Oggi parliamo con… Lisa Lorenzi

INTERVISTA A LISA LORENZI a cura di Alessandro Noseda

 

Ci racconti di te?

Nata a Bologna e felicemente trasferita a Roma, fin da piccola ho avuto la passione della lettura e, da qualche anno, quella della scrittura.

Seguendo il mio amore per la lettura mi sono laureata in Lettere a Bologna e ho seguito corsi di letteratura comparata e femminile presso l’Università di California Irvine e il Centro di Women’s studies dell’Università di York in Inghilterra. Dopo la laurea ho conseguito un Master in Sceneggiatura all’Università Cattolica di Milano.

Prima del mio esordio narrativo con Sognavo di sposare il principe azzurro, pubblicato il 28 aprile scorso da Libromania (De Agostini), ho scritto soggetti televisivi (Don Matteo e Caterina da Siena) e saggi sull’immagine femminile e le donne fatali nella letteratura e nel cinema muto. Dal 2000 lavoro in un importate Gruppo editoriale dove mi occupo di marketing e comunicazione.

 

Perché leggi e scrivi?

Ho sempre amato leggere perché dà la possibilità di vivere più di una vita, di immedesimarsi nei personaggi vivendo le loro emozioni e sperimentando nuove realtà. Per questo motivo ho sempre amato molto fantasticare immaginandomi storie. Come la protagonista del mio libro Sognavo di sposare il principe azzurro adoro sognare ad occhi aperti!

Scrivere è la concretizzazione di tutto ciò, la realizzazione di tutti i sogni ad occhi aperti che ho fatto fin da bambina, di tutte le storie che mi inventavo forse anche perché essendo figlia unica giocavo molto da sola. Scrivere è faticoso ma mi piace moltissimo e ti fa scoprire moltissime cose di te facendoti crescere. Da quando ho scoperto questa passione, mi sembra di non poterne fare più a meno.

Come nascono le tue storie? Quanto rubi alla fantasia, quanto ad altri autori e quanto alla realtà?

Di solito mi prefiggo razionalmente il tipo di storia da scrivere (es. il genere, la tipologia dei protagonisti, in che luogo, tempo, ecc.) e metto questo proposito in stand by, lasciandolo maturare pian piano nella mia mente fino a quando esce fuori un’idea che scrivo di getto a mano, appuntandola velocemente, anche male e in modo sgrammaticato. Poi scaletto il tutto, organizzando la storia nella tipica struttura a 3 atti (es. il viaggio dell’eroe di Vogler) e scrivo un soggetto di una decina di pagine. Quando il soggetto è concluso lo espando in un romanzo mescolando elementi della mia vita, con altri totalmente fantasiosi e con ispirazioni di altri autori.

 

Dove scrivi? Hai un “posto del cuore” dove trovi ispirazione? Preferisci il silenzio o ami musica di sottofondo?

La mia situazione ideale è quella di scrivere a casa, al computer, seduta al tavolo o a letto e soprattutto con un silenzio assoluto. In particolare senza musica che è la cosa che mi distrae di più, più di qualunque rumore. Avendo però pochissimo tempo perché faccio un altro lavoro, cerco anche di sfruttare tutti gli spazi disponibili. Ad esempio scrivo molto in treno.

 

SOGNAVO DI SPOSARE IL PRINCIPE AZZURRO è la tua ultima fatica. Perché comprarlo?

Innanzitutto è da comprare se piace il genere!

Si tratta infatti di una commedia romantica, di un rosa ironico alla Kinsella di I love shopping, con una protagonista buffa e “imperfetta” stile Bridget Jones. Non lo consiglierei quindi a un uomo che ama romanzi d’azione o di fantascienza!

Se poi il genere piace, penso che sia una storia romantica e divertente, molto contemporanea e femminile ed in cui credo che molte donne possano immedesimarsi.

Il romanzo scherza sul sogno, che sotto sotto tutte abbiamo, di trovare il principe azzurro e su come per trovarlo si cerchi di essere perfette adeguandosi a quello che si immagina che gli altri si aspettino da noi. Principe azzurro che la protagonista troverà solo quando imparerà ad accettarsi così com’è, superando le sue insicurezze e soprattutto realizzando le sue vere aspirazioni, anche lavorative.

Nel romanzo si trovano poi riferimenti a situazioni attuali, tipiche delle chiacchere tra amiche ed in cui ci si può identificare, ad esempio la vita d’ufficio, la crisi occupazionale, il mondo degli incontri on line, gli uomini che non si vogliono impegnare, ecc.

 

Quali sono state le maggiori difficoltà nella stesura del romanzo?

Direi il processo di revisione. Dopo avere scritto il soggetto, ho infatti scritto il romanzo tutto di fila, fino alla fine della storia, senza mai rileggere quanto scritto e con scarsa attenzione alla qualità del testo, concentrandomi soprattutto sulla storia. Nelle due revisioni fatte ho dovuto limare il tutto, confrontandomi anche con lo stile di altre autrici. Parte che è stata molto faticosa, anche perché trattandosi del primo romanzo, ho dovuto imparare tutto, a partire dalla formattazione, ai dialoghi e a tutto il resto.

 

E del rapporto con Editore ed Editor cosa puoi dirci?

Anche se sono partita come self publisher, la mia mira è sempre stata quella di avere un editore. E non solo per la diffusione delle copie cartacee in libreria che solo un editore ti può garantire, ma anche, essendo un’esordiente, per confrontarmi con chi ha esperienza, imparare e migliorare la mia scrittura. Fondamentale su questo è stato il rapporto con la editor coinvolta dall’editore: Marina Migliavacca Mazzara. Bravissima e con cui mi sono trovata in grande sintonia!

 

Hai altri progetti in fieri?

Sì. Sto rivedendo un romance erotico Come un fiore nel deserto, auto pubblicato su Amazon con lo pseudonimo di Virginia Lisi, con il fine di proporlo a un Editore. L’idea infatti mi sembra buona, non a caso su Amazon ha venduto più di 2500 copie, ci sono però alcuni punti da rivedere.

Sto inoltre pensando a due prossime storie, una per una commedia romantica e una per un romance passionale.

 

Descriviti come lettore. Quali libri compri? Hai un genere preferito o spazi a seconda del momento, dello stato d’animo?

Amo leggere i romanzi classici dell’ottocento e della prima metà del novecento, francesi, inglesi, tedeschi e russi, e i contemporanei americani.

In particolare amo le storie d’amore che riesco a scovare anche nei romanzi più insospettabili e che sembrerebbero parlare di tutt’altro.

Faccio poi tutta una serie di letture “strumentali” alla scrittura, dai manuali di scrittura e struttura della storia alle autrici “rosa”.

 

E se devi regalarlo un libro come lo scegli?

Certo di adattarmi ai gusti e agli interessi della persona a cui lo devo regalare, oppure scelgo un libro che ricorda un’occasione vissuta insieme o un discorso fatto.

 

Un consiglio ad un esordiente che ha la sua storia nel cassetto e non ha trovato ancora nessun editore interessato a pubblicarla?

Di provare con il self publishing e le opportunità che oggi ci sono su Internet. Io stessa sono arrivata alla pubblicazione cartacea partendo da Internet, prima con l’auto pubblicazione, poi inviando il testo al sito di Libromania (libromania.net) la società della De Agostini che seleziona romanzi on line.

Internet è inoltre molto utile per entrare in contatto con i blog e gruppi che si occupano di scrittura, che possono dare consigli e recensirti.

Sia per proporsi a un editore che per auto pubblicarsi consiglio inoltre di capire bene a che genere appartiene il proprio libro e di studiare cosa fanno gli autori delle stesso genere e come vengono proposti i loro libri.

 

 

Un autore (o più) che costituisce per te un benchmark.

Per stile e contenuti il mio benchmark sono le autrici “rosa”, da quelle che scrivono commedie romantiche a quelle dei romance erotici: la Kinsella, la Fielding, la James e tutte le scrittici rosa ed erotiche italiane, senza dimenticare la grande capostipite Jane Austen e le commedie romantiche del cinema come quelle scritte da Nora Ephron.

Come marketing, tutte le autrici che sono passate dal self publishing a grandi case editrici: Anna Premoli, Sara Tessa, Valeria Luzi, Daniela Volontè, solo per citarne alcune.

 

Quale loro libro consiglieresti ai nostri lettori?

Orgoglio e pregiudizio forever!

 

Come te la cavi in cucina? Donaci una citazione e una ricetta!

Anche se forse non sono bravissima, ADORO CUCINARE! Cucino anche se sono da sola, mi sembra una delle coccole più belle che ci si possa fare.

Ho tra l’altro partecipato ad Italia: terra d’amori, arte e sapori – un’antologia di racconti e ricette pubblicata in e-book su Amazon da EWWA, l’associazione di scrittrici di cui faccio parte – con la ricetta delle olive all’ascolana che vi lascio qui sotto!

 

 

OLIVE FRITTE ALL’ASCOLANA

di Lisa Lorenzi

tratto da

“Italia: terra d’amore, arte e sapori” AA. VV.

 

Da bambina le olive fritte erano il mio cibo preferito durante le lunghe estati marchigiane.

D’inverno, a Bologna, mia madre me le faceva per ricordarmi il sole.

Erano occasioni rare perché in città non si trovavano pronte da friggere ma bisognava prepararle. E così facevamo la “catena di montaggio delle olive”: mia madre cucinava il ripieno, mio padre le sbucciava e le riempiva, io le impanavo. Poi, tutti insieme, le friggevamo.

 

 

Ingredienti

  • 500 di olive verdi grandi
  • 200 di carne magra di vitellone
  • 200 di carne di maiale
  • 100 di carne di pollo o tacchino
  • 100 di Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 3 uova
  • Odori: mezza cipolla con infilato un chiodo di garofano, carota, sedano.
  • Vino bianco
  • Farina e pane grattugiato
  • Sale e noce moscata
  • Olio extra vergine d’oliva
  • Olio di semi di arachide per friggere

 

Preparazione

Tagliare a spirale le olive partendo dal picciolo. Il taglio deve ridurre l’oliva ad una spirale senza spezzarla e liberarla dal nocciolo.

Tagliare la carne a dadini e farla rosolare per 10/15 minuti in un tegame con gli odori e il vino bianco.

A cottura ultimata, macinare la carne e gli odori e amalgamarli con un uovo, il parmigiano e la noce moscata fino ad ottenere un impasto uniforme.

Riempire le olive snocciolate a spirale con il ripieno preparato.

Passare le olive ripiene nella farina, poi nell’uovo sbattuto e infine impanarle nel pane grattugiato.

Friggere le olive in olio d’arachide bollente e servirle calde.

 

 

 

 

 

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