Oggi parliamo con… Elisa Formenti

Bella intervista rilasciata al blog da parte di Elisa Formenti, Autrice di “That’s Amore”. Leggiamo cosa ci racconta di lei e della sua esperienza!

 

Benvenuta su Giallo&Cucina. Un caffè? Un aperitivo?
Un caffè, grazie. Niente zucchero, per favore. No, non è per la dieta. Lo bevo amaro per gustare appieno l’aroma. Magari un biscottino, però, sono una golosona.

Come di consueto, ti preghiamo di presentarti al pubblico. Chi è e perché scrive Elisa Formenti?
Elisa è una biologa scrittrice. O una donna che scrive e si occupa anche di scienza? Di certo prima di essere biologa, scrittrice, o che dir si voglia, sono moglie e madre di due bambini che amo alla follia. Se sono scrittrice non lo so. Lo lasceremo decidere ai lettori. Quello che so è che la strada è ancora lunga e in salita ma me la voglio percorrere tutta. Scrivere è relax, divertimento, ma anche fatica, impegno e una ricerca perpetua di migliorarsi.
Sono una timida che si camuffa sotto le spoglie di una chiacchierona che appena può si sofferma a osservare e ad ascoltare ciò che poi, romanzato, si traduce nei suoi scritti. Scrivere è attraversare la soglia della realtà per entrare in un mondo in cui le parole sono amiche e si combinano a sciogliere rebus di pensieri intimi spesso tiranneggiati dal da farsi quotidiano.
Il tempo in cui scrivo è la conquista del mio spazio, il dialogo con la parte di me che, per pudore o timidezza, sottraggo agli altri e talvolta persino a me stessa.

Quando e come è nata la tua passione per la lettura?
Le primissime letture o almeno quelle di cui ho memoria sono Verne (La stella del sud; Il giro del mondo in 80 giorni); Malot (Senza Famiglia); Sand (La piccola Fadette); Rodari (Favole al telefono); Alcott (Piccole Donne); De Amicis (Cuore).
Ho conservato questi libri e molti altri per i miei bambini e tuttora occupano due ripiani della lunga libreria a ponte in corridoio.
Sul finire delle elementari e alle scuole medie sono stata catturata dai romanzi di Agatha Christie. Ammetto che in estate iniziava una vera e propria sfida all’ultimo giallo con mio cugino. Soprattutto durante le vacanze al mare dopo le corse, la ricerca di conchiglie, i lunghi bagni, i giochi, ricordo con infinita dolcezza i tramonti in spiaggia. Mentre il cielo imporporava e noi restavamo con il naso incollato alle pagine, impazienti di confermare l’intuizione che puntualmente la maestra del giallo smentiva costringendomi spesso a tornare indietro per capire quale fosse il dettaglio, il passaggio che mi ero lasciata sfuggire. Fra tutti non si può non citare: Dieci piccoli indiani.

E la passione per la scrittura?
La passione per la scrittura nasce insieme a me, sui banchi della scuola elementare e sulle mensole della libreria di casa, sempre ben fornita.

“That’s Amore”. Com’è nata l’idea?
Soprattutto negli ultimi tempi m’imbattevo in amici e conoscenti che avevano perso il lavoro e che non riuscivano a trovare un impiego: troppo vecchi, troppo qualificati, troppo poco specializzati, troppa poca esperienza. Insomma, dinanzi a queste storie ti senti impotente e la simpatia, la comprensione non erano sufficienti. Così è nata Clizia, una biologa disoccupata, che si adatta a una moltitudine di lavori diversi fino a quando intuisce che per sopravvivere doveva reinventarsi e lo fa tra i fornelli seguendo la passione per la cucina ereditata dal padre.

Il titolo That’s Amore è legato al fatto che questa canzone degli anni ’50 in qualche modo è il manifesto dell’italianità oltreoceano?
Oltre al fatto che mentre ascolto la pronuncia simpatica di Dean Martin con il suo inglese infarcito di italiano e napoletano non posso non sorridere, mi piace il ritmo e l’allegria che mi suscita. Sì, è l’emblema della nostalgia di Clizia per il suo paese che ha dovuto lasciare per realizzarsi.
Volendo leggere la metafora, invece, è l’addio alla giovane Clizia da parte della donna che ha trovato la sua strada e l’amore.

La cucina è una co-protagonista nel tuo romanzo. Tu sei brava in cucina?
Trovarmi in cucina per me è come ritornare ogni volta al banco di lavoro in laboratorio. Preparo gli accessori, gli ingredienti, li peso, mi tengo accanto la ricetta e poi mi lascio andare alla creatività, all’improvvisazione. Una regola ferrea in cucina, ereditata dalla nonna e dalla mamma (entrambe bravissime a cucinare) è non sprecare nulla. Se rimane dell’affettato (pancetta, prosciutto, speck etc.), guai a ripresentarlo il giorno dopo perché storcerebbero il naso, e allora et volià dei deliziosi involtini di pollo o una gustosa frittata. Se avanzo delle verdure cotte? Impossibile servirle l’indomani mentre una vellutata di zucca o di cavolfiore, ad esempio, con dei crostini passati in forno diventa una prelibatezza!

Ti sei ispirata a qualche persona reale per la caratterizzazione del tuo protagonista o è frutto della tua fantasia?
Clizia è vera, esiste, ma solo tra le pagine di That’s Amore. Alcuni tratti caratteriali appartengono a persone che conosco e in qualche aspetto mi assomiglia, ma non svelerò quale. Lascio al lettore la scelta di conoscere entrambe.

La storia si svolge essenzialmente a Bologna. Quale il tuo legame con questa città? Ne hai una conoscenza diretta o hai dovuto documentarti diversamente per rendere tanto credibile l’ambientazione?
Ho avuto la fortuna di visitare Bologna molti anni fa. Mi aveva colpito la sua dinamicità, la sua vivacità culturale e artistica. Il centro storico ha qualcosa di mistico e occulto con le sue chiese, i palazzi d’epoca e le sue torri medievali.
Ma non solo storia e arte. Come accennavo prima, sono una golosona e Bologna La grassa non poteva non prendermi per la gola.

That’s Amore è anche un romanzo sentimentale. Dobbiamo aspettarci anche qualche scena piccante?
Qualcosa accade ma non vi aspettate scene esplicite di sesso. Non mi piace leggerle nei libri e poi, come nel modo di vestire, il “vedo-non-vedo” è più intrigante, no?
Basta con l’approccio del tutto e subito. L’immaginazione e l’aspettativa sono dei potentissimi afrodisiaci.

Esiste una colonna sonora che fa da sfondo alla tua attività di scrittrice?
Non ho una vera e propria colonna sonora. Mi piace Mengoni che con L’Essenziale è finito anche tra le pagine di That’s Amore.

Mentre il mondo cade a pezzi
io compongo nuovi spazi e desideri che
appartengono anche a te
che da sempre sei per me
l’essenziale

Tutto il testo è significativo, ma queste frasi si adattano a Clizia e a quanto accade con il suo Davide.
Non solo. Calzano a pennello per descrivere cosa significhi per me scrivere.

Quali sono state le maggiori difficoltà incontrate nella stesura del romanzo?
La parte creativa è la più divertente. Quella in cui ogni sera ti ritrovi con i tuoi personaggi come con dei vecchi amici e non vedi l’ora di incontrarli di nuovo. Parli con loro, ascolti le loro storie, provi ciò che provano loro, soffri con loro e per loro, ridi con loro mentre si diverto a ingarbugliare la prima trama grossolana. Poi arriva la fase delle riletture e talvolta, ahimè, quasi della riscrittura fino al tam tam delle revisioni con il mio editor. Non me ne voglia Beniamino Soressi, insostituibile, ma è la parte più noiosa. A onor del vero è anche la fase in cui apprendi di più. La spinta al miglioramento diventa una sfida con me stessa e io adoro mettermi alla prova.

A chi e perché consiglieresti la lettura del tuo libro?
Su questo non ho dubbi. That’s Amore è per tutte le Clizie (uomini e donne) che credono che noi siamo molto di più di quello che mostriamo al mondo e talvolta persino a noi stessi. A tutti coloro che non sono perfetti, come non lo è Clizia, ma in fondo chi di noi lo è? A Chi ama mettersi alla prova e darsi una chance per realizzare il proprio sogno invece di rimanere a guardare che si realizzino i sogni altrui.

Cosa puoi raccontarci a proposito della tua esperienza editoriale?
Prima di cimentarmi nell’avventura di That’s Amore conoscevo la scrittura solo filtrata attraverso la mia passione e non mi rendevo conto di cosa significasse pubblicare e promuovere un romanzo e di quanta energia e fatica richiedesse.
Be’ l’ho imparato molto presto. Il libro fu pubblicato mentre mi trovavo ancora in vacanza in Liguria. Dedicarmi alla post-pubblicazione in campeggio con la connessione che andava e veniva, accampata in roulotte, è stata davvero un’avventura nell’avventura!
La fase di promozione è complicata e delicata ma mi ha permesso di conoscere persone, prima ancora che lettori, eccezionali che altrimenti non avrei mai incontrato.
Perciò molti sforzi e altrettanto impegno ma quando i tuoi lettori ti scrivono per chiederti quando uscirà il seguito o per ringraziarti perché Clizia è stata una piacevole compagnia o per dirti che il titolo avrebbe dovuto essere Il libro della speranza… Vediamo come potrei definire questi momenti? Emozione allo stato puro.

Che tipo di lettrice sei? Ci sono degli autori ai quali ti ispiri o che rappresentano per te un modello di riferimento?
Mi definirei una lettrice poliedrica anche se prediligo i romanzi sentimentali e i gialli.
Non ho un autore di riferimento. Sono convinta che ogni autore ci doni qualcosa.

Ci sarà un seguito per Clizia?
Mi sono sorpresa perché in molti mi hanno fatto la stessa domanda. Lascio la porta aperta a Clizia, ma credo che molto dipenderà da come andrà That’s Amore.

Adesso stai lavorando a qualche altro libro?
Sì, anche se al momento giace impolverato perché That’s Amore ha preso il sopravvento.

La tua prossima pubblicazione?
Vedremo… Di certo continuerò a studiare e a sfruttare al massimo le mie potenzialità cercando di migliorarmi senza demordere. Tenendo a mente che, come disse Baudelaire nei Consigli ai giovani letterati: «L’orgia non è più la sorella dell’ispirazione. L’ispirazione è, nel modo più assoluto, la sorella del lavoro quotidiano».
Quindi, sì, proseguirò a scrivere. Per me stessa e per chi avrà il piacere di leggermi.

Cosa ne pensi dell’editoria digitale?
Il rapporto Nielsen sulla lettura diffuso lo scorso marzo registra un abbandono della lettura: calano sia i lettori che gli acquirenti e drammaticamente i lettori giovani. L’ebook sia per il costo che la tipologia di supporto, potrebbe attirare di più i giovani verso la lettura.
Quello che deve farci paura è il confronto impietoso con gli altri paesi europei. Quella della lettura è una crisi in gran parte italiana.
Ecco allora che anche scrivere diventa, e qui cito Barthes, «un atto di solidarietà storica» fra l’opera letteraria e l’area sociale entro cui essa agisce e a cui si rivolge.
Resistono le librerie tradizionali e progrediscono le librerie online.
Credo che comunque sarebbe un peccato che l’ebook, con tutti gli indubbi vantaggi, soppiantasse il libro cartaceo. Io stessa non riuscirei a rinunciare alla sensazione delle pagine fra le dita, al profumo della carta e al piacere di ritrovare in mezzo alle pagine un segnalibro dimenticato o di rileggere le note, le riflessioni che aspettano di essere rilette e ripensate.
Ma tante piccole editorie stanno chiudendo e quindi sarebbe ottuso negare questa realtà.
Da un lato comprendo l’atteggiamento precauzionale (prima l’ebook e poi la stampa) perché stampa, distribuzione e promozione rappresentano un investimento notevole per un editore. D’altro canto però confrontarsi con i colossi editoriali e i nomi altisonanti che risuonano nella compagine della Top100 diventa un’impresa quasi impossibile per un esordiente. Il rischio è che scrittori talentuosi rimangano comunque nell’ombra o che, dopo una puntata flash nella Top100, ricadano nel pozzo nero delle opere invisibili.
Mi auguro che That’s Amore continui a resistere.

Lasciaci con una citazione e/o con una ricetta!
Una ricetta:
Prendete una farfalla blu, 100 g di stella polare, 80 g di lasagne al ragù, essenza di fiori di Iris, due/tre pezzetti di Bologna, dei boulevard parigini, tortellini, friggione, crescentine e spuma di mortadella. Condite con amicizia, amore e ironia. Riponete il tutto in una casseruola. Rimestate vigorosamente fino a ottenere una consistenza cremosa. Aggiungete sale q.b. e un pizzico di pepe. Infornate fino a doratura perfetta. Spolverate con del peperoncino. Impiattate e servite ben caldo.
That’s Amore: un libro avvincente da servire ben caldo!
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Infine una citazione:
La forza non deriva dalla capacità fisica. Deriva da una volontà indomita. (M. Gandhi)

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