Oggi parliamo con… Diana Lama

Incontriamo a Napoli Diana Lama.Intrevista a cura di Alessandro Noseda.

 

Buongiorno e grazie per l’accoglienza. Ci racconti di te? Chi sei e perché leggi e scrivi?

Buongiorno a te Luca. Sono un medico, ricercatore universitario, specializzato in Chirurgia del Cuore e Grossi Vasi. Lavoro al Policlinico come ecocardiografista. Questo nella prima vita. Nella seconda, che vivo in contemporanea sono uno scrittore di thriller ormai dal lontano 1995, quando vinsi il Premio Alberto Tedeschi del Giallo Mondadori, in coppia con un coautore. Da allora di romanzi e racconti ne ho scritti tanti, sono pubblicata con più o meno tutte le grandi case editrici italiane, e tradotta in un certo numero di paesi esteri. Ma prima ancora di essere un medico e uno scrittore sono un lettore, onnivoro, vorace e instancabile. Leggo di tutto, leggo per respirare, anche se ho le mie preferenze, e nel campo del giallo sono molto esperta.

Come nascono le tue storie? Quanto rubi alla fantasia, quanto ad altri autori e quanto alla realtà?

Invento di continuo storie. Ho una fantasia molto sviluppata, in una direzione particolare. Il mondo che mi circonda è fonte di suggestioni e ispirazioni che filtro con il mio personale modo di vedere la realtà. Come un buon cuoco se vede un ciuffo di erbette, un pugno di farina e due noci subito inizia a pensare che ricetta ne può ricavare, così io, attingendo agli ingredienti di ciò che mi circonda penso come trasformarli in un thriller. La realtà va assolutamente trasformata, non amo in genere le storie tratte dalla vita vera, perché non dimentico mai che faccio letteratura di intrattenimento, e che il lettore deve poter posare il libro alla fine sapendo che è solo fantasia. Poi la realtà a volte è molto peggio, ma è compito del giornalista, e non dello scrittore, raccontarla. Altri autori? Leggo molto, sono un critico attento, e quindi imparo dalle cose buone o sbagliate che fanno gli altri. Quando scrivo valuto anche come lettore, quando leggo lo faccio con occhio da scrittore.

Dove scrivi? Hai un “posto del cuore” dove trovi ispirazione?

Ho una stanza nella mia casa sottratta al resto della famiglia. Una biblioteca, tutta in legno di ciliegio, tappezzata di libri in doppia fila, con la poltrona di cuoio rosso, libri anche per terra e una scrivania sovraccarica. Scrivo lì, e non amo le invasioni. In alternativa mi piace molto, se sono in vacanza, lavorare all’aria aperta, casomai sull’erba. In questo caso mi piace avere persone attorno, vedere movimento, come uno spettatore comunque separato dal flusso della vita, ma presente.

Preferisci il silenzio o ami musica di sottofondo?

Amo il silenzio, ma se c’è qualche rumore che mi distare, specie quando sono all’aperto, mi piace mettere sul mio Mac un po’ di musica, in genere sempre le stesse playlist che amo, che per me diventano un sottofondo piacevole di cui non mi accorgo, ma che copre quello che mi infastidisce. In realtà, però, quando sono nel pieno della scrittura, non sento più niente, e non ho bisogno di nulla.

“27 ossa” è la tua ultima fatica. Perché comprarlo?

Il mio ultimo romanzo è in uscita in questi giorni per i tipi della Newton Compton. E’ un thriller molto forte, sulla linea del mio precedente, L’anatomista”, sempre Newton Compton. Perché comprarlo? E’ una storia che coniuga un’accurata introspezione psicologica dei personaggi con un ritmo serrato. Mi piace tenere il lettore incollato alla pagina, destargli emozioni di tensione e aspettativa. Farlo entrare nella pelle dei miei personaggi e chiedersi cosa succederà. Allo stesso tempo voglio che le mie costruzioni caratteriali siano attendibili e interessanti, che ci si possa riconoscere nelle problematiche delle mie persone di carta. Poi cerco sempre di incuriosire il lettore con qualche dettaglio interessante della città dove ambiento le mie storie, Napoli, del suo sottosuolo, delle civiltà antiche che vi si sono susseguite. Senza esagerare, perché la cosa più importante è tenere sempre alta la suspence. Il responso finale comunque è del lettore, staremo a vedere se piacerà.

Quali sono state le maggiori difficoltà nella stesura del romanzo?

Per me il momento difficile è sempre l’inizio, quando scegli cosa raccontare. La decisione di narrare una storia esclude tutte le altre, e io non sono una che sforna libri a ripetizione, quindi se parto con un progetto rinuncio ad altri per un po’ di tempo. E poi sgrossare. Credo che nella scrittura, come in tante cose, renda la sottrazione. Quella parola in meno, quell’aggettivo, quel dialogo, quella scena e quella spiegazione che ti sembrano necessari, ma che poi capisci non fanno che appesantire la storia. Tutto questo ha un costo, è duro decidere cosa eliminare, per far emergere al meglio quello che vuoi raccontare.

E del rapporto con Editore ed Editor cosa puoi dirci?

Negli anni ho sempre lavorato con ottimi Editor, da cui ho imparato tanto. Certo, è difficile distinguere tra il suggerimento che ti serve, e quello che invece snaturerebbe la tua storia. Un equilibrio da mantenere con lucidità, non dimenticando che l’Editor è il tuo primo lettore, e che dalle critiche impari più che dai complimenti. Poi a volte, ti accorgi che un suggerimento rifiutato per un libro, ti torna in mente mentre scrivi il successivo, e solo allora ne comprendi il valore. Con i miei Editori ho sempre avuto ottimi rapporti, credo perché tengo presente che ognuno cerca di fare il suo lavoro al meglio. Lavori però molto diversi, anche se uniti da uno scopo comune, raggiungere i lettori e esserne apprezzati.

Hai altri progetti in fieri?

Sono nella fase iniziale, e per me come ti dicevo difficile, di scelta. Sto decidendo cosa ho voglia di raccontare, come la racconterò, e quali idee e progetti sacrificherò per dedicarmi a questo prossimo libro. Sarò nervosissima fino a che non sarò del tutto immersa in una nuova storia!

Descriviti come lettore. Quali libri compri? Hai un genere preferito o spazi a seconda del momento, dello stato d’animo?

Come ti dicevo, sono onnivoro, e bulimico. Se non ho niente di buono per le mani, rileggo, amo rileggere le cose belle, alcuni libri li ho letti molte volte. Ho però sempre delle pile di libri che mi aspettano, e seguo l’estro del momento, per ogni lettura c’è un momento giusto. Leggo più libri in contemporanea, ne ho almeno tre in lettura sempre. Sono un cosiddetto lettore forte, e negli anni ho spaziato dappertutto, ho una buona base di classici, ma anche storia, psicologia, fantascienza, ma amo leggere di tutto, qualunque cosa attragga la mia curiosità, anche se una bella fetta è letteratura gialla, thriller, noi, etc. In libreria vado a istinto. Autori che mi piacciono, titolo, immagine e casa editrice, valuto la seconda o quarta di copertina, poi apro il libro ma se le prime pagine non mi convincono lo lascio lì. Preferisco gli autori inglesi e americani, ma non solo. Compro libri sulle bancarelle dell’usato. Compro doppioni di libri che ho amato molto, specie se ne vedo uno usato di bancarella non riesco ad abbandonarlo lì. Non so quante copie ho de “Il buio oltre la siepe”, di “Orgoglio e pregiudizio”, e de “Il silenzio degli innocenti”! Assolutamente non presto libri. Preferisco comprarne una seconda copia e regalarla.

E se devi regalarlo un libro come lo scegli?

Regalo molto libri, quelli che ho amato e che penso possano piacere alla persona. Cerco tra le mie letture quella che immagino possa essere apprezzata. E’ il dono che preferisco fare, se so che il ricevente è un lettore. Altrimenti no, perché non amo sprecare un bel libro. Non penso si possa costringere qualcuno a leggere a forza.

Un consiglio ad un esordiente che ha la sua storia nel cassetto e non ha trovato ancora nessun editore interessato a pubblicarla?

Difficile dare consigli in questo campo. Per la mia esperienza: leggere molto. Leggere e amare il genere di cui si vuole scrivere. Mai pubblicare a pagamento. Se si ricevono molti rifiuti dagli editori chiedersi il perché. La cosa più difficile di tutte è diventare il critico più feroce di se stessi.

Un autore (o più) che costituisce per te un benchmark. E perché? Se ti va, ponigli il quesito che da tempo hai in mente! Magari è tra i lettori del Blog! Quale suo libro consiglieresti ai nostri lettori?

Alcuni degli scrittori che amo sono morti, un paio di altri li conosco e siamo amici, non ho quesiti per loro al momento. Libri belli ce ne sono tantissimi, difficile scegliere. Potrei consigliare Scuola per infermiere di PD James, Il silenzio degli innocenti di Thomas Harris, La donna della domenica di Fruttero & Lucentini, Magdeburg di Alan D. Altieri e 87° Distretto? Parlate più forte di Ed McBain, giusto per una panoramica a volo d’uccello.

Come te la cavi in cucina? Donaci una citazione e una ricetta! E grazie per la disponibilità!

In cucina sono estrosa, fantasiosa e pigra. Adoro preparare antipastini, dolci o sperimentare ricette, ma non sono io che cucino regolarmente a casa. In compenso mi piace mangiare J.

Una ricetta di sicuro successo che ho sperimentato anche personalmente sono le melanzane ‘mbuttunate alla cilentana rivisitate dalla sapienza culinaria della mitica Pernanda, signora cingalese che vive con me ed è il vero capo di casa. Melanzane tagliate a rondelle spesse. Incise da un lato ma non completamente, come una bocca. Preparare una farcia con uovo battuto e molto parmigiano, deve essere di consistenza cremosa ma solida. Farcire le melenzane, friggere in olio bollente, poi levare. A parte cuocere sugo di pomodoro, passata o pelata, poi disporre le melanzane in una padella larga, una vicino all’altra, condire con il sugo e cuocere un altro poco. Squisite, ma una bomba calorica.

Citazione: tutto quello che c’è di bello nella vita o è peccato, o fa male o fa ingrassare

 

Diana Lama è napoletana. Medico, specialista in Chirurgia del Cuore e Grossi Vasi, Ricercatore Universitario presso la Seconda Univer­sità degli Studi di Napoli.

Ultimo romanzo: 27 OSSA (Newton Compton 2015). Per lo stesso editore: L’ANATOMISTA (Newton Compton 2013), in uscita a breve in Francia per i tipi de L’Archipel.

SOLO TRA RAGAZZE (Piemme 2007), pubblicato in Francia in numerose versioni editoriali, in Russia e Canada. LA SIRENA SOTTO LE ALGHE (Piemme 2008), pubblicato in Germania e di recente ristampato per la collana Noir Italia del Sole 24ore. IL CIRCO DELLE MARAVIGLIE pubblicato in Germania. Nel 1995 ha vinto il Premio Alberto Tedeschi del Giallo Mondadori con ROSSI COME LEI scritto con Vincenzo de Falco.

Nel 2013 il suo racconto THE ULTIMATE SECRET, è stato pubblicato nella prestigiosa Ellery Queen Mystery Magazine in USA. Altri suoi suoi racconti sono presenti in prestigiose antologie di varie case editrici tra cui: Sonzogno, Garzanti, Piemme, Mondadori, Sperling & Kupfer, Perdisa, Todaro, Hobby & Work, Newton Compton, Hersilia Press, sulla rivista americana Beacons’, il Mattino di Napoli, Il Secolo XIX , il Giallo Mondadori.

E’ socio fondatore e Presidente di Napolinoir, l’Associazione dei Giallisti Napoletani.

dianalama@libero.it

www.dianalama.com

 

 

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