Oggi parliamo con… Giovanni Zeoli

Oggi Alessandro Noseda propone l’intervista a Giovanni Zeoli, andiamo a leggere cosa ci racconta!

Buongiorno e grazie per l’accoglienza. Ti va di raccontarci perché leggi e scrivi?

Salve a tutti mi chiamo Giovanni Zeoli e sono nato 35 anni fa Benevento a pochi passi dall’effige recante un passo del Canto di Manfredi della Divina Commedia. Orgoglioso come pochi che la mia città sia stata citata in questa opera universalmente conosciuta e apprezzata. Risiedo in provincia, a Morcone, e a parte due brevi parentesi di un anno ciascuna (a Roma e in Svizzera), non mi sono mai spostato da qui. Vabbè! Ripensandoci bene, negli ultimi otto anni ho girovagato in continuazione nel Sud Italia su camion adibiti a trasporti di alimenti freschi. Ovviamente per lavoro.

La passione per la letteratura è nata nella prima adolescenza, leggendo Wilde, Baudelaire, Guy de Maupassant, Dostoevsky e molti altri fino ad approdare a Bukowsky, Celine, Fante e Pasolini.

Grazie a questi ultimi ho capito che la vita vissuta poteva tradursi in letteratura e magari essere fonte d’ispirazione per la vita di altre persone. E’ questo il sostanziale motivo per cui leggo (specialmente libri con forte impronta autobiografica) e ciò è diventato anche il motivo per cui scrivere.

Il tuo romanzo, come nasce l’idea? Dove scrivi?

Truck Driver, il mio primo romanzo, è nato, come si evince dal titolo, sul camion, approfittando delle interminabili attese ai magazzini di scarico. Annotando fatti che mi erano capitati e in seguito rielaborati e riadattati ad una storia. Che è la mia storia ma può essere la storia di tanti. La storia di un trentenne che comincia a intravedere che non ha più la spregiudicatezza e il “sogno ribelle” coltivato in adolescenza e in gioventù.

Un trentenne che per la prima volta si guarda indietro e si accorge di aver dato importanza a cose futili al quale sente di non voler dare più importanza. E’ un trentenne che è in una fase di transizione, che sente ancora di non aver trovato il suo posto nel mondo, nonostante il milione di chilometri che ha già fatto sulle strade con il camion. Anzi proprio quel mestiere che aveva scelto, che dava una certa connotazione di forza, di coraggio, nonché un respiro di libertà alla sua vita, diventa una gabbia opprimente.

Quanto hai preso in prestito alla realtà e quanto è frutto della tua fervida fantasia in questo romanzo?

Tutta l’ambientazione e il motivo conduttore del romanzo sono stati presi in prestito dalla realtà in Truck Driver. Di fantasia sono i nomi, alcuni luoghi, alcuni fatti o parte di essi. Riguardo a nomi e luoghi comunque hanno il loro corrispettivo nel reale. E poi la narrazione è in prima persona, anche se mi servo di un alter ego. Diciamo che di fantasia ce n’è un bel pizzico per condire una storia reale.

Hai un “luogo del cuore” dove trovi ispirazione?

Truck Driver è stato scritto sul camion in diversi luoghi del Sud Italia, quindi non posso che avere a cuore tutto il Sud Italia. Anche per questo sono fortemente critico del Sud Italia nel romanzo.

Carta e penna o direttamente p.c.?

All’inizio carta e penna perché erano meno ingombranti ma poi, quando la storia è venuta a delinearsi, ho avuto bisogno del p.c., il quale mi ha causato qualche problemino.

Preferisci il silenzio o ami musica di sottofondo?

Il silenzio era solo per le idee che volevo elaborare. Una volta elaborata l’idea mi serviva la musica per scrivere. Così andavo più spedito. Come sottofondo utilizzavo il rock di RadioVirgin. L’ho anche citata nel romanzo, anche se le ho cambiato nome (Radio Bitch).

Come hai delineato i personaggi?

Sono tutti stati presi dalla realtà. Qualcuno era morto e il mio romanzo lo ha fatto tornare in vita. Un paio sono inventati. C’hanno tutti nomi diversi dalla realtà tranne qualcuno che è già riconosciuto dal grande pubblico.

Quali sono state le maggiori difficoltà nella stesura del romanzo?

L’unica vera difficoltà è stata quella di dare un motivo conduttore unitario che ricongiungesse tutti i fatti narrati. All’inizio ho trovato molte discrepanze fra un capitolo e quelli successivi. Sembravano racconti indipendenti gli uni dagli altri.

E del rapporto con Editor ed Editore cosa puoi dirci?

Io ho pubblicato con la Enzo Delfino editore, che mi ha proposto di pubblicare in e-book. Essendo una casa editrice non a pagamento, sono stato entusiasta di accettare le loro condizioni. L’editor ha fatto un ottimo lavoro, mi ha mitigato dove doveva e ha rafforzato quelle parti del racconto che erano ancora troppo deboli. Non posso che ringraziare loro così come a voi, per avermi dato spazio e un opportunità per farmi conoscere.

Hai altri progetti in mente?

Per ora no. Chissà! Può darsi che ci sia un seguito di Truck Driver, magari con lo stesso protagonista, meno itinerante stavolta, che dà da mangiare a polli, maiali e galline e che ha trovato una dimensione più congeniale.

E se ti proponessero una sceneggiatura per un film? saresti d’accordo o ritieni che i tuoi romanzi soffrirebbero nella trasposizione cinematografica?

D’accordissimo! A patto che mi facessero fare il ruolo del protagonista! Mmm! Forse chiedo troppo! Può essere sufficiente anche una particina! Un Cameo che so! Lascerei comunque libertà al regista su come vuole strutturare la storia. L’ispirazione deve essere libera sempre.

Descriviti come lettore? Quali libri compri? Hai un genere preferito o spazi a seconda del momento, dello stato d’animo?

Come ho detto è prima mi piacciono i libri di forte impronta autobiografica. Talvolta però ho avuto crisi mistico-religiose, chiamiamole così, e ho avuto bisogno dei libri di Osho, Jacopo Fo, Gibran ecc…

E se devi regalarlo un libro come scegli?

Non avrei proprio idea. Sono convinto che in realtà sono i libri a scegliere noi. Mi spiego! Ognuno è alla ricerca di qualcosa quando legge! Io cercavo tracce di me nella letteratura. Ma mi ci è voluto molto tempo per capire ciò. Cosa potrei scegliere per gli altri? Si potrei regalare un libro, ma sarebbe sempre un libro che sarebbe congeniale a me e al mio modo di vedere le cose ma non è detto che sia adatto agli altri.

Un consiglio ad un esordiente che ha la sua storia nel cassetto e non ha trovato ancora nessun editore interessato a pubblicarla?

Mandali a tutti gli editori possibili, specie quelli che non ti chiedono denaro per pubblicare e che utilizzano la casella e-mail per mandar loro il materiale. Se nessuno di questi ti risponde, rileggi attentamente ciò che hai scritto diverse volte e se sei convinto che valga la pena pubblicarlo, rivolgiti a siti di autopubblicazione.

Grazie del tempo che hai voluto dedicarci. Prima di salutarci ti chiediamo, come consuetudine di Giallo e Cucina, di lasciarci con una ricetta ed una citazione!

Beh come ricetta potrei darvi quella della “zaonta” che è un piatto tipico di Morcone. Non sono altri che pezzetti freschi di filetto di maiale tagliuzzato a dadini, messi a soffriggere assieme a cipolla e peperoni ( entrambi tagliuzzati). Leggerino Eh!

E vi lascio con questa citazione di Wilde:

“L‘esperienza è il tipo di insegnante più difficile. Prima ti fa l’esame e poi ti spiega la lezione”.

P.S. Per approfondire come scrivo e che scrivo vi segnalo le mie due pagine facebook sul quale troverete anche le modalità di acquisto del romanzo TRUCK DRIVER in e-book ( disponibile anche su Feltrinelli, inMondadori, Amazon, Hoepli e i migliori store italiani )

https://www.facebook.com/giovannizeoliscrittore?ref=bookmarks

https://www.facebook.com/truckdriverede?ref=bookmarks

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...