Oggi parliamo con… Marco Ghizzoni

Il gradito ospite di Alessandro Noseda per oggi è Marco Ghizzoni. Ulteriori notizie sulla sua pagina di Facebook. Buona lettura!

 

Buongiorno e grazie per l’accoglienza. Ci racconti chi sei e perché leggi  e scrivi?

Grazie a voi! Sono un papà di 30 anni che nella vita fa l’agente di commercio, lavoro, questo, che mi permette di conoscere tanta gente e di fare tante chiacchiere.
Leggo perché non c’è niente di più bello al mondo, perché il ritmo della lettura ti fa muovere anche stando seduto sul divano e perché la nostra è una lingua straordinaria.
Sono innanzitutto un lettore onnivoro e appassionato e poi uno scrittore; la scrittura è venuta dopo, circa 12 anni fa, nel momento in cui ho scoperto di avere tante storie da raccontare e un mucchio di personaggi a cui farne passare delle belle!

I tuoi romanzi, come nasce l’idea?


Le idee per i miei romanzi nascono sia dall’esperienza personale- ovvero da tutte le storie “origliate” nel bar che mia madre ha gestito per quasi vent’anni in un piccolo paese della provincia cremonese- sia dalla precisa volontà di condividere una visione ironica e pungente della realtà.
Se a questo aggiungiamo tutto quello che leggo sui giornali e ascolto alla radio quotidianamente, be’, il gioco è fatto.

Dove scrivi? Hai un “luogo del cuore” dove trovi ispirazione?

Dalla scrivania, al divano, al letto, l’importante è avere davanti il mio computer.

Preferisci il silenzio o ami musica di sottofondo?

È indifferente. Quando scrivo mi diverto così tanto che riesco a isolarmi dalla realtà circostante.
Ma se devo scegliere, meglio il silenzio.

“Il cappello del maresciallo” è la tua ultima fatica. Dove hai trovato spunto? E’ autobiografico? Quanto prendi in prestito alla realtà e quanto è frutto di mera fantasia? Come delinei i personaggi? Segui una scaletta o ti fai guidare dalla storia?

Ci tengo a precisare che ne IL CAPPELLO DEL MARESCIALLO di autobiografico non c’è nulla. Ho assorbito le dinamiche della vita di provincia, gli atteggiamenti tipici, il linguaggio verbale e quello del corpo, ma ogni storia è frutto della mia fantasia o, tutt’al più, della realtà trasfigurata.
Quando mi appresto alla stesura di un nuovo romanzo, scrivo il canovaccio e delineo i personaggi principali, ma non scrivo mai il finale; dopodiché  inizio a scrivere, almeno due cartelle al giorno.

Quali sono state le maggiori difficoltà nella stesura del romanzo?

Non perdere mai né il ritmo né il tono che lo contraddistinguono.

E del rapporto con Editore ed Editor cosa puoi dirci?

Guanda è un editore straordinario: tutti sono premurosi, puntuali, professionali efficienti e soprattutto umani.
L’editor, che nel mio caso è una donna e risponde al nome di Michela Gallio, ha migliorato il mio romanzo facendo sì che girasse nel modo giusto. Come può essere il rapporto con loro se non idilliaco?

Hai altri progetti in fieri?

Ho già scritto e consegnato il secondo episodio della serie di Boscobasso, ho scritto una fiaba e sono già a buon punto del terzo.

E se ti proponessere una sceneggiatura per un film? Saresti d’accordo o ritieni che i tuoi romanzi soffrirebbero nella trasposizione cinematografica?

Non ho pregiudizi, ergo sarei d’accordo. Poi, certo, vorrei partecipare alla stesura della sceneggiatura!

Descriviti come lettore. Quali libri compri? Hai un genere preferito o spazi a seconda del momento, dello stato d’animo? E se devi regalarlo un libro come lo scegli?

Sono un lettore onnivoro e curioso, di conseguenza leggo di tutto.
Ho cercato di leggere quasi tutto ciò che è stato scritto prima di me, quindi i classici, e solo dopo mi sono avvicinato ai contemporanei perché è giusto conoscere anche quello che viene scritto durante la propria esistenza.
Ovviamente, come tutti, ho le mie preferenze: Balzac, Flaubert, Dostoevskij, Gončarov, Melville, Thackeray, Kafka- tra i classici- Busi, Montanari, Cocco, Vitali, Biondillo e Malvaldi tra i contemporanei.

Un consiglio ad un esordiente che ha la sua storia nel cassetto e non ha trovato ancora nessun editore interessato a pubblicarla?

Uno e uno solo: trovarsi un agente letterario e mettersi nelle sue mani, accettando ogni rifiuto con il sorriso sulle labbra e la voglia di scrivere.

Un autore (o più) che costituisce per te un benchmark. E perché? Se ti va, ponigli il quesito che da tempo hai in mente! Magari è tra i lettori del Blog!

Andrea Vitali è senza dubbio il maestro della commedia italiana. Il suo modo di creare intrecci e personaggi e la sua capacità di far sentire al lettore odori e sapori con tre semplici pennellate sono unici e straordinari.
Sintetica e non semplice, asciutta e non scarna, la sua scrittura è in grado di distillare vizi e virtù con una punta di ironia che non guasta mai.

Quale suo libro consiglieresti ai nostri lettori?

Almeno il cappello.

Donaci una citazione e una ricetta.

“La vera scrittura è quella per sottrazione”. Aldo Busi

 

Non sono un gran cuoco e nemmeno un buongustaio, però sono molto goloso; e quindi vi lascio la ricetta di un dolce tipico cremonese chiamato PATUNA:

 

Ingredienti • 500 gr. farina di castagne • 1,5 l. di latte intero • 11 cucchiai olio d’oliva • 10 cucchiai di zucchero

Preparazione:

Mescolare lo zucchero con la farina, aggiungere l’olio d’oliva e infine continuando a mescolare il latte avendo cura di non formare grumi. Versare il composto in una teglia preferibilmente lunga e cuocere a forno caldo a 180 gradi per 1 ora e 15 minuti.

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...