Oggi parliamo con… Enrica Marra (a cura di A. Noseda)

Buongiorno e grazie per l’accoglienza.

Ci racconti di te? Chi sei e perché leggi e scrivi? Come nascono le tue storie? Quanto rubi alla fantasia, quanto ad altri autori e quanto alla realtà?

Mi chiamo Enrica e ho 32 anni; circa il 50% della mia vita l’ho vissuto in giro per il mondo, un po’ grazie ai miei genitori, un po’ perché io stessa lo ritengo un grande strumento di conoscenza e di crescita e continuo tutt’ora a farlo. Viaggiare mi ha sempre messo davanti a realtà bellissime, diverse dal mio quotidiano e ho sempre cercato un mezzo che potesse fermare l’immagine ancor più di una fotografia; così sin dai 13 anni ho iniziato a scrivere lunghi diari di viaggio, poesie e riflessioni.

Penso inoltre che avere due sorelle con cui confrontarmi spesso e far parte di una famiglia accogliente, ricca di amici con cui condividere idee e passioni, sia stato un buono stimolo alla scrittura.

Quasi tutto quello che scrivo è realtà e sono fatti che io stessa ho vissuto, ma la maggior parte delle mie pagine parla di emozioni e di immagini che le evocano.

Dove scrivi? Hai un “posto del cuore” dove trovi ispirazione? Preferisci il silenzio o ami musica di sottofondo?

Dato che sono figlia del viaggio, giro con un taccuino e scrivo in qualsiasi posto; spesso le mie parole restano chiuse in un cassetto proprio perché non prendono una forma se non le rileggo e ne creo qualcosa da offrire ad un lettore. Mi piace scrivere nei posti frequentati da tante persone: piazze, aeroporti, sale d’attesa, posti in cui osservo anche cose piccole che mi fanno sorridere e che voglio valorizzare.

Amo anche stare in silenzio a guardare la natura; viaggiare per me vuol dire anche mettersi in ascolto di quello che un nuovo mondo ha da dire ed è da questo che inizio a scrivere.

Sono proprio quei momenti che sembrano non avere niente da dire che evocano in me delle riflessioni su quante cose sono diventate normali e non riusciamo più ad apprezzare ed è così che inizio a scrivere, poi se viene fuori un libro… tanto meglio.

“PURA VIDA un passo dopo l’altro” è la tua ultima fatica. Perché comprarlo?

In questo libro si parla di strada, di cammino lungo un viaggio che non è solo una scoperta di nuove culture, ma anche, anzi soprattutto, un viaggio interiore.

L’ho scritto dopo un viaggio in Costa Rica nel tentativo di spiegare che cosa questo posto, ricco di persone, paesaggi e soprattutto natura, mi ha lasciato dentro.

Questo libro parla di coraggio, di voglia di guardare avanti, oltre tutte le cose. Ogni avvenimento segna la nostra vita e può farlo in modo più o meno significativo a seconda di quello che noi stessi gli permettiamo di fare. Si impara sempre qualcosa, a volte si ripetono gli stessi errori solo perché non si è capito bene o si ha solo bisogno di sottolineare una cosa, l’importante è non aver paura di andare oltre.

Mi viene facile fare un paragone con il surf, che mi ha accompagnato in questi mesi: quando si è in mare si impara velocemente dov’è la linea d’onda, il punto dove si formano le onde. Superarla è piuttosto impegnativo, non si deve mai smettere di remare e soprattutto quando ci si trova lì si può soltanto andare avanti… una volta superata, quel mare ha un aspetto diverso e l’orizzonte è uno spettacolo che lascia davvero senza fiato…

Ci vuole coraggio per prendere e partire, ma non credo che ce ne voglia meno per restare.

Nel mio libro parlo di me, di quel coraggio che ho costruito un passo dopo l’altro…una linea d’onda dopo l’altra, un idioma dopo l’altro, una cultura dopo l’altra… parlo di me, ma forse anche di tante altre persone che hanno scritto le loro storie in modo diverso e con cui spero di poter condividere questo racconto.

 

Quali sono state le maggiori difficoltà nella stesura del romanzo? E del rapporto con Editore ed Editor cosa puoi dirci? Hai altri progetti in fieri?

Una grande difficoltà è stata quella di trovare le parole per descrivere le emozioni, non solo descrizioni, immagini, racconti, ma proprio sentimenti che sono la base del mio racconto; ho cercato di evocare qualcosa che anche il lettore possa aver vissuto per aiutarlo a provare le mie stesse emozioni, spero abbia funzionato.

Non è stato affatto facile “fare la scrittrice vera” dare un filo logico, renderlo un libro per altri, per persone che non hanno vissuto la mia stessa avventura e poi tutta quella parte di correzione di verbi, virgole, parole in corsivo e maiuscole.

Progetti ne ho un’infinità, a momenti mi avvicino ad un piuttosto che ad un altro.. vi farò sapere!

Descriviti come lettore. Quali libri compri? Hai un genere preferito o spazi a seconda del momento, dello stato d’animo? E se devi regalarlo un libro come lo scegli?

Leggo libri di viaggio, di avventure sportive, di storie di uomini che sfidano e imparano dalla natura, ma anche romanzi e gialli e un sacco di guide turistiche.

Da un po’ di tempo cerco anche di leggere nella lingua dello scrittore, se mi è possibile; dopo averlo provato sulla mia pelle credo valga la pena cercare di cogliere le sfumature di tutte le parole.

Se devo regalare un libro non ho dubbi! Scelgo un libro che è piaciuto a me e che mi ha fatto pensare a quella persona, spesso sottolineo proprio le parole che me la ricordano.. credo di averci sempre azzeccato facendo così.

Un consiglio ad un esordiente che ha la sua storia nel cassetto e non ha trovato ancora nessun editore interessato a pubblicarla?

Ci sono editori a prezzi accessibili anche online e ormai creare un e-book è semplice ed efficace, personalmente io sono stata più volte frenata dalla timidezza di rendere pubblica un’esperienza mia, ma poi è stata una grande, grandissima conquista; una delle cose di cui vado più fiera perché mia e solo mia e nessuno potrà dire che ho sbagliato. Tutti saranno liberi di esprimere la loro opinione, dire se è piaciuto o meno, ma l’esperienza dello scrittore è speciale e unica.

Inoltre tutti abbiamo manoscritti nel cassetto, quindi tiriamoli fuori! Non posso far male a nessuno, ne sono certa!

 

Un autore (o più) che costituisce per te un benchmark. E perché? Se ti va, ponigli il quesito che da tempo hai in mente! Magari è tra i lettori del Blog! Quale suo libro consiglieresti ai nostri lettori?

Sinceramente i miei libri preferiti sono di autori diversi, mi piace Coelho, mi piacciono i libri che parlano di avventure sportive in particolare Stefano Baldini, mi è piaciuto molto Jon Krakauer con “Nelle terre estreme”, “Deserti” di Carla Perrotti, una donna fortissima che mi ha aiutato molto a credere in me stessa e tutti i libri di Giorgio Bettinelli.

Ad oggi credo di dovere molto a “Nelle terre estreme”, un libro che parla di uomo e natura insieme, parla di prendere e partire e così imparare e crescere.

Come te la cavi in cucina? Donaci una citazione e una ricetta! E grazie per la disponibilità!

In cucina? Diciamo che sopravvivo; tutti i miei coinquilini passati sanno che è sempre meglio che cucini qualcun altro…

Vi regalerò una semplice ricetta che va sempre bene:

 

SALAME DI CIOCCOLATO

Tempo: 20 minuti

Difficoltà: direi 2/10

Ingredienti:

200 g di burro

250 g di biscotti ridotti in briciole

200 g di zucchero

100 g di cacao amaro

2 uova intere

Amalgamare il tutto creando un salame di cioccolato.

Avvolgerlo in carta da forno e poi in alluminio,

Metterlo in congelatore per almeno 2 ore.

 

Proprio dal mio ultimo libro:

“Il viaggio é di per sé un insieme di imprevisti: di coltellini svizzeri abbandonati in aeroporto, di fotografie mosse dal finestrino e di momenti che non hai coraggio di registrare perché te li vuoi solo godere.

Mette sempre a dura prova, a volte vorresti tornare indietro, altre mollare e restare dove sei, ma il viaggio non é un posto, sei tu!”

 

Grazie a voi per l’opportunità.

 

 

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