LO SHERLOCK HOLMES DELLE CAMPAGNE

La storia che leggerete oggi nasce dalla penna della giovane Benedetta. Un ciccolo regalo per tutti i lettori del blog!

 

LO SHERLOCK HOLMES DELLE CAMPAGNE

 

Accadde tutto in quello strano pomeriggio di pioggia, o di “piova”, da come era chiamata dai cittadini di quello sperduto paese perso tra le campagne.

L’odore non era sicuramente quello che si sente in città, anzi, i “profumi” presenti erano gran parte dovuti alle “boasse”, o per le persone di gran classe (che in questa città erano veramente poche, se vogliamo fare l’elenco: il sindaco e il banchiere, una persona un po’ babbea) si chiamavano “concimi”.

Il banchiere era un uomo stimato, era azzimato e parlava con un gradevole accento inglese che intrigava le donne.

Si chiamava John Public, ma amava farsi chiamare: “Mr John”. Veniva dalla brughiera inglese e nessuno sapeva perché si era trasferito in quella campagna italiana. Era alto e magro, con due baffi alla francese (cioè con la punta rivolta all’insù). Camminava in giro per la città con un bastone di legno il cui manico aveva una testa d’aquila con due rubini incastonati sugli occhi, sembrava molto antico. Uno dei pochi difetti di questo gentleman era un ché di pettegolo e bisbetico.

In Inghilterra il suo passatempo preferito era il curling, in Italia era giocare a bocce con persone rispettabili quanto lui, che erano veramente poche.

Aveva appena finito di lavorare, che si accorse della pioggia e pensò: “O suanto cielow, come faròw senza il miow ombrellow?”. Non c’era soluzione: si doveva per forza bagnare.

“Perdincibacco-w devo proprio buagnarmi” disse e si riparò la testa con il frac, evitando così di lavare il suo nuovo cappello a cilindro. L’inglese non sapeva ancora cosa stava per succedere, altrimenti avrebbe cambiato strada.

Era in via Geraldi quando scorse, sotto il grande palazzo, una figura umana distesa per terra. Si avvicinò e capì che l’uomo steso era il sindaco ed era morto.

Mr John intuì subito che si trattava di uno sparo dritto al cuore.

Chiamò la polizia ma questa ci mise molto ad arrivare. Durante l’attesa pensò: “ Chi mai potrebbew ucciderw una cousì rispettabile persona anche miow compagnow di bocce ,che vincevaw sempre?”.

Arrivata la polizia lui era molto incuriosito. Lui in Inghilterra era un poliziotto e allora chiese agli sbirri se potevano affidargli il caso. Li convinse: il caso era suo, era molto fiero di poter tirare fuori la sua vecchia galante uniforme da ‘police-man’. Sbeffeggiava i poliziotti perché si riteneva superiore e sbandierava a tutti i cittadini di essere diventato uno “Sherlock Holmes” (circa).

Iniziò subito le indagini, controllò il cadavere. Niente. Aveva guardato i documenti, il portafoglio, persino il cappello e le scarpe. Ma spiando bene vide un pezzo di giornale, bagnato e stropicciato, usciva da una tasca interna.

L’articolo diceva:

“ Nuova lotteria: primo premio un milione di euro”.

Wow. Forse il sindaco non era così ricco e potente come voleva far credere, era andato in bancarotta. Chissà.

Mr John cercò in banca, la vittima aveva finito i soldi, poteva trattarsi di suicidio?

Mentre camminava rifletté sulle sue macchinose teorie e pensò ad alta voce: “Perdindirindinaw e se qualcuno awesse cercauto di rubargliw la vincitaw?”.

Si informò. Andò in una cartoleria, non una qualsiasi, lì vendevano anche sigarette e numeri del lotto. Chiese se qualcuno fosse andato lì a controllare le vincite. Apprese dal cartolaio che proprio il vicesindaco era passato, con un fare un po’ sospetto.

Ma certo! Il vicesindaco! Come poteva non averlo pensato prima: quel manigoldo era sempre in cerca di fare qualche buon affare qua e là, cercava di farsi pagare mediazioni inesistenti da poveri malcapitati.

Era finito nei guai più di una volta per i suoi comportamenti poco ortodossi. Chissà perché era stato eletto vicesindaco, questo paesino era veramente piccolo.

Il movente c’era, il vicesindaco voleva la vincita di Cosetto. Ma non c’erano prove.

Si stava facendo tardi e Mr. John decise di prepararsi per l’abituale partita di bocce del venerdì con un suo collega.

Durante il terzo turno gli cadde lo sguardo su un lato della pista. C’era del sangue. Ah-ha! Ecco una prova. Chiese alla polizia se poteva analizzare il sangue e vedere se apparteneva al sindaco.

Ci volle una settimana. Settimana in cui Mr. John boffonchiò parecchie volte contro i poliziotti.

Sì, il sangue era di Cosetto. Chiese al proprietario del campo chi lo aveva affittato verso le diciassette di mercoledì scorso, ora in cui il delitto si compiva. Sì, il vicesindaco Rigon aveva affittato il campo ma non per giocare, ma per derubare Cosetto.

Comunicò le sue scoperte alla polizia, che immediatamente arrestò il vicesindaco gaglioffo.

Ora Mr. John non era più un “police-man”, ma ritornò ad essere un qualunque signore di campagna, con un bell’accento inglese.

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