Intervista doppia di Francesca Panzacchi e Vito introna

Francesca intervista Vito:

 

Vito qual è la ricetta segreta per scrivere un buon giallo italiano?

Un occhio ai fatti di cronaca, un minimo di competenza sull’attività investigativa delle forze dell’ordine e poca voglia di farsi coinvolgere nelle grandiosità del thriller d’oltreoceano.

Quale vino gli abbineresti?

Selvato di Gravina. Un vino forte e aspro, come la realtà giudiziaria italiana.

Dimmi tre motivi per leggere il nostro “Omicidio sull’argine”

E’ realistico. Scorrevole. Plausibile.

Perché hai scelto di scrivere questo racconto con la sottoscritta?

Perché senza di te sarei ancora a sgomitare fra gli autori di fantascienza, in cerca di un pubblico composto dagli autori stessi. Il gioco non vale la candela.

Qual è il tuo motto?

Per ogni recensione fake è in arrivo una malattia infettiva all’infido estensore.

Per caso hai già in mente la prossima storia?

Sì e te l’ho anche proposta. Ma in questo caso si tratterà di un massiccio thriller all’americana e dovremo faticare ancora di più.

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