Oggi parliamo con… Paola Rambaldi

Incontriamo Paola Rambaldi tra le colline di Castello di Serravalle (BO). Intervista a cura di Alessandro Noseda.

 

Buongiorno e grazie per l’accoglienza.

Buongiorno e grazie a te, Alessandro!

Ci racconti di te? Chi sei e perché leggi e scrivi?

Sono stata impiegata per trent’anni in una multinazionale dell’informatica riuscendo a rimanere digiuna sia di hardware che di software e nonostante il quantitativo industriale di relazioni, offerte e contratti commerciali digitati ho costantemente concentrato il pensiero sulle mie fantasie noir, tardivamente riportate sulla carta. Per 4 anni ho partecipato a concorsi letterari riportando una sessantina di primi posti e collezionando coppe, targhe e trofei di ogni tipo.
Coi primi soldi vinti ho acquistato un computer per poter lavorare meglio alle mie storie.

Come nascono le tue storie? Quanto rubi alla fantasia, quanto ad altri autori e quanto alla realtà?

Le mie storie nascono dal vissuto di tutti i giorni, mio e delle persone che mi circondano, che sono continua fonte d’ispirazione. Ho cambiato tante case e tanti lavori e il fatto di aver lavorato nei campi più disparati quando la suddetta multinazionale ha chiuso i battenti mi ha ulteriormente arricchita di spunti.

Dove scrivi? Hai un “posto del cuore” dove trovi ispirazione? Preferisci il silenzio o ami musica di sottofondo?

Ho un piccolo studio che trabocca di libri e manoscritti, dove l’unico rumore di sottofondo è quello dei tosaerba dei vicini in azione 12 ore al giorno per 10 mesi all’anno e quando esco prendo appunti dappertutto. Prima di cominciare una storia porto con me gli amici per i rilevamenti sul posto.
Per l’ultimo romanzo, che ha per protagoniste due famiglie di pompe funebri, ho trascinato un amico a visitare un magazzino di carri mortuari, casse intagliate, e urne cinerarie con tanto di servizio fotografico. Il proprietario è stato così gentile nel mettersi a disposizione che gli abbiamo assicurato che usufruiremo sicuramente dei suoi servigi, e per me lettrice accanita, ho già adocchiato un’urna cineraria a forma di libro.

Tredici storie di Adriatico è la tua ultima fatica. Perché comprarlo?

Perché contiene 13 storie spiazzanti ambientate in altrettante cittadine della nostra Riviera romagnola che vi divertiranno. Sono 13 storie di gente che vive e lavora lì tutto l’anno, prive di ombrelloni, ma che si leggono volentieri sotto l’ombrellone.

Quali sono state le maggiori difficoltà nella stesura delle storie? E del rapporto con Editore ed Editor cosa puoi dirci? Hai altri progetti?

Inizialmente avevo sottoposto la prima stesura di queste tredici storie al compianto Luigi Bernardi ed era stato lui a suggerirmi di riunirle sotto l’unico filo conduttore dell’Adriatico. All’editing ha provveduto Luciano Sartirana delle Edizioni del Gattaccio che mi pubblica il libro. Di recente ho ultimato un romanzo ambientato nella Bassa del 1956 e sono a metà col seguito della stessa storia nel 1963.

Descriviti come lettore. Quali libri compri? Hai un genere preferito o spazi a seconda del momento, dello stato d’animo? E se devi regalarlo un libro come lo scegli?

Sono un’estimatrice dei libri di Simenon, quelli al di fuori del Commissario Maigret e ho un debole per il noir, ma spazio senza preclusioni anche negli altri generi.
Leggo 5/6 libri al mese. Ne compro, ne regalo, e ne prendo anche in prestito in biblioteca.

Un consiglio ad un esordiente che ha la sua storia nel cassetto e non ha trovato ancora nessun editore interessato a pubblicarla?

Di non demordere. Inizialmente anche i concorsi letterari sono un buon banco di prova, poi ci sono le agenzie letterarie pronte a valutare il tuo lavoro e a prenderlo in carico se ritengono che meriti.

Un autore (o più) che costituisce per te un benchmark. E perché? Se ti va, ponigli il quesito che da tempo hai in mente! Magari è tra i lettori del Blog! Quale suo libro consiglieresti ai nostri lettori?

Gli autori che apprezzo sarebbero veramente tanti da elencare, cito solo i primi italiani che mi vengono in mente: Mal’aria di Eraldo Baldini, Dei bambini non si sa niente di Simona Vinci, Il passato è una terra straniera di Gianrico Carofiglio e quasi tutti i libri di Ammaniti.
Anni fa rimasi folgorata dalla cattiveria e dall’erotismo di Luna di Fiele di Pascal Bruckner.

Come te la cavi in cucina? Donaci una citazione e una ricetta!

Ho spesso amici a cena e ho un debole per pasta e paste (primi e dolci).

CROCCANTE DI MANDORLE E PINOLI
(ingredienti per 8 persone)
– 500 gr. di mandorle sgusciate – 100 gr. di pinoli – 250 gr. di zucchero – 2 limoni bagnati da usare come matterello
– Preparate sul piano di lavoro un foglio di carta forno e due limoni lavati. Fate sciogliere lo zucchero in una padellina a fuoco basso. Quando lo zucchero si sarà liquefatto aggiungete mandorle e pinoli mescolando fino a che non si amalgamano. Versare subito il composto sul foglio di carta forno usando i due limoni bagnati per stenderlo. Lasciate raffreddare, spezzate con le mani e servite!
Paola Rambaldi
Citazione: Se non riesci a convincerli, confondili.

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