Oggi parliamo con… Marco Belli

Incontriamo Marco Belli alla Trattoria Margherita di Magnolina in Polesine. Beve un bicchiere di vino bianco seduto a un tavolo. Davanti a lui una strana piazza. Intervista a cura di Alessandro Noseda.

Buongiorno e grazie per l’accoglienza.

Ci racconti di te? Come nascono le tue storie? Quanto rubi alla fantasia, quanto ad altri autori e quanto alla realtà?

Mi chiamo Marco Belli, sono nato a Ferrara nel 1975. Ora vivo a Magnolina in Polesine con la mia compagna, Erica. Sono un insegnante di scuola superiore, fotografo, sommelier, passeggiatore, gastronauta e lapinologo.

Ho fondato nel 2008 la casa editrice Linea BN. Oggi sono presidente di Meme Publishers, casa editrice digitale nata nel 2013. Ho ideato per la casa editrice Lite Editions la collana Atlantis insieme allo scrittore Lorenzo Mazzoni. Come fotografo ho pubblicato: Dal comunismo al consumismo. Fotosafari poetico esistenziale romeno-italiano, prefazione di Moni Ovadia e postazione di Andrea Bajani (poesie di Mihai Mircea Butcovan; Linea BN – 2009), Porno Bloc, rotocalco morboso dalla Romania post post-comunista (testo di Lorenzo Mazzoni; Linea BN – 2009), Io guardo Sofia. Mosaico Horror Gastronomico dai Balcani (testo di Lorenzo Mazzoni; Linea BN & Lite Editions – 2012), In cuniculum (testi di Lapin; Zibaldoni e altre Meraviglie 2014).

Dal 2011 al 2015 ho gestito il Centro Sociale “La Resistenza “ a Ferrara.

Le mie storie nascono spesso dal ricordo di un viaggio interiore. Mischiano realtà e finzione, patafisica e fisica euclidea.

Dove scrivi? Hai un “posto del cuore” dove trovi ispirazione? Preferisci il silenzio o ami musica di sottofondo?

Amo scrivere al bar. Luogo in cui è ambientato il mio romanzo. Le voci, il via vai della gente, i profumi del bar mi fanno ritrovare sempre la mia dimensione più congeniale, quella del flâneur.

IL ROMANZO DELL’OSTAGGIO è la tua ultima fatica. Perché comprarlo?

Vi tiene in ostaggio dalla prima all’ultima pagina.

Il protagonista è Massimo Fronte, Max per gli amici, è un professore delle scuole superiori in una tranquilla città della provincia padana. La sua vita, sconvolta dalla recente separazione con la compagna, è condotta all’insegna dell’alcol e dello stordimento. Un giorno, però, uno strano biglietto lo convince a recarsi in un bar per un appuntamento misterioso. Max si accomoda ai tavolini, pensando a uno scherzo di qualche amico, ma da lì a pochi istanti l’orrore si impossessa di lui: un inquietante energumeno, nella cornice di una finestra, gli appare con una testa mozzata di donna tra le mani. Questa visione sconvolgente è il preludio messo in atto da un oscuro deus ex machina, il Sequestratore, che costringerà Max, attraverso un ricatto orchestrato da messaggi enigmatici, a scrivere un romanzo maledetto che cambierà per sempre la sua vita.

Quali sono state le maggiori difficoltà nella stesura del romanzo? Hai altri progetti in fieri?

Il tempo. Sono un editore prima di essere uno scrittore. La scrittura è lenta a depositarsi. Sto organizzando per questa estate un festival dell’editoria indipendente, ELBA BOOK FESTIVAL, che si terrà a Rio nell’Elba il 29, 30 e 31 luglio 2015. Tre giorni per portare alla ribalta le piccole realtà editoriali e disegnare strategie per la valorizzazione delle case editrici piccole e medie e della “bibliodiversità”. Usciremo dal festival con un documento politico per cambiare le leggi assurde che ruotano attorno al mercato dell’editoria italiana.

Sto scrivendo un romanzo noir ambientato a Ferrara, la mia città natale.

Descriviti come lettore. Quali libri compri? Hai un genere preferito o spazi a seconda del momento, dello stato d’animo?

Sono affetto dal furor d’accumular libri, leggo di tutto, da Hegel a Novella 2000. Soprattutto libri di storia, filosofia e ovviamente noir. Io e la mia compagna Erica possediamo una biblioteca che conta quasi 4000 volumi.

Un consiglio ad un esordiente che ha la sua storia nel cassetto e non ha trovato ancora nessun editore interessato a pubblicarla?

Continua a cercare, non accettare nessuna forma di pagamento. Deve essere l’editore a investire su di te.

Un autore (o più) che costituisce per te un benchmark. E perché? Se ti va, ponigli il quesito che da tempo hai in mente! Magari è tra i lettori del Blog! Quale suo libro consiglieresti ai nostri lettori?

Il grande Michele Mari. Uno dei più geniali scrittori italiani.

Proprio non saprei… fammi pensare… Michele, sei stato condannato a morte, quale vino sceglieresti di bere prima di crepare?

“Tutto il ferro delle Torre Eiffel”.

Come te la cavi in cucina? Donaci una citazione e una ricetta! E grazie per la disponibilità!

Mi piace molto cucinare, ho iniziato vent’anni fa, è una delle mie grandi passioni. Da qualche anno sono diventato sommelier e recentemente degustatore ufficiale di grappe, per me trovare l’alchimia giusta tra vino e cibo è uno delle cose più emozionanti.

Vi consiglio quindi un classico abbinamento da regalarsi durante una giornata che vi è andata storta:

Un bicchiere di Sauternes con del Roquefort.

Tutto tornerà in armonia.

 

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