Oggi parliamo con… Ugo Moriano

Oggi si è intrattenuto con Alessandro Noseda Ugo Moriano, vincitore (1° classificato) del premio letterario Montefiore.

Buona Lettura!

 

Buongiorno e grazie per l’accoglienza. Ti va di raccontarci perché leggi e scrivi?

Buongiorno. Sicuramente sì. E’ un piacere poter parlare di libri. Sono un lettore onnivoro, sempre affamato, e scrivo perchè mi diverto a raccontare storie che innanzitutto vivo in anteprima nella mia mente.

I tuoi romanzi, come nasce l’idea? Dove scrivi?

L’idea nasce da uno spunto o da uno stato d’animo. Colgo un’immagine, una scena o una frase e la mia fantasia si mette all’opera. Oppure lascio la mia mente libera di divagare e dopo un po’ si coagulano alcune possibili storie legate a sensazioni. Poi le valuto e le approfondisco fino a che una assume la giusta “consistenza”. Scrivo in casa,chiuso in una stanza.

Hai un “luogo del cuore” dove trovi ispirazione?

L’ispirazione la trovo camminando. Ho alcuni percorsi abituali che faccio quando devo “pensare” un capitolo o anche valutare una possibile trama. Alcuni sono lungo la costa, altri nelle campagne retrostanti.

Carta e penna o direttamente p.c.?

Assolutamente p.c.

Preferisci il silenzio o ami musica di sottofondo?

Scrivo avvolto nel silenzio. Mi siedo davanti alla ribaltina dove ho appoggiato il p.c. e lascio correre la fantasia.

”L’inganno del tempo ” è la tua ultima fatica. Dove hai trovato spunto?

Su nove romanzi al momento pubblicati, questo è il secondo legato a uno stato d’animo “autunnale” (anche se la storia si svolge d’estate). Camminando è nata un’idea un po’ cupa ed io l’ho lasciata crescere fino a diventare l’ossatura portante del romanzo.

Quanto prendi in prestito alla realtà e quanto è frutto della tua fervida fantasia?

La storia nasce esclusivamente dalla fantasia, poi però occorre inserirla in un contesto verosimile e pertanto la realtà offre spunti e soluzioni.

Come delinei i personaggi?

E’ la storia che li crea. Hanno già una loro personalità. Io mi limito a “catturarli” e dargli un retroterra credibile su cui appoggiarsi.

Segui una scaletta o ti fai guidare dalla storia?

Mi guida la storia. Naturalmente quando inizio a scrivere ho in mente un abbozzo di trama di cui conosco il punto di partenza, quello di arrivo e il perchè accadono determinati eventi, ma poi mi lascio condurre dalle vicende dei personaggi che, pagina dopo pagina, affrontano le circostanze in cui, spesso loro malgrado, sono coinvolti.

Quali sono state le maggiori difficoltà nella stesura del romanzo?

Per quanto riguarda “L’inganno del tempo” la maggiore difficoltà l’ho riscontrata nel dover celare alcuni particolari che avrebbero potuto svelarne la trama. Per il resto la storia ha immediatamente trovato l’alveo in cui scorrere senza particolari intoppi.

E del rapporto con Editor ed Editore cosa puoi dirci?

Ho un buon rapporto con l’editore. Mi lascia la piena libertà di scrittura e questo mi piace. A storia conclusa concordiamo una serie di aggiustamenti che però sono più che altro suggerimenti e richieste di precisazioni.

Hai altri progetti in fieri?

Sì. Scrivere mi piace e vi dedico tutto il tempo possibile (compatibilmente con gli impegni familiari, lavorativi e agricoli, perchè coltivo un discreto orto domestico e possiedo un fondo con una cinquantina di alberi di ulivo). Dopo aver terminato “L’inganno del tempo” ho lavorato ad altri due gialli. Uno è terminato e l’altro è giunto alle battute finali. Arriveranno sugli scaffali delle librerie entro 12/18 mesi. A fine estate inizierò a scrivere il mio terzo romanzo storico, sempre ambientato nel periodo post longobardo.

E se ti proponessero una sceneggiatura per un film? saresti d’accordo o ritieni che i tuoi romanzi soffrirebbero nella trasposizione cinematografica?

Sarei più che d’accordo. Ho uno stile di scrittura abbastanza cinematografico e pertanto non credo che le mie storie soffrirebbero in una tale trasposizione.

Descriviti come lettore?

Come ho detto all’inizio di questa intervista sono un lettore onnivoro. Leggo da sempre e le mie scelte variano in base alla mia curiosità. Spazio tra tutti i generi anche se preferisco i libri di storia o i romanzi storici. Ho letto tutti i gialli di Agatha Christie e Rex Stout. Ho amato la fantascienza di Asimov, Campbell e Ray Bradbury. Tolkien mi ha iniziato al fantasy.

Quali libri compri?

Quelli che mi incuriosiscono di più. Un titolo, una copertina, una trama interessante e il libro arriva nella mia libreria. Vi faccio un esempio: molti anni fa, passando davanti alla vetrina di una libreria, leggo il titolo di un volume esposto e senza chiedere altro entro e lo acquisto. Così ho scoperto Hans Fallada e ho letto lo splendido romanzo dal titolo “ognuno muore solo”.

Hai un genere preferito o spazi a seconda del momento, dello stato d’animo?

Spazio in base al momento. Incide pure molto lo stato d’animo.

E se devi regalarlo un libro come scegli?

Cerco di capire i gusti della persona a cui devo fare il regalo e poi mi baso sulle mie conoscenze sperando di “indovinarla” perchè il gradimento di un libro è veramente la cosa più soggettiva che esista.

Un consiglio ad un esordiente che ha la sua storia nel cassetto e non ha trovato ancora nessun editore interessato a pubblicarla?

Farsi un serio esame di coscienza e domandarsi quanto si è disposti a credere in quello che si è scritto. Se la risposta è positiva allora occorre continuare a perseverare ed esplorare ogni possibile sbocco. Voglio però chiarire una cosa: essere un autore significa impegnarsi a fondo per mesi, andare dove occorre e non badare ai costi in termini economici e di tempo che questa attività comporta.

Ti piace presentare i tuoi libri al pubblico?

Sì. Ho la fortuna di riuscire a creare una buona empatia con gli ascoltatori. Ci divertiamo insieme e questo mi offre delle ottime soddisfazioni.

Un autore (o più) che costituisce per te un benchmark.

Sono molti e alcuni li ho già citati. Potrei andare avanti con una lista perchè in quasi cinquant’anni di lettura credo di aver assorbito molto da tanti bravi scrittori. Ne citerò solo uno perchè è molto attuale anche se io ho iniziato a leggerlo quando in Italia pochi ancora lo conoscevano. George R.R.Martin.

E perché?

Perchè mi piace come scrive e come sa alternare le storie dei personaggi all’interno di ogni singolo libro. Uso la stessa tecnica alternando le varie scene che compongono la storia fino a portarle al traguardo finale.

Se ti va, ponigli il quesito che da tempo hai in mente! Magari è tra i lettori del Blog!

Più che un quesito è una richiesta che penso accomuni tutti i suoi lettori. Per favore Gorge, scrivi più velocemente, perchè tre o quattro anni di attesa tra un libro e l’altro sono davvero tanti per chi ti legge.

Quale suo libro consiglieresti ai nostri lettori?

Questa è la risposta più semplice anche se non è un solo libro, ma una serie. Le Cronache del Ghiaccio e del fuoco.

Grazie del tempo che hai voluto dedicarci. Prima di salutarci ti chiediamo, come consuetudine di Giallo e Cucina, di lasciarci con una ricetta ed una citazione!

Per quanto riguarda la ricetta vi riporto qui sotto alcune righe del mio romanzo:

La matita iniziò a tracciare sulla carta l’elenco degli ingredienti necessari …

Coniglio alla ligure.

Devi comperare un giovane coniglio di media grandezza tagliato a pezzi piccoli. Io lo cucino senza testa perché mi fa schifo solo a vederla. Una cipolla, 4 o 5 spicchi d’aglio, alcuni schiacciati altri interi. Un rametto di rosmarino. Una foglia di alloro e un mazzetto di prezzemolo. Sale, pepe e peperoncino. Un pomodoro maturo, olive taggiasche e mezzo litro di vino rosso tiepido.

Metti in una pentola di terracotta un bel bicchiere di olio di oliva extravergine, ma non quello del supermercato, mi raccomando. Quando l’olio è caldo aggiungi il coniglio contemporaneamente alla cipolla tagliata fine, all’aglio, al prezzemolo, all’alloro e al rosmarino. Fai rosolare molto bene per circa 40 minuti; quando “prende il colore” aggiungi il pomodoro tagliato a pezzi, il vino rosso e le olive.

Successivamente, durante la cottura, aggiungi anche un po’ d’acqua tiepida. Lascia cuocere per circa due ore a fuoco lento e il tuo coniglio alla ligure è pronto da servire in tavola.

La citazione:

Datemi una maschera e vi dirò la verità.

Oscar Wilde.

 

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