Oggi parliamo con… Giusy Vergolini (a cura di A. Noseda)

Buongiorno e grazie per l’accoglienza.

Buongiorno e grazie per l’intervista.

Ci racconti di te? Chi sei e perché leggi e scrivi?

Non c’è molto da dire su di me. Sono modesta, gelosa della mia privacy, non amo la falsità e la vanità. Sono una donna seria e schietta; attualmente vivo a Cefalù e lavoro in un’impresa privata. Scrivere per me è importante perché mi piace trasmettere i miei pensieri su carta e regalarli ai lettori, dando loro parte delle mie emozioni. Sarebbe bello fare dello scrivere la mia sola attività lavorativa, ma ci vuole tanta pazienza e tenacia per raggiungere i giusti obiettivi. Il mio romanzo d’esordio ‘La Trappola’ è già stato apprezzato da molti miei lettori e per me è una grande soddisfazione. Scrivere quindi diventa non solo mio diletto personale, ma la possibilità di dare una piacevole lettura ai lettori, ricca di suspense e azione. Per chi ha già letto il mio libro, può capire cosa intendo. Ogni personaggio creato è interpretato nella giusta misura, con pregi e difetti, che solo il lettore può cogliere nel proprio inconscio, sprigionando la fantasia. Prima di cimentarmi a scrivere ero, e lo sono tuttora, una lettrice accanita. Leggo soprattutto thriller, polizieschi, il noir degli scrittori americani. Sono la mia passione.

Come nascono le tue storie? Quanto rubi alla fantasia, quanto ad altri autori e quanto alla realtà?

E’ proprio la fantasia il mio sostegno nella creazione delle storie. La fantasia cammina di pari passo alla realtà. Un personaggio non lo ritengo completo se non ha una sua personalità. Non amo rubare le idee agli altri autori; leggo sì, ma la mia opera deve essere diversa. Della realtà rubo molto, perché vogliono rendere vera la storia, anche se la fantasia prevale molto. Ad esempio ‘La Trappola’ mischia la realtà e la fantasia. Gli argomenti trattati sono inerenti all’attualità: traffico di armi e droga, corruzione, terrorismo. Tutto però viene contrapposto in modo equo con i sentimenti nobili come: l’amore, l’amicizia, il senso dell’onore, la compassione. Secondo le statistiche più accreditate, è proprio nei meandri delle metropoli che le organizzazioni criminali e i serial killer hanno più facilità di esistenza. Perciò l’ambientazione del libro ricade su Buffalo, a mio avviso perfetto per far interagire i miei personaggi. In conclusione la mia ispirazione è solo frutto di una grandissima immaginazione e di un’attenta analisi degli ambienti e notizie reali.

Dove scrivi? Hai un “posto del cuore” dove trovi ispirazione? Preferisci il silenzio o ami musica di sottofondo?

Di solito il mio rifugio è la mia stanza. Amo il silenzio per essere concentrata al massimo. La scrivania è sempre piena di libri, pronti per essere consultati qualora ne avessi bisogno mentre scrivo.

 

XYZ è la tua ultima fatica. Perché comprarlo?

‘La Trappola’ è un classico poliziesco Made in Usa, ma con trama e descrizione innovativa. Il continuo incalzare dell’azione aiuta il lettore ad immergersi nella storia pagina dopo pagina. Il libro è interessante e coinvolgente, pronto a catapultare il lettore in una nuova realtà, fatta di intrighi e pericoli di una trappola ben congegnata. In breve la trama: Buffalo (New York). Una ragazza viene trovata senza sensi in seguito ad una misteriosa aggressione. Nessun testimone, nessun movente apparente e, soprattutto, nessun aiuto da parte della vittima che sembra non ricordare nulla dell’accaduto. Le indagini partono con il piede sbagliato, ma i detective Linch e Mackenzie decidono di andare a fondo. Scopriranno un terribile complotto e si troveranno a combattere contro l’incubo peggiore di ogni poliziotto: la corruzione dei propri colleghi. Un romanzo hard boiled dalle tipiche ambientazioni americane. Non è un ottimo motivo per comprarlo?

 

Quali sono state le maggiori difficoltà nella stesura del romanzo? E del rapporto con Editore ed Editor cosa puoi dirci? Hai altri progetti in fieri?

La sfida più grande è riuscire a collocare i personaggi in un luogo a me sconosciuto, visto solo tramite foto. Infatti non è stato facile consultare cartine geografiche e toponomastiche, calcolare ogni itinerario, ricerche interminabile dei luoghi, ma alla fine con ardua determinazione sono riuscita a portare a termine il libro.

Questo libro è stato pubblicato qualche anno fa con una casa editrice di Varese e usando uno pseudonimo. Poi per motivi editoriali, non tanto limpidi, ho preferito ristamparlo con un nuovo editore, Ipersegno di Riccardo Condò, e soprattutto con il mio nome vero. Il mio editore, mi ha seguito tantissimo fino alla pubblicazione e gliene sono davvero grata.

Sto già lavorando sul secondo libro e spero di finirlo nel breve tempo possibile. Ma non dirò di cosa si tratta.

 

Descriviti come lettrice. Quali libri compri? Hai un genere preferito o spazi a seconda del momento, dello stato d’animo? E se devi regalarlo un libro come lo scegli?

Di solito sono versatile, anche se preferisco leggere i thriller e polizieschi americani, lo stile appunto che prediligo. Scelgo in base agli stati d’animo, ma anche alle mie esigenze di ricerca. Potrei leggere un giallo e passare ad un manuale di filosofia o criminologia. Per regalare un libro scelgo in base alla persona, ai gusti personali. Non vado mai a casaccio. Un libro da regalare è importante e bisogna sceglierlo con giusto criterio.

Un consiglio ad un esordiente che ha la sua storia nel cassetto e non ha trovato ancora nessun editore interessato a pubblicarla?

Non demordere mai. Non perdere mai la speranza. Credere nei sogni e avere tenacia di andare avanti, anche se ci saranno ripetuti ‘no’ e porte chiuse in faccia. L’importante è credere in sé stessi e riconoscere il proprio valore. Prima o poi saremo sempre ricompensati dei nostri sforzi. Non cercare mai di puntare in alto, ma accontentarsi dei piccoli successi nella vita.

 

Un autore (o più) che costituisce per te un benchmark. E perché? Se ti va, ponigli il quesito che da tempo hai in mente! Magari è tra i lettori del Blog! Quale suo libro consiglieresti ai nostri lettori?

Ammiro molti autori nel loro modo di scrivere: Ken Follett, Michael Connelly, Dan Brown, Glenn Cooper, Dennis Lehane e tanti altri. Ma Michael Connelly mi ispira molto quando leggo un suo libro. Il quesito che vorrei porgli? Come nascono le trame del suo personaggio, il detective Harry Bosch? Le sue storie sono fantastiche, caso dopo caso. I suoi libri non sono ‘scontati’, ogni storia si intreccia sempre in modo perfetto e originale. Non penso che sia fra i lettori del blog…

Consiglierei di leggere ‘Ghiaccio Nero’, molto bello.

 

Come te la cavi in cucina? Donaci una citazione e una ricetta! E grazie per la disponibilità!

 

Gamberetti con salsa all’orientale

 

ingredienti per 2 persone:

20 gamberetti freschi

1 rotolo di pasta sfoglia

Olio per friggere

 

Per la salsa:

8 cucchiai di salsa di pomodoro

6 cucchiai di aceto bianco

5 cucchiai di vino bianco

6 cucchiai di zucchero

1 cucchiaio ½ di salsa di soja

Brodo vegetale caldo

Maizena scura

 

Prendere i gamberetti e sgusciarli, lasciando solo l’estremità della coda. Togliere il filino nero con uno stuzzicadenti. Sdrotolare la pasta sfoglia e tagliare strisce sottili, larghi di 2 cm. Ad ogni gamberetto avvolgere la striscia di pasta soglia. Farli cuocere in olio bollente e appena assumono un colore dorato, farli scolare su carta assorbente da cucina.

Preparare la salsa:

In una padella a bordo alto mettere il vino, l’aceto, la salsa di pomodoro e lo zucchero. Mettere su fuoco a fuoco moderato e quando gli ingredienti sono amalgamati aggiungere la salsa di soja. Mettere il brodo caldo in una tazza da latte e aggiungere 2 cucchiai e mezzo di maizena scura. Mescolare e versare il contenuto nella padella. Con una paletta di legno amalgamare il tutto e la salsa sarà pronta quando sarà densa. (N.B.: se la salsa non risulta ancora densa aggiungere altro brodo con più maizena).

Mettere i gamberetti a raggiera nel piatto e al centro una ciotolina di vetro contente la salsa per intingerli. Buon Appetito!

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