Oggi parliamo con… Maurizio Lorenzi

Ci accoglie nella sua casa di Bergamo Maurizio Lorenzi , ora in libreria con “Eroi senza nome”. Intervista curata da Alessandro Noseda

 

Buongiorno Maurizio e grazie per l’invito a cena. Cosa prepari?

In realtà non sono un cuoco provetto però all’occasione me la cavo. Diciamo insalata di riso nero e verdure con branzino al cartoccio? Siamo in estate e restare leggeri senza rinunciare al sapore mi sembra doveroso. Un vino rosato, fresco e stuzzicante, non può mancare in tavola.

Mentre cucini ci racconti brevemente chi sei e perché leggi e scrivi?

Sono uno scrittore per passione che alcuni giornali hanno ribattezzato “poliziotto/scrittore” proprio perché nella vita sono un’appartenente alle forze dell’ordine. Il motto del mio blog è “leggere per per capire e scrivere per capirsi. Indirettamente ho finito per rispondere alla tua domanda. Lettura e scrittura non possono essere slegate tra di loro, come le facce della stessa moneta. Sarebbe impensabile progredire nella propria scrittura senza delle letture assidue.

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Nessuno sa di noi – Simona Sparaco

Trama

Quando Luce e Pietro si recano in ambulatorio per fare una delle ultime ecografie prima del parto, sono al settimo cielo. Pietro indossa persino il maglione portafortuna, quello tutto sfilacciato a scacchi verdi e blu delle grandi occasioni. Ci sono voluti anni per arrivare fin qui, anni di calcoli esasperanti con calendario alla mano, di “sesso a comando”, di attese col cuore in gola smentite in un minuto. Non appena sul monitor appare il piccolo Lorenzo, però, il sorriso della ginecologa si spegne di colpo. Lorenzo è troppo “corto”. Ha qualcosa che non va. Comincia così il viaggio di una coppia nella nebbia di una realtà sconosciuta. Luce e Pietro sono chiamati a prendere una decisione irrevocabile, che cambierà per sempre la loro vita e quella di chi gli sta intorno. Qual è la cosa giusta quando tutte le strade li conducono a un vicolo cieco? E l’amore fino a che punto potrà salvarli? “Nessuno sa di noi” è la storia della nostra fragilità. Di un mondo che si lacera come carta velina e di un grande amore che tenta in ogni modo di ricomporlo.

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L’angolo di Dolcepentolina

SCODELLINE CON TROFIE ALL’ACCIUGA
4 melanzane tonde,200 gr di trofie fresche, 500 gr di pomodori, maggiorana ,aglio,4 filetti di acciuga, peperoncino olio sale, 50 gr di olive taggiasche liguri
Tagliare le calotte delle melanzane e con uno scavino togliere la polpa di ognuna, poi tagliarla a dadini e cospargerla di sale per fare  acqua.Spenellare con olio le scodelline di melanzane e sistemare anche le calotte su una placca da forno ricoperta dalla carta da forno, coprirle con un foglio di alluminio e cuocere a 170°.
Rosolare l’aglio nell’olio, unire i dadini di melanzane, i pomodori tritati il peperoncino e le olive e cuocere per 10 min, poi unire maggiorana e acciughe e spegnere il fuoco.Lessare la pasta scolarla e unirla in padella con il sugo, quindi trasferirle nelle scodelle di melanzane e rimettete per 10 min nel forno a 220°, spolverare con maggiorana e servire

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Oggi parliamo con… Lisa Lorenzi

INTERVISTA A LISA LORENZI a cura di Alessandro Noseda

 

Ci racconti di te?

Nata a Bologna e felicemente trasferita a Roma, fin da piccola ho avuto la passione della lettura e, da qualche anno, quella della scrittura.

Seguendo il mio amore per la lettura mi sono laureata in Lettere a Bologna e ho seguito corsi di letteratura comparata e femminile presso l’Università di California Irvine e il Centro di Women’s studies dell’Università di York in Inghilterra. Dopo la laurea ho conseguito un Master in Sceneggiatura all’Università Cattolica di Milano.

Prima del mio esordio narrativo con Sognavo di sposare il principe azzurro, pubblicato il 28 aprile scorso da Libromania (De Agostini), ho scritto soggetti televisivi (Don Matteo e Caterina da Siena) e saggi sull’immagine femminile e le donne fatali nella letteratura e nel cinema muto. Dal 2000 lavoro in un importate Gruppo editoriale dove mi occupo di marketing e comunicazione.

 

Perché leggi e scrivi?

Ho sempre amato leggere perché dà la possibilità di vivere più di una vita, di immedesimarsi nei personaggi vivendo le loro emozioni e sperimentando nuove realtà. Per questo motivo ho sempre amato molto fantasticare immaginandomi storie. Come la protagonista del mio libro Sognavo di sposare il principe azzurro adoro sognare ad occhi aperti!

Scrivere è la concretizzazione di tutto ciò, la realizzazione di tutti i sogni ad occhi aperti che ho fatto fin da bambina, di tutte le storie che mi inventavo forse anche perché essendo figlia unica giocavo molto da sola. Scrivere è faticoso ma mi piace moltissimo e ti fa scoprire moltissime cose di te facendoti crescere. Da quando ho scoperto questa passione, mi sembra di non poterne fare più a meno.

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Il fiume ti porta via – Giuliano Pasini

Trama

Per un uomo come Roberto Serra, che considera il lavoro in polizia come una missione, è impossibile accettare l’ingiusta sospensione che lo obbliga all’inattività. Perciò gli basta leggere un trafiletto di giornale, e capisce cosa deve fare. È stato assassinato Mario Gardini, l’anziano medico che gli aveva mostrato come ammansire la Danza, l’inspiegabile disturbo che lo porta a vivere brandelli di vite che non sono la sua, come in una lucida allucinazione. Così, anche per fuggire dalle macerie della sua unica storia d’amore, Roberto finisce nella Bassa emiliana, a Pontaccio, un pugno di case multicolori ricostruite nel ’60 sul grande fiume dopo una devastante alluvione. Ad attenderlo, nell’afa inclemente di quella fettaccia di terra tra fiume e monte che sa di Guareschi e Sergio Leone, trova il maresciallo cattolico, l’appuntato comunista, la bella e solitaria Serenella che gestisce l’unico “Bartrattoria” del borgo assieme alla figlia Lucilla. E un mistero che sembra impossibile da dipanare, tra speculatori, pericolose dark lady, giovani perduti, anziani melomani e hippy fuori tempo massimo. Ma, soprattutto, trova le ombre dei pazienti del manicomio ospitato nella vicina reggia di Colorno, la grande e tetra Ca’ di màt che, sino alla chiusura, era stata diretta proprio da Gardini. Chi ha massacrato il medico sulla porta di casa? Perché tutti lo chiamavano “Il re dei matti”? In che misura sono coinvolti gli ex pazienti di Colorno?

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Oggi parliamo con… Seb Kirby

Incontriamo oggi nel salotto di Gialloecucina Seb Kirby. Ringrazio Monica R. Pelà per la traduzione in italiano della seguente intervista.

 

Buongiorno Seb e grazie per l’accoglienza. Cosa gradisci un Te o un espresso?

 

Ciao! Grazie per l’ospitalità. Recentemente ho scoperto il tè rosso per cui ne gradirei una tazza, per favore.

 

Ci racconti di te? Chi sei e perché leggi e scrivi?

 

In qualità di docente presso l’Università di Liverpool, sono stato una figura di spicco nel campo della ricerca sulle nuove applicazioni del laser, anche nel campo del restauro dei dipinti e delle opere d’arte. Ciò mi ha condotto in Italia e ha ispirato l’amore per il vostro paese e il suo patrimonio artistico.

 

Nel 2012, ho rinunciato all’insegnamento e alla ricerca per perseguire la mia ambizione di tutta una vita di diventare un autore e questo mi ha portato a diventare un bestseller internazionale tramite self publishing con la mia serie thriller di James Blake. Il primo libro della serie, Take No More, ha ottenuto oltre 100.000 download ed è apparso regolarmente nella classifica Top 100 di Amazon Kindle. Attraverso la collaborazione con una talentuosa traduttrice italiana, Monica R. Pelà, il primo libro della serie “La verità celata” è ora disponibile per la prima volta in italiano, in versione eBook e anche cartacea.

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L’angolo di Dolcepentolina

IN ARRIVO NUOVE PROPOSTE DI DOLCE PENTOLINA!!

Calamari piselli e nocciole

4 calamari puliti di circa 500 gr,50 gr di piselli fini, 8o gr di nocciole tostate,150 gr di patate lessate, 4 pomodori secchi, 2 cucchiai di grana ,vino bianco cipolla prezzemolo olio sale pepe

Ridurre le patate a purea, tritare i pomodori secchi, mettere le patate in una terrina con i pomodori, il grana, le nocciole e il prezzemolo, sale pepe.Farcire i calamari e chiudeteli con uno stecchino, tritare la cipolla nell’olio unire i tentacoli del pesce e i calamari, sfumare con il vino, unire i piselli e coprire con acqua, cuocere per 25 min, poi spolverizzare con le nocciole e il prezzemolo rimasto

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Le stanze di lavanda – Ondine Khayat

Trama

“Sono nata ricca, ma ho visto la mia fortuna involarsi come uno stormo d’uccelli. Soltanto i miei ricordi mi appartengono, sono tante fragili tracce impresse dentro di me. Certi giorni, il sole le illumina; certe notti, rimangono intrappolate in una tempesta di ghiaccio. Vivevamo a Marache, in Turchia, al confine con la Siria. E lì che sono venuta al mondo nel 1901. Mio nonno, Joseph Kerkorian, era armeno. Un uomo importante e saggio, solido come una roccia. Se, dopo l’inferno che ho conosciuto, dentro di me è rimasta una particella di fiducia nell’umanità, è grazie a lui. Avevamo una casa magnifica, e un immenso giardino dai fiori di mille colori. Sono stata amata da mio padre, dalla mamma dai baci di lavanda, dalla sorellina Marie, dal mio impetuoso fratello Pierre e da Prescott, il nostro gatto armeno con un nome da lord inglese. E da Gii, il piccolo orfano ribelle che un giorno, sotto il salice piangente, mi ha dato il mio primo bacio. Erano giorni immensi, eppure non potevano contenerci tutti. Nell’aprile 1915, il governo turco ha preso la decisione che ha precipitato le nostre vite nell’orrore: gli armeni dovevano sparire. Può un cuore dilaniato continuare a battere? E un giardino devastato dare nuovi fiori? Come posso donare ancora, proprio io, a cui hanno tolto tutto? Ascolta Joraya, mia adorata nipote, il racconto di una vita mille volte dispersa.”

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Oggi parliamo con… Marco Belli

Incontriamo Marco Belli alla Trattoria Margherita di Magnolina in Polesine. Beve un bicchiere di vino bianco seduto a un tavolo. Davanti a lui una strana piazza. Intervista a cura di Alessandro Noseda.

Buongiorno e grazie per l’accoglienza.

Ci racconti di te? Come nascono le tue storie? Quanto rubi alla fantasia, quanto ad altri autori e quanto alla realtà?

Mi chiamo Marco Belli, sono nato a Ferrara nel 1975. Ora vivo a Magnolina in Polesine con la mia compagna, Erica. Sono un insegnante di scuola superiore, fotografo, sommelier, passeggiatore, gastronauta e lapinologo.

Ho fondato nel 2008 la casa editrice Linea BN. Oggi sono presidente di Meme Publishers, casa editrice digitale nata nel 2013. Ho ideato per la casa editrice Lite Editions la collana Atlantis insieme allo scrittore Lorenzo Mazzoni. Come fotografo ho pubblicato: Dal comunismo al consumismo. Fotosafari poetico esistenziale romeno-italiano, prefazione di Moni Ovadia e postazione di Andrea Bajani (poesie di Mihai Mircea Butcovan; Linea BN – 2009), Porno Bloc, rotocalco morboso dalla Romania post post-comunista (testo di Lorenzo Mazzoni; Linea BN – 2009), Io guardo Sofia. Mosaico Horror Gastronomico dai Balcani (testo di Lorenzo Mazzoni; Linea BN & Lite Editions – 2012), In cuniculum (testi di Lapin; Zibaldoni e altre Meraviglie 2014).

Dal 2011 al 2015 ho gestito il Centro Sociale “La Resistenza “ a Ferrara.

Le mie storie nascono spesso dal ricordo di un viaggio interiore. Mischiano realtà e finzione, patafisica e fisica euclidea.

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L’angolo di Dolcepentolina

Ecco alcune proposte che consiglio di assaggiare!
FRITTATA DI SPAGHETTI FARCITA
400 gr di spaghetti, 4 uova, 70 gr di salame cacciatorino,60 gr di mozzarella,100 gr di grana grattuggiato,,1 uovo sodo, 2 cucchiai di polpa di pomodoro, prezzemolo basilico, 100 gr di burro sale pepe
Lessate gli spaghetti.Sbattete le uova con il grana, il sale, e il pepe.Scolare gli spaghetti e lavarli sotto l’acqua fredda, asciugarli e condirli con 80 gr di burro, prezzemolo,basilico e le uova sbattute.Tagliare il salame e l’uovo sodo, la mozzarella.Sciogliere il burro in una padella mettere metà della pasta, coprire con l’uovo sodo,la mozzarella il cacciatore e il pomodoro e chiudere con il resto della pasta.Compatttare il tutto e cuocere la frittata, guarnire con basilico fresco e servire

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