Olive Kitteridge – Elizabeth Strout

Trama

In un angolo del continente nordamericano c’è Crosby, nel Maine: un luogo senza importanza che tuttavia, grazie alla sottile lama dello sguardo della Strout, diviene lo specchio di un mondo più ampio. Perché in questo piccolo villaggio affacciato sull’Oceano Atlantico c’è una donna che regge i fili delle storie, e delle vite, di tutti i suoi concittadini. È Olive Kitteridge, un’insegnante in pensione che, con implacabile intelligenza critica, osserva i segni del tempo moltipllcarsi intorno a lei, tanto che poco o nulla le sfugge dell’animo di chi le sta accanto: un vecchio studente che ha smarrito il desiderio di vivere; Christopher, il figlio, tirannizzato dalla sua sensibilità spietata; un marito, Henry, che nella sua stessa fedeltà al matrimonio scopre una benedizione, e una croce. E ancora, le due sorelle Julie e Winnie: la prima, abbandonata sull’altare ma non rassegnata a una vita di rinuncia, sul punto di fuggire ricorderà le parole illuminanti della sua ex insegnante: “Non abbiate paura della vostra fame. Se ne avrete paura, sarete soltanto degli sciocchi qualsiasi”. Con dolore, e con disarmante onestà, in “Olive Kitteridge” si accampano i vari accenti e declinazioni della condizione umana – e i conflitti necessari per fronteggiarli entrambi. E il fragile, sottile miracolo di un’alta pagina di storia della letteratura, regalataci da una delle protagoniste della narrativa americana contemporanea, vincitrice, grazie a questo “romanzo in racconti”, del Premio Pulitzer 2009.

Recensione a cura di Simona Aiello

Appena ho iniziato a leggere Olive Kitteridge ho avuto come la sensazione di contemplare un bel quadro paesaggista. Di vedere, in panoramica, questa piccola cittadina del Maine, Crosby, circondata dalle coste frastagliate e gelide del New England e dai boschi. In questa veduta d’insieme si scorgono le case che compongono la cittadina ed i personaggi che la abitano.

Subito dopo le cose sono cambiate e ho avuto, invece, di fronte, dei precisissimi ritratti di varia umanità tutti accomunati da un mal di vivere con diverse declinazioni e diverse motivazioni da ricercare nel passato di ciascuno di loro.

E’ un romanzo fatto di racconti, di capitoli in cui i personaggi e le storie si dipanano attraverso la figura ingombrante ,sia in senso metaforico che fisico, della maestra elementare Olive Kitteridge.

Assistiamo al cambiamento di questa piccola comunità e di chi la popola dagli anni ’70 fino ai nostri giorni attraverso la lingua tagliente ed i modi bruschi di questa virago che non perdona nulla nè agli altri nè a se stessa.

La scrittura di Elizabeth Strout, premio pulitzer nel 2009, è precisa e netta come un bisturi, cristallina nel delineare in pochi tratti un personaggio.

E cosi scorrono, tra le pagine, le vite infelici di Olive e di suo marito Henry, uomo troppo gentile ma poco amato, di loro figlio Christopher, di Kevin e del suo traumatico passato, della cantante di night club e del suo infelice amore, dei giovani sposi Tiboudeax e del loro triste destino.

Nessuno è felice in questo romanzo, nessuno lo diventa e la poca felicità che scorgiamo in alcuni personaggi è destinata a scontrarsi con il destino che li attende.

Il personaggio principale, Olive, non è una donna facile nè una persona a cui è facile affezionarsi con le sue continue parole sprezzanti su tutti e su tutto con la sua anafettività verso il coniuge ed il figlio, con la sua apparente altezzosità.

Ma perchè Olive si comporta così? Cosa le e’ accaduta nella sua vita? Cosa non le permette di vivere felice e di far felice chi la vuole bene?

Non lo sappiamo con certezza, è sta qui la bellezza del romanzo. Elizabeth Strout ci offre degli indizi sul passato di Olive ma è il lettore che deve decifrarli e, decifrandoli odiare od amare il personaggio.

Tutto il romanzo è soffuso da questo mail di vivere, dalla frustrazione di una vita non vissuta totalmente per paura che la caduta sia troppo traumatica. Mi verrebbe da dire che questo romanzo sia  quasi un inno al male di vivere che pervade i singoli ed anche la società nel suo insieme e che per quanto ci si sforzi di lasciarsi tutto alle spalle di aggrapparsi alla vita questo senso di inadeguatezza non  ci abbandoni mai del tutto.

Dettagli

 

  • Copertina flessibile: 383 pagine
  • Editore: Fazi (2 luglio 2009)
  • Collana: Le strade
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 886411033X
  • ISBN-13: 978-8864110332

 

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