifaceva nei simboli a retaggi ariani mediorientali ed ha tentato di sterminare l’ebraismo quasi riuscendovi .

Questa parentesi , che magari riterrete inadeguata, per riallacciarmi al periodo di tensione e terrore che respiriamo ogni qualvolta i giornali ci avvertono di atti di eversione e terrorismo, atti che percepiamo più gravi tanto più vicini si manifestano e per vicini intendo vicini al nostro tipo di vita. Parigi probabilmente non è più vicina di Bengasi ma tocca la nostra stessa essenza di occidentali e non ci filiamo più nemmeno gli sbarchi di profughi o disgraziati che automaticamente divengono potenziali nostri nemici.

C’è qualcosa che ci avvita e stringe questa contrapposizione, giorno dopo giorno e da qui uscirne sembra un punto sempre più distante.

C’è una bimba, io la ricordo come tale, che è ormai una donna e vive a Istanbul. Io però la ricordo da bimba quando lei, nipotina piccina della Marghe, usciva in qualche occasione con noi ed io mi divertivo a raccontarle delle storie che stavano a metà tra il “Paradiso degli orchi” ed uno splatter dell’orrore. Già allora dimostrava tenacia nel non mollare l’ascolto e coraggio ( anche se poi magari la notte non dormiva).

Adesso scrive per riviste tipicamente non patinate, è brava, spero che rifiuti le ideologie e racconta storie da posti che ci sono vicini e allo stesso tempo lontani. E ci ha raccontato come si vive con angoscia in quei luoghi.

Vi metto il link.

Noi però abbiamo qui l’impegno categorico di parlare anche di vita e cucina, sennò come la giustifichiamo la rubrica?

Allora dedichiamo un piatto a questa bimba che si chiama Sofia e che ancora per poco vive a Istanbul in attesa di emigrare negli Stati Uniti per un lavoro. E già che ci siamo lo dedichiamo pure a questa città che l’occidente ha conosciuto prima come Costantinopoli e poi come Bisanzio prima di dimenticarla e quindi riscoprirla .

Se non ci siete mai stati, andate. E’ una città meravigliosamente turistica e vera , piena di gente sorridente e tranquilla, forse spaventata dal suo regime. Si respirano gli odori tipici dell’oriente e dell’occidente; le spezie , il melograno e lo zenzero che sposano tutti i prodotti tipici del mediterraneo.

Ispiriamoci.

 

Segui Sofia su: http://www.unimondo.org/Notizie/Turchia-i-mille-volti-di-un-terrorista-154007

 

Millefoglie di melanzana.

 

Quanto tempo ? Facciamo un’ora prendendola comoda? È facilissima.

 

Cosa serve per 6 persone?

  • Melanzane nere ( quelle ovali grandi, ci serviranno le rondelle, al limite quelle tonde ma non quelle lunghe), dipende dalle dimensioni ma almeno 4
  • Menta fresca in foglie, pistacchi circa 50g per persona, basilico, un limone, sale, pepe bianco
  • Stracciatella ( il ripieno della burrata) due confezioni pari a tre burrate normali, non le mini;   pecorino stagionato che si possa grattugiare
  • Olio da frittura ed E.V.O. Carta assorbente

 

Preparazione

  • Tagliamo le melanzane a rondelle molto sottili, ne devono uscire almeno 5 fettine omogenee per commensale , quindi scarteremo la testa e la coda che terremo per farci il sugo con ricotta e pomodori l’indomani… lasciamole riposare salate.
  • Facciamo bollire dell’acqua e diamo uno scotto veloce ai pistacchi sgusciati, il tempo che si ammorbidiscano, un paio di minuti. Scolali e velocemente passali nella mani per togliere la pellicina e ricavarne quindi il frutto verde.
  • Passali adesso nel mixer aggiungendo via via nell’ordine un po’ d’olio buono, il pecorino grattugiato, 6 o più foglie basilico, una generosa grattata di scorza di limone, sale , pepe e l’acqua di cottura dei pistacchi nella misura del livello di consistenza che vuoi ottenere. A noi serve alla fine una crema, non un brodo.
  • Adesso friggiamo le melanzane e le portiamo belle croccanti, le scoliamo facendole asciugare dall’olio sulla carta.

 

Impiattiamo :

  • Stendiamo sul piatto un velo di salsa di pistacchi e al centro costruiamo una torre di strati di melanzana / stracciatella / una foglia di menta. In cima , se hai comprato la burrata con l’involucro ci fai il coperchio e una foglia di menta.
  • Se volessimo spingere un po’ l’acceleratore e portarci verso sapori di quei territori dovremmo sostituire: la dolce stracciatella con della panna acida magari di capra; la menta la fai essiccare in forno per qualche minuto e poi la friggi; nei pistacchi sostituisci alla scorza di limone una grattugiata di zenzero fresco.

 

Adesso beviamo:

  • Un aromatico per eccellenza è il Gewurztraminer, dall’Alto Adige al Bosforo, sulla statale da Bolzano a Merano , sulla strada del vino troviamo molte cantine. Proviamo quello base di Terlano sui 10€, ma da quei luoghi non sbagli quasi mai, prendi quello che vuoi.

 

Un abbraccio dalla Vostra Marilù.

 

 

 

 

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