I Riceracconti di Marilù

Care lettrici/Cari lettori,

l’estate scorsa, come sempre, sono passata una sera al Clandestino nella splendida baia di Portonovo. Questo locale non possiamo definirlo ristorante, sarebbe sacrificarlo, meglio come lo definisce   lo stellatissimo e geniale Moreno Cedroni, suo ideatore e proprietario : susci bar ( sic). Adagiato sul una spiaggetta di sasso bianchissimo, sul rigiro dell’onda mette i tavolini bianchi, luci soffuse di design e personale gentilissimo. Ricordo un piatto,  un rombo adagiato su un fiore di glicine ed una maionese di cavolfiore bianco, che mi regala l’occasione per parlarvi oggi di un piatto velocissimo per l’estate.

Poi la prossima settimana andrò a sentire i nuovi piatti 2015 e vi racconterò.

Il mio glicine purtroppo è solo disegnato… ma in mezzora facciamo tutto.

Cosa serve:

–       Una spigola o branzino che ti farai preparare dal pescivendolo in filetti , non usare i “monoporzione” te ne serve uno abbastanza grande per ricavarne dei tranci

–       Peperoni gialli e rossi

–       Un porro e arance anche per le guarnizioni.

–       Succo di limone, pepe aromatizzato , olio evo, senape, aceto bianco o vino bianco, filetti d’acciuga.

Per le guarnizioni varianti:

–       Farina di pistacchi

–       Carta oleata

–       Semi di papavero

–       Semi di sesamo

Preparazione:

–       Lava, apri e togli i semi ai peperoni e poi mettili a bollire. Dopo un po’ guardali, il tempo necessario dipende dalle loro dimensioni, quando la buccia inizia a rompersi spegni. Raffreddali e in 2 minuti togli la buccia mantenendo solo la polpa.

–       Mettili quindi nel bicchiere del frullatore ad immersione ( fai un bicchiere per i rossi ed uno per i gialli) ed inizia la maionese. Fai quindi andare lento il mix aggiungendo subito un filettino d’acciuga e un po’ di senape, quindi pochissime rondelle di porro a crudo, il pepe che ti piace ed il succo di limone. Aggiungi una lacrima d’aceto o di vino bianco fermo , quello che preferisci. Quando raggiunge la consistenza ed il colore che ti piace inizia ad aggiungere l’olio e monta questa maionese finta. Poco olio, mi raccomando , non è una vera maionese …ed infatti non preoccuparti perché non può impazzire!

–       Lava il trancio di branzino e se è un bel pesce pescato e ti piace con la sua pelle( ovvio no scaglie!) cuocilo così: passalo in antiaderente sporca d’olio sul lato della polpa sino a quando diviene croccante e quindi giralo lato pelle per terminare la cottura aggiungendo alcune gocce di succo d’arancia ad aromatizzare. Veloce ma cotto!  E se vuoi un’alternativa togli la pelle ed avvolgilo tra due fogli di carta oleata e mettilo sull’antiaderente così. Cottura breve e quindi poi panali come ti piace, nel sesamo, papavero, pistacchio prima di impiattare.

Il piatto riesce giallo e rosso, altri colori li inventi con le “panature”, dal nero del papavero al verde del pistacchio. Il pesce mi raccomando resti croccante, così non è necessario servirlo caldo. Le due maionesi di peperone divertiti a diversificarle, magari la rossa  piccante e la gialla dolce? Ci metti pochissimo , la complessità è inesistente, il branzino dev’essere buono di suo perché in cottura aggiungi poco.

Visto che all’inizio eravamo nella Marche io ci berrei un Verdicchio di Matelica, a me piace quello della cantina La Monacesca, prova.

Buon appetito dalla Vostra Marilù.

 

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