L’ipotetica assenza delle ombre – Massimo Padua.

Trama

Marco, giovane scrittore in piena crisi creativa, riceve in lascito una casa da un uomo misterioso, il vecchio signor Newman. Ben presto questa donazione si rivela uno scrigno di confessioni celate per anni. Tutte le stanze hanno un ritratto appeso alla parete, volti inquietanti che sembrano voler comunicare con il nuovo proprietario. Ma cosa lega la vita di Marco a quella del signor Newman? E perché la casa è stata destinata proprio a lui? Insieme alla bella e malinconica Bea, Marco porterà a galla sconvolgenti verità fino a scoprire l’ultimo, terribile segreto custodito in una stanza non riportata nella planimetria.

Recensione a cura di Federica Belleri

L’autunno bolognese ha diverse tonalità di grigio. Anche l’umore di Marco non è dei migliori; i suoi pensieri sono tutto, tranne che positivi. Nella redazione in cui lavora le scadenze incalzano e ha perso la giusta via per iniziare un nuovo romanzo. Eppure i suoi precedenti godevano di un discreto successo…Nella sua vita c’è il gatto Guitar e la finestra del palazzo di fronte, dalla quale si affaccia Bea, dolce ragazza dagli occhi chiari.
Cosa non va nella sua vita?  Nulla in apparenza. Fino a che una comunicazione importante lo costringe a fare i conti con se stesso e con le proprie paure. Dove si annidano le ombre che possiede? Lo precedono, lo inseguono o sono già parte della sua anima?
Marco deve riconsiderare i sentimenti e allinearli con la logica.  Deve lottare con emozioni forti e parole che non avrebbe mai immaginato di leggere. Proprio lui, che di parole se ne intende…Qualcuno gli sta passando il testimone, in un percorso fatto di segreti e di orrori, di luci e di ombre, di sgardi vacui e allo stesso tempo indagatori. Marco ne subisce il fascino e il coinvolgimento.  Ma di cosa stiamo parlando esattamente?  Di peccati, di omicidi? A voi scoprirlo.
Marco ci porta dentro e fuori dai cambiamenti, dentro e fuori dai muri che rischiano di soffocarlo, dentro e fuori da un destino crudele e inevitabile. Basta chiudere una porta e riaprirla subito dopo. Basta imparare a gestire l’ignoto. Semplice, vero?
La mostruosità di certi individui malati non conosce limiti. Questo ci insegna l’autore, Massimo Padua.  La fragilità e la perversione non hanno freni. Le personalità si intrecciano, fino a confondersi. Lo spazio e il tempo si alterano, fra allucinazioni e realtà.  Nulla è per caso e l’odio inizia a farsi strada con prepotenza. Per quanto tempo possiamo sedare la rabbia? Siamo davvero tutti così limpidi e puri? Qual è la nostra storia e fino a che punto possiamo raccontarla?
Credo che l’autore abbia trovato in “Home” dei Depeche Mode la colonna sonora ideale per questo romanzo. Un libro di circa duecentosessanta pagine scritte in modo chiaro e discorsivo, ricche di colpi di scena e della giusta tensione. Di emozioni ben definite. Non è solo un giallo, ma anche noir e thriller. Pronto a colpirvi allo stomaco e a cancellare come carta da parati le ombre che vi opprimono.
Ottima lettura.

Dettagli

 

  • Copertina flessibile: 256 pagine
  • Editore: Fernandel (17 settembre 2015)
  • Collana: Fernandel
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8898605234
  • ISBN-13: 978-8898605231

 

 

 

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