Oggi parliamo con… Alessandro Dolce

Incontriamo Alessandro Dolce, ora in libreria col suo “Newton contro Dio”, un libro a metà strada tra il romanzo d’inchiesta e il thriller scientifico. Intervista a cura di A. Noseda.

 

Buongiorno Alessandro e grazie della disponibilità.

Buongiorno a te Alessandro e davvero grazie per questa opportunità di parlare di libri.

 

Raccontati ai lettori! Chi sei e perché scrivi?

È sempre difficile raccontarsi senza annoiare e senza tralasciare ciò che si è davvero…

Potrei dire che non sono uno scrittore o che sono un ingegnere ma in realtà ciò che sono davvero è una persona con una passione, ed è appunto la passione che ti spinge a scrivere e a condividere ciò che pensi, a pubblicare un libro, a fare promozione e interviste, non credo siano i soldi o il successo, queste cose tirano in una certa direzione, sono pull…mentre la passione spinge, la passione è push, la passione non teme ostacoli perché spinge. Ed è proprio la passione che ha spinto un “non” scrittore e un ingegnere come me a scrivere, e quindi a fare qualcosa che non è propriamente il mio mestiere…naturalmente non vi dico qual è la mia passione, la scoprirete leggendo.

Cosa desideri trasmettere coi tuoi romanzi?

Altra domanda difficile, solo domande difficili oggi…a parte gli scherzi penso che questa sia una domanda fondamentale perché si scrive appunto per trasmettere, non per vendere o diventare famosi ma per trasmettere qualcosa. Personalmente so precisamente cosa voglio trasmettere con i miei romanzi ma se lo dicessi forse molti non li leggerebbero…di sicuro ciò che leggerete vi sorprenderà perché la storia è inventata ma le conclusioni sono assolutamente reali, e mi perdonerete ma non posso dire altro senza spoilerare il romanzo. In ogni caso posso dire che ciò che voglio trasmettere è reale, non è semplicemente una buona storia (perché potrebbe non esserlo) o buoni sentimenti (potrebbero non esserci anch’essi), c’è qualcosa in più e auguro sempre ai miei lettori di poter scoprire quel qualcosa in più.

 

Quali sono state le maggiori difficoltà nella stesura del romanzo?

Per quanto mi riguarda la parte più difficile nella stesura non è stata né l’inizio né la fine e nemmeno il corpo della storia, la parte difficile è stata la gestione dei cosiddetti “blocchi dello scrittore” che sono naturalmente inevitabili per chi scrive, ma dalla gestione di questi blocchi dipende l’esito del romanzo. È facile bloccarsi e personalmente quando succedeva decidevo di sedermi comunque alla scrivania e scrivere anche se ciò che scrivevo non era un gran che, perciò poi ero costretto a cancellare e riscrivere tutto, anche più di una volta, ma così facendo qualcosa si sbloccava dentro di me e ritornava la cosiddetta ispirazione, anche se per quanto mi riguarda non credo che esista, penso che esista invece l’impegno, la costanza e la determinazione.

 

Descriviti come lettore. Hai un genere preferito o spazi a seconda del momento, dello stato d’animo?

Sono un lettore piuttosto eclettico, leggo di tutto ma non in funzione dello stato d’animo, se inizio un libro devo finirlo anche se non incontra particolarmente il mio gusto. Mi piacciono naturalmente i thriller e anche delle belle storie d’amore oltre che un tipo di fantascienza che però non sfocia nell’irreale ma rimane nel plausibile, non amo invece particolarmente il giallo in senso stretto e il fantasy molto spinto. Ciò che proprio non riesco a leggere sono le poesie ma non chiedermi perché, probabilmente è un mio limite e so che in qualche modo dovrò superarlo prima o poi…

 

Un autore che ami e un libro che avresti voluto scrivere tu?

Uno solo??? Facciamo così, ti dico solo l’ultimo libro che avrei voluto scrivere visto che è molto attuale dato che sta per uscire il film tratto dal romanzo. Si tratta di “L’uomo di Marte” scritto da Andy Weir.

 

Cosa non ti piace del mondo degli scrittori?

Del mondo degli scrittori niente, del mondo dell’editoria invece qualcosina la cambierei ma non si tratta di limiti delle case editrici, penso sia più un problema di sistema perciò al massimo posso consigliare a chi scrive di stare attenti ai contratti delle case editrici e se necessario anche essere un po’ pazzi autopubblicandosi.

 

Altre passioni oltre ai libri? Grazie del tuo tempo.

Certo, mi piace la musica, quella ascoltata e quella suonata, e poi la matematica e la fisica e gli indovinelli.

 

Lasciaci – come tradizione di Giallo e Cucina – con una citazione e una ricetta! E grazie del tuo tempo.

Be, direi che la citazione non posso che farla dal mio libro perciò vi lasciò dicendo che “Nella vita ci sono battaglie che non puoi non combattere perché non c’è vera vittoria senza vero confronto”.

Per quanto riguarda invece la ricetta potrei fare numerosi danni se mi cimentassi con la cucina dandovi delle dritte culinarie, perciò per il vostro bene cito semplicemente il piatto tipico della mia terra, gli strascinati con i peperoni cruschi…e per chi fosse interessato alla ricetta sappiate che ormai Google docet…

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