Oggi parliamo con… Roberto Bonfanti

Incontriamo Roberto Bonfanti che ha recentemente pubblicato “La vita è dura nei dettagli” e “Cose che si rompono”, i primi due romanzi di una trilogia ancora da ultimare. Intervista a cura di Alessandro Noseda

 

Buongiorno e grazie per l’invito a pranzo! Cosa ordiniamo? Come hai scelto il locale?

In questo periodo niente di meglio che uno spaghetto allo scoglio, in un ristorantino in riva al mare, con un bicchiere di Vermentino di Gallura.

 

Non sapevo t’intendessi anche di vino e cucina! Allora sei proprio nel Blog adatto!

Non sono un esperto, mi piace il pesce e se assaggio un vino particolarmente gradevole cerco di ricordarmelo

 

Ci racconti chi sei e perché leggi e scrivi?

Sono un tecnico audio e luci, lavoro in teatro, nei concerti, è una professione che ho intrapreso dopo aver fatto l’impiegato per alcuni anni, quando ho scoperto che la scrivania non faceva per me. Leggo molto, da sempre, e siccome mi piace cimentarmi in hobby creativi, il passo successivo è stato quello di scrivere, l’ho sempre fatto, fin da ragazzo, racconti, poesie, pensieri. Negli ultimi anni sono riuscito a dare una forma più concreta ai miei scritti ed ho realizzato due romanzi e alcune raccolte di racconti

 

Sei uno scrittore eclettico, che cambia spesso timbro e stile? Dove trai ispirazione? Prendi in prestito dalla realtà o dai pieno spazio alla fantasia?

Uno dei miei libri si chiama “Storie di ordinaria fonia” (sì, il titolo è un omaggio a Bukowski), raccoglie episodi che mi sono capitati nel mio lavoro, quelli più particolari o divertenti. Per gli altri libri, invece, l’ispirazione arriva dal mio sguardo sulla realtà, che poi filtro ed elaboro fino a trasformarla in un parto della fantasia. Ci sono innumerevoli storie intorno a noi, che aspettano solo di essere raccontate, quello che conta è come si raccontano.

 

Dove scrivi? carta e penna o direttamente al p.c.?

Rigorosamente al pc, al limite uso carta e penna per prendere qualche appunto se non ho a disposizione il notebook.

 

Preferisci il silenzio o ami musica di sottofondo?

Dipende dai momenti, di solito non scelgo una musica particolare per ispirarmi, ma talvolta mi capita di associare un brano che ascolto, anche mentre non sto scrivendo, con un particolare passaggio o una frase specifica di un racconto. La musica, per professione e per passione fa sempre parte della mia vita. Quando devo correggere e fare editing, invece, preferisco il silenzio, mi aiuta nella concentrazione.

 

Raccontaci del tuo ultimo nato, Come è sbocciata l’idea?

In realtà sono due romanzi, “la vita è dura nei dettagli” e “Cose che si rompono”, li accumuno perché sono l’uno il sequel dell’altro. Volevo raccontare una storia di gente comune, quella che abbiamo intorno a noi tutti i giorni, ai miei personaggi però capita qualcosa di particolare, qualcosa che cambia loro la vita e la visione del mondo. Sono romanzi con elementi thriller, romance, e altre influenze, in cui ho inserito anche il mio amore per le moto e la buona musica.

 

Quando scrivi segui una scaletta prefissata o ti fai condurre dalla narrazione? Quali ricordi come maggiori difficoltà?

Di solito inizio da uno spunto, che a volte può essere anche solo una frase, una parola chiave, e poi la storia si costruisce mentre la scrivo, quasi mai ho bene in mente tutti i dettagli del racconto prima di iniziare. Le maggiori difficoltà che ho incontrato, soprattutto nei romanzi, sono quelle del dover scrivere dei passaggi di raccordo per rendere più lineare la struttura della narrazione, che per mia indole sarebbe fin troppo sperimentale.

 

Del rapporto con Editor ed Editore cosa puoi dirci?

Sinceramente poco. Non ho né un editor né un editore. Quando ho deciso di pubblicare i miei lavori ho optato subito per il self publishing. Penso che le case editrici oggi siano fin troppo prudenti nell’accettare manoscritti di sconosciuti, e quelle che lo fanno non credo che abbiano capacità promozionali molto superiori rispetto ad un autore che si auto pubblica. In più ho il controllo completo sul libro, dalla scrittura alla copertina, e questo, per me, è una libertà a cui non rinuncerei volentieri. D’altra parte mi piace confrontarmi con qualcuno che ha uno sguardo diverso dei miei lavori, ho parecchi contatti con altri autori indipendenti, ci scambiamo impressioni e consigli sui nostri libri, quasi come farebbe un pool di lettura critica.

 

Hai altri progetti letterari in divenire?

Sto scrivendo il terzo romanzo della serie, quello in cui conto di concludere trame e sottotrame sviluppate nei primi due. Con altri tre amici autori sto portando avanti un esperimento di scrittura collettiva, un po’ particolare, poiché si svolge in tempo reale su facebook, facendo interagire alcuni personaggi nati nei nostri rispettivi libri. Poi ho altre idee, ogni tanto prendo appunti per lavori futuri, ma è sempre il tempo che manca per dedicarmi quanto vorrei alla scrittura.

 

Descriviti come lettore. Hai un genere preferito o spazi a seconda del momento, dello stato d’animo?

Leggo principalmente narrativa, pochi saggi, riguardo ai romanzi leggo di tutto, dal thriller alla fantascienza al noir al romance, non amo molto il fantasy, anche se ultimamente ho letto alcuni libri molto belli di questo genere. Altra categoria che frequento poco è il rosa contemporaneo, i vari cloni delle 50 sfumature et similia…

 

Consiglia un titolo ai nostri lettori.

Giulia 1300 e altri miracoli, di Fabio Bartolomei.

 

Perché hai scelto proprio questo?

Avrei potuto optare per qualche classico, un capolavoro della letteratura, ma quelli un lettore anche mediamente attento non ha bisogno di scoprirli. Questo, invece, è un romanzo di un esordiente, che ho trovato fresco e interessante, con delle idee carine, che merita di essere letto. Fatte le dovute proporzioni trovo anche che lo stile di questo autore non sia troppo lontano dal mio, quindi c’è una sorta di affinità.

 

Un suggerimento ad un collega esordiente che ha la sua storia nel cassetto e non ha trovato ancora nessun editore interessato a pubblicarla?

Consiglierei di non scrivere con l’obiettivo di trovare un editore, ma di valutare con spirito critico la propria scrittura, di non smettere mai di cercare di migliorare il proprio stile e di non farsi troppe illusioni. Se poi l’editore non si trova, c’è sempre il self publishing, credo che l’editoria dovrà cominciare a considerare questo fenomeno relativamente nuovo, almeno per noi; in altri paesi è già una realtà consolidata.

 

Ti piace presentare i tuoi libri al pubblico? Una domanda che non ti hanno mai fatto (e a cui avresti voluto rispondere) ed una che t’ha messo in difficoltà?

Sono di carattere introverso, quindi non amo molto parlare in pubblico. Una domanda che vorrei ricevere è: “Cosa ne farai dei milioni di euro guadagnati con i tuoi libri?”, scherzo ovviamente! La domanda che mi mette in difficoltà è: “Di cosa parla il tuo romanzo?”, non so mai cosa rispondere, mi viene da raccontare la trama, non sono un buon promotore di me stesso.

 

Ci sono autori che ami, che costituiscono per te un riferimento?

Troppi. Cioè, non ti saprei dire se qualche autore mi ha influenzato a livello di stile, di scrittura, ma ce ne sono veramente molti che mi piacciono, te ne indico alcuni, così come mi vengono, in ordine sparso: Dostoevskij, Calvino, Bukowski, Palahniuk, Eco, Bulgakov, Pavese, Marquez, Ballard, Cassola, Poe ecc. ecc.

 

Che domanda vorresti porgere loro?

Ce ne avrei parecchie di domande, ma credo che, se potessi, prenderei una birra insieme al vecchio Charles Bukowski e starei ad ascoltare le sue storie.

 

Come di consueto, ti ringraziamo dell’invito e ti chiediamo di chiudere con una ricetta ed una citazione!

Ok, provate questo tonno alla griglia:

Per due persone.

Tritate finemente salvia e rosmarino, metteteli in una ciotola o un piatto fondo.

Aggiungete pomodori ciliegini tagliati a spicchi. Pomodorini secchi tagliati a listelli. Pinoli. Capperi. Cospargete il tutto con abbondante olio extravergine, succo di limone e mezzo cucchiaio di aceto balsamico. Salate, pepate e lasciate riposare.

Passate sulla griglia ben calda un trancio di media grandezza di tonno fresco, un minuto per lato.

Con un cucchiaio preparate nel piatto di portata un letto con i pomodorini e tutto il resto. Disponetevi sopra il tonno tagliato a fettine. Aggiungete fragoline o more, a seconda della stagione. Condite il tutto con la salsa rimasta sul fondo della ciotola.

Per quanto riguarda la citazione metto questa, di Gesualdo Bufalino, che campeggia nella home del mio blog:

 

Che ci vuole a scrivere un libro? Leggerlo è la fatica.

 

 

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