Oggi parliamo con… Francesca Battistella

E’ con grande onore che introduciamo l’ospite di oggi, intervistata da Alessandro Noseda. Francesca battistella oltre ad essere una autrice eccezionale (io ho avuto modo di leggere e recensire “Il Re di Bastoni in Piedi”) ha collaborato con questo blog proponendo recensioni di lavori altrui. Sono molto contento che sul nostro divano virtuale sieda anche lei. Leggiamo cosa ci racconta !

 

Buongiorno e grazie per il tempo che ci dedichi.

Ma grazie a voi di GialloeCucina.
Ci racconti chi sei e perché leggi e scrivi?

Sono nata e vissuta per più di quarant’anni a Napoli nonostante sia mezza veneta e mezza piemontese, ho trascorso quattro anni in Nuova Zelanda e dal 1999 vivo con il mio compagno sul Lago d’Orta. Amo la natura, gli animali e la compagnia dei miei amici. Adoro i miei nipotini acquisiti e nel complesso mi considero una persona serena. Sono anche una donna che sfida ogni giorno la propria età reale ballando l’hip-hop e la zumba e sforzandomi di tenere lontana la vecchiaia che avanza. In questo, leggere tantissimo – fino a tre libri a settimana talvolta – aiuta parecchio. Scrivere, o immaginare quello che racconterò scrivendo, è ormai una seconda natura.


I tuoi libri ‘Re di bastoni, in piedi’, ‘La stretta del lupo’ e ‘Il messaggero dell’alba’ uscito a giugno 2014 sempre per i tipi di Scrittura&Scritture: come nasce il progetto?

Dal fatto che prendere sonno, la sera, mi è sempre risultato difficile. Così, fin da bambina, mi tenevo compagnia raccontandomi storie. Sono nati così, in età adulta, Re di bastoni e La stretta del lupo. Il messaggero dell’alba, seguito de La stretta del lupo, è stata forse la sfida più difficile. Volevo raccontare il mondo delle ‘belle lettere’ nei toni del giallo mostrando non solo quanto di buono, ma anche quanto di cattivo vi si annidi. Il messaggero dell’alba resta comunque un libro sul tema universale dell’invidia che mi sono divertita a declinare nella sua accezione ‘letteraria’.

 

Scrivere un romanzo richiede tempo e documentazione. Come affronti la cosa?

Il momento della scrittura non mi prende molto tempo. E’ prima che penso a lungo: personaggi, situazioni, trama. Mi racconto la storia infinite volte, cerco di capire se funzionerà e come renderla interessante per chi vorrà leggerla. Leggo tutto quello che riesco a trovare in relazione alla mia trama: articoli di giornale, libri, notizie e informazioni in rete. Se ho dei dubbi provo a chiedere a chi ritengo ne sappia in materia. E poi, finalmente, scrivo. Ma mica detto che finisca lì! Rileggo, cancello, cambio….

 

Hai il mito del delitto perfetto?

No, ma mi piacerebbe riuscire a costruirne almeno uno di delitto perfetto. Impossibile, vero?

 

Quali sono state le maggiori difficoltà nella stesura di un libro?

Cambiano di volta in volta, direi. Se parliamo di trama ci sono momenti in cui ti sembra che non funzioni e ti arrovelli. Lo stesso vale per i personaggi. Devono vivere, stamparsi in modo indelebile nella mente di chi legge, essere credibili nell’agire e nel parlare. Adoro scrivere i dialoghi, ma non è facile renderli sciolti e scorrevoli. Comporta un gran lavoro di limatura e qualche rilettura a voce alta. In un giallo, poi, tutto deve funzionare come un orologio di precisione, altrimenti è un disastro.

 

 

Come delinei i personaggi? Segui una scaletta o ti fai guidare dalla storia?

Preparo una scaletta: nomi, cognomi, qualche nota caratteristica. Può succedere che mi accorga che un personaggio è inutile e allora lo elimino o che me ne serva uno in più, ma accade di rado.

 

E del rapporto con l’Editor cosa puoi dirci? Sei geloso dell’opera o accetti di buon grado suggerimenti e ‘intrusioni’?

All’inizio ho sofferto abbastanza nel vedere cancellate parti del mio lavoro o leggere che mi venivano richieste delle modifiche a certe scene o situazioni, ma immagino sia piuttosto comune. Ogni scrittore nei confronti della propria opera è come una madre nei confronti del figlio: se qualcuno le dice che ha delle brutte orecchie s’inviperisce! Col tempo, però, si ringrazia la presenza degli editor e i loro suggerimenti. Nessuno scrittore, credo, è in grado di un giudizio sereno e distaccato verso la propria opera. Inoltre ritengo che i consigli degli editor siano in linea anche con le aspettative del mercato, un elemento del quale purtroppo non dobbiamo dimenticarci.

 

Dove scrivi? Carta e penna o direttamente sul PC?

Ho un brogliaccio sul quale annoto tutto quello che mi passa per la testa quando sto pensando a una nuova storia, ma anche frasi sentite, citazioni, nomi di canzoni, titoli di libri da spulciare o leggere. Poi parto sul PC.

 

Preferisci il silenzio o ami la musica di sottofondo?

Anni fa ascoltare musica mentre scrivevo mi piaceva. Oggi preferisco il silenzio.

 

C’è un titolo a cui sei particolarmente affezionata o non hai figli prediletti?

Uno fra tutti è Gli esuli scritto venti anni fa, assai mal pubblicato e ormai sparito. E’ un romanzo storico ambientato nel Libano della lunga guerra. Mi era costata una gran fatica scriverlo e chi al tempo riuscì a leggerlo lo amò molto. Magra consolazione.

 

Descriviti come lettore. Quali libri compri? Hai un genere preferito o spazi a seconda del momento, dello stato d’animo?

Sono una lettrice onnivora e compulsiva. Amo i gialli, i noir e i thriller certo, ma anche i grandi romanzi storici o i romanzi di introspezione o un bel romanzo d’amore purché non banale e ben scritto secondo i miei canoni. Detesto dal profondo del cuore il genere Kinsella, per intenderci, che al momento sembra imperversare anche in Italia.

 

Cosa pensi degli e-book? Avvicineranno gli Italiani alla lettura? Perché da noi si legge così poco?

Parto dalla fine: si legge poco perché manca una vera educazione alla lettura, manca chi insegni ai giovani il piacere di ‘vivere mille vite’ attraverso i libri come qualcuno ha detto, manca chi sia in grado di fargli capire che chi legge non si sentirà mai solo, o annoiato, ma si scoprirà più ricco e capace di maggior comprensione di quanto ci circonda. Di conseguenza non saranno gli e-book ad avvicinare gli Italiani alla lettura, temo, ma se dovesse accadere ben venga!

 

Un consiglio a un esordiente che la sua storia nel cassetto e non ha ancora trovato un editore disposto a pubblicarla.

Avere pazienza. Tenerla nel cassetto e andarla a rileggere ogni tanto. Scoprirà quante cose cambierebbe il che migliorerà di sicuro la sua storia. Nel frattempo continuare a scrivere e intanto guardarsi intorno alla ricerca della casa editrice giusta o di una buona, seria agenzia letteraria. Mai e sottolineo MAI affidarsi all’editoria a pagamento.

 

Ti piace presentare i tuoi libri al pubblico? Una domanda che non ti hanno mai fatto (e a cui avresti voluto rispondere) e una che ti ha messo in difficoltà.

Certo che mi piace e in genere insieme al mio pubblico mi diverto anche parecchio. E no, non mi vengono in mente domande mai fatte alle quali avrei voluto rispondere. In quanto a quelle che mi hanno messo in difficoltà direi nessuna. Come dice la mia amica e collega scrittrice Tiziana Silvestrin: ricordati sempre che sei tu la massima esperta della tua opera.

 

Un autore (o più) che costituisce per te un benchmark e perché? Fagli una domanda (anche indiscreta) che da tempo hai ‘in canna’. Quale suo libro consiglieresti ai nostri lettori?

Dico sempre che considero Simenon un Maestro. Ammiro profondamente il suo modo di scrivere per ‘sottrazione’ e vorrei emularlo nell’usare il minor numero possibile di aggettivi e avverbi. Difficilissimo. Leggere uno qualunque dei suoi libri è un’esperienza fantastica. Fra gli Italiani mi piacciono moltissimo Roberto Cotroneo, Gaetano Cappelli, Camilleri, Andrea Vitali e Scerbanenco. Fra gli altri stranieri Pamuck, Yeoshua, Perez Reverte, Javier Marias, ma sai quanti ne ho lasciati fuori. Certamente non posso vivere senza rileggere Shakespeare ancora e ancora. Ecco, la domanda la farei a lui: scappiamo insieme? Dai, scherzo!

 

Come consuetudine di GialloeCucina ti chiediamo di chiudere con una ricetta e una citazione.

Bene. Ripropongo una mia ricetta favorita. Sembra complicata, ma non lo è!

Torta rustica di melanzane e pomodori: 3 melanzane, 3 pomodori, basilico, 200 gr. di formaggio primo sale, pecorino grattugiato, pepe, sale, due rotoli di pasta sfoglia pronta.

Esecuzione: Mettere un filo d’olio in una padella e cuocere le melanzane tagliate a dadini con un pizzico di sale e un po’ di origano. Tagliare i pomodori a dadini e metterli in una zuppiera insieme al formaggio primo sale ugualmente tagliato a cubetti. Condire con un po’ di olio, sale, pepe e basilico. Quando le melanzane sono pronte mescolarle agli altri ingredienti nella zuppiera. Mettere il primo rotolo di sfoglia in una teglia, riempire con gli ingredienti della zuppiera, spolverare il tutto con abbondante pecorino e disporre alcune foglie di basilico prima di richiudere il tutto con il secondo rotolo di sfoglia. Infornare a 180°C per una mezz’ora e … buon appetito!

 

La citazione è di Confucio: Se hai bisogno di una mano per risolvere qualcosa la troverai alla fine del tuo brac

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