Oggi parliamo con… Francesca Bertuzzi

Incontriamo per un aperitivo Francesca Bertuzzi, nota scrittrice romana che ha recentemente pubblicato La Belva per Newton Compton editori. Intervista a cura di Alessandro Noseda.

 

Buongiorno Francesca e grazie per aver accettato l’invito. Cosa ti offro?

Ciao, per aperitivo direi che possiamo cominciare con un prosecco…

 Ci racconti chi sei e perché leggi e scrivi? 

Sono una lettrice sin da quando ero piccola. Le storie mi sono sempre piaciute in tutte le loro declinazioni. Da bambina ero spesso malata e mio nonno mi leggeva romanzi interi. Guardavo i cartoni, ovviamente. Ascoltavo la musica di mia madre mentre lei si preparava a uscire e rimanevo incantata dai racconti di De Andrè. C’era anche un servizio telefonico, che chiamavo di nascosto, e una voce calma raccontava una favola breve. Poi crescendo mi sono trovata in mano i libri ed è stato amore. Mi perdevo in avventure che potevo vivere attraverso le pagine ma che non avrei mai vissuto nel mondo reale. Crescendo ho capito che potevo scegliere io le avventure e i mondi da vivere e ho iniziato a scrivere.

Come mai hai accettato di accordare un’intervista a Giallo e Cucina? È un Blog che segui?

Certo e mi interessa molto… felice di essere oggi fra gli intervistati!!!

I tuoi libri, come nasce il progetto? E “La Belva” in particolare?

Nascono prima la trama principale e l’ossatura del noir, poi procedo chiedendomi cosa farei se… o casa mi piacerebbe avere il coraggio di fare se… La Belva è nato da un fatto di cronaca che mi sono trovata a leggere nei giornali l’estate del 2012. Era così incredibile, così fuori dalla portata del reale che ho trovato fosse perfetto per un romanzo di genere. È stata una sfida quella di prendere un evento reale al limite dell’inverosimile e trasporlo in narrativa.

 

Dove scrivi? In studio, ai giardini pubblici, al mare…? direttamente al p.c. o carta e penna?

A volte mi capita di appuntarmi una frase o delle caratteristiche di un personaggio su un blocco, ma scrivo al computer. Generalmente me ne vado da Roma, mi trasferisco per alcuni mesi all’Isola d’Elba, in inverno, e lavoro ogni giorno metodicamente al romanzo. Non sono molto disciplinata e se restassi in città sarei troppo tentata dalle varie distrazioni.

 

Preferisci il silenzio o ami musica di sottofondo?

No, il silenzio. L’unico sottofondo è quello del mio molosso che si addormenta sotto la scrivania e ogni tanto ringhia nel sonno.

 

Dove trai l’ispirazione? Quanto è esperienza reale e quanto frutto di fantasia?

Ad essere onesti è un bel mix. Mi piace dare alle mie protagoniste qualcosa di mio. Danny aveva un mastino che si chiamava Huan, il mio cane. Giuditta usava il vicks per un problema ai turbinati, come me. Fino ad arrivare a Rebecca, la protagonista di La Belva, che va in vacanza sulle dolomiti con la nonna, la sorella e le due cugine come ho fatto io per dieci anni. Credo sia importante per me empatizzare con le mie protagoniste, conoscerle per provare a renderle reali. Le storie per fortuna sono immaginifiche, credo che non mi risveglierò mai legata e imbavagliata in un capanno fuori città… almeno spero!!!

 

Come delinei i personaggi? Segui una scaletta o ti fai guidare dalla storia?

Le mie protagoniste hanno tutte un filo comune che le lega. Sono delle ragazze toste, persone che non si lasciano piegare dalla vita ma che reagiscono di fronte alle situazioni in cui le caccio… poi i personaggi prendono vita e si delineano anche un po’ da soli. A volte capita che non metto in conto delle cose che però emergono quasi organicamente da loro.

 

Del rapporto con l’Editor ed Editore cosa puoi dirci? Sei gelosa dell’opera o accetti di buon grado suggerimenti e “intrusioni”?

Nessuna intrusione, lavoro con una editor capace che rispetta molto il mio lavoro come io rispetto il suo. Non c’è alcun tentativo di snaturare l’opera ma di migliorarla. Questo non può che essere un’aggiunta preziosa al romanzo.

 

C’è un titolo a cui sei particolarmente affezionata o non hai figli prediletti?

-Non so, Il Carnefice è stato molto importante. Ha voluto dire per me diventare scrittrice, poterlo dire ad alta voce. Non dimenticherò mai quello che ha rappresentato per me, i mesi di scrittura, i mesi di attesa dopo averlo spedito. Non dimenticherò mai quanto speravo che succedesse quello che è successo e che ancora ad oggi, a quattro anni di distanza, mi sembra ancora incredibile. Ma sono orgogliosa di tutti e tre i miei lavori. Vogliono dire molto, ognuno a modo suo, nella mia vita.

 

Hai altri progetti in cantiere? Quando ti troveremo di nuovo in libreria?

Ho in mente un romanzo che credo sia una bella sfida per me… un po’ diverso dagli altri, per varie ragioni, e la storia che c’è dietro mi piace parecchio. Spero che piaccia anche a chi la avrà fra le mani. Non so quando uscirà ma spero di finirlo in tempo per l’estate del 2015.

 

Descriviti come lettrice? Quali libri compri? Hai un genere preferito o spazi a seconda del momento, dello stato d’animo?

Sono piuttosto compulsiva come lettrice. Ho le mie preferenze, che ovviamente sono dedicate al genere noir, per la narrativa, e alla psicologia, per la saggistica, ma leggo di tutto, senza discriminazioni. Mi piacciono i libri. Tanto e tanti.

 

Un consiglio ad un esordiente che ha la sua storia nel cassetto e non ha trovato ancora nessun editore interessato a pubblicarla?

Consiglio agli aspiranti scrittori di non demordere alle prime difficoltà, ma di insistere, di spedire i romanzi alle case editrici che per collane possono essere effettivamente interessate al loro romanzo e di cercare un supporto nelle agenzie letterarie, sono un anello fondamentale per creare connessione fra autore ed editore.

 In cucina come te la cavi? Lasciaci con una tua ricetta ed una citazione che ami!

Credo di essere brava. Ci passo molto tempo, soprattutto quando vado all’Elba per scrivere… Consiglio il salmone marinato in salsa di soia e lime. Si prepara un recipiente in cui si mettono tre cucchiai di soia e uno di lime, con peperoncino, porro tritato e peperone tagliato a cubetti piccolissimi. Si rovescia sul salmone e si lascia marinare per qualche ora. Poi si stende il salmone su un letto di valeriana. Si aggiunge salsa prima di servire ed è pronto… per me è buono!!!

Lolita, luce dei miei occhi, fuoco dei miei lombi, mio peccato, anima mia… LoLiTa.

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