Azrael – Pierluigi Porazzi

Trama

Un misterioso assassino è pronto a colpire utilizzando lo stesso modus operandi del Teschio, il serial killer che agiva coperto da una inquietante maschera che gli è valsa il soprannome. Ma il Teschio è stato catturato, e attualmente è rinchiuso in un carcere di massima sicurezza. Allora chi si nasconde dietro la maschera del killer? Chi uccide imitando i macabri rituali del suo predecessore? Qualcuno che sta mettendo in atto una vendetta nei confronti dell’ex agente e profiler Alex Nero? Un complice? Un imitatore? Un seguace? Chi è Azrael?
Questi sono gli inquietanti interrogativi a cui sarà chiamato a rispondere Alex Nero, insieme alla squadra di investigatori con cui ha già collaborato nelle precedenti indagini. In una società annichilita dalla crisi, sconvolta da scontri etnici e avvelenata dalla corruzione, una realtà di macerie, non tanto fisiche quanto morali e umane, il cacciatore diventa preda, nel delirio ossessivo di un uomo che ha concepito un folle piano di vendetta, dando inizio a una caccia all’uomo senza tregua, senza quartiere. Per cercare di risolvere il caso, gli investigatori dovranno utilizzare tutte le loro risorse, scientifiche ma soprattutto umane, in un’indagine che metterà in pericolo tutti loro e condurrà a sacrifici dolorosi.
Con Azrael, sequel del suo fortunato esordio L’ombra del falco, Pierluigi Porazzi ha concepito un thriller cupo, serrato e avvincente, che si legge d’un fiato.

Recensione a cura di Rita Colombo

C’è grande fermento a Nord-Est! Ci sono scrittori come Pasini, Romero, Noseda, Rossi, Santarossa e Porazzi (solo per citare alcuni comprati recentemente) che nulla hanno da invidiare alle lettissime penne del noir scandinavo, che – confesso – mi è un po’ venuto a noia soprattutto per le ripetitive ambientazioni: cieli grigi, freddo, neve e pioggia.
Dell’ultimo autore, Pierluigi Porazzi, ho appena chiuso “Azrael” che porta a tre i romanzi con Alex Nero protagonista assoluto.Che dire: dopo “Neppure il tempo di sognare” e “L’ombra del falco” pensavo la vena si fosse almeno un po’ esaurita.L’ho sfidato e mi sono dovuta ricredere!
Si tratta, infatti, di un romanzo dal ritmo serrato che avviluppa letteralmente il lettore nelle sue nere spire (mi sono “sparata” 358 pag. in un w.e.!)  . 
Pro:
  • Caratterizzazione del protagonista e dei personaggi secondari sempre ineccepibile;
  • Attenta ambientazione in un Friuli dipinto sempre più nero (ma sarà davvero così?);
  • Trama intrigante che invoglia a non mollare la lettura;
  • Scrittura scorrevole e davvero piacevole.
Contro:
  • non ho apprezzato granché le digressioni sul decadimento morale della società, sulla corruzione dilagante, sullo scontro politico e i conflitti interraziali, sulla crisi economica e dei valori. Nei primi due capitoli questi argomenti facevano solo capolino, senza invadere la scena. Meglio.
  • A volte m’è sembrato volutamente splatter e forse non era del tutto necessario.
Chissà se, completata la trilogia, Porazzi riprenderà a raccontarci dell’ex poliziotto o cercherà nuovi protagonisti.
In ogni caso, non vedo l’ora di leggerlo ancora: lo attendo in libreria!    
Dettagli
  • Copertina flessibile: 358 pagine
  • Editore: Marsilio (18 giugno 2015)
  • Collana: Farfalle
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8831721410
  • ISBN-13: 978-8831721417
  • Disponibile anche in formato digitale

 

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